Germania: critiche alle norme sul diritto d’asilo

In un comunicato congiunto, la Caritas tedesca e la Diakonie evangelica attraverso i rispettivi presidenti hanno criticato aspramente il progetto di legge del governo federale per l’applicazione delle direttive Ue sul diritto di soggiorno e di asilo. “Nella sua versione attuale, il progetto di legge non risponde né agli standard umanitari né agli obiettivi europei”, hanno affermato Peter Neher (Caritas) e Klaus-Dieter Kottnik (Diakonie). “Per quanto sia importante che la bozza contenga una regolamentazione del diritto di soggiorno giuridicamente definito, è altrettanto incomprensibile che in base alla proposta di legge non possano aver diritto di soggiorno proprio le persone per cui ci siamo sempre impegnati in modo particolare: anziani, malati, disabili e traumatizzati”, ha detto Kottnik, presidente di Diakonie. “Trovo moralmente inconcepibile che queste persone vengano rimandate nei propri Paesi di provenienza. Queste persone devono avere qui in Germania una prospettiva sostenibile”. Le riserve della Caritas e di Diakonie nei confronti del progetto di legge riguardano anche la regolamentazione del ricongiungimento famigliare: “anziché agire in modo efficace contro i matrimoni fasulli e coatti, tutti i matrimoni con partner stranieri vengono sottoposti al sospetto generale che il matrimonio sia stato contratto con dolo”, ha osservato Neher, presidente della Caritas. “Il ricongiungimento con i coniugi stranieri viene reso impossibile in molti casi con il requisito della dimostrabilità delle conoscenze linguistiche del tedesco prima dell’ingresso in Germania. Ma per la riuscita dell’integrazione”, ha obiettato, “è molto importante realizzare l’unità della famiglia”. È complessivamente negativo il giudizio delle due associazioni: “La bozza di legge, così com’è, impedisce l’integrazione, anziché favorirla”, ha aggiunto Neher. “Non solo nell’interesse degli immigrati coinvolti, anche per la nostra società non possiamo permetterci di non integrare le persone o di non integrarle adeguatamente”, ha concluso Kottnik.