Si è chiuso in Spagna, a Santiago de Compostela, il 25 maggio, la 17º assemblea mondiale dell’Oiec (Ufficio internazionale dell’educazione cattolica) che riunisce oltre 100 rappresentanti delle scuole cattoliche di tutto il mondo. Mons. Julián Barrio, arcivescovo di Santiago, nel suo intervento ha ricordato “i momenti di incertezza che sta vivendo la scuola cattolica preoccupata di forgiare lo stile di vita proprio dei cristiani in una società pluralista come la nostra, sapendo che la verità non si impone, ma si diffonde attraverso la forza della verità stessa”. Di fronte alle correnti filosofiche ed educative che si presentano oggi e che “potenziano il sapere scientifico-tecnico… con il pericolo di non dare importanza al sapere umanistico e morale, capace di orientare e dare senso alla vita”, la scuola cattolica deve preservare la sua identità, “la cui specificità consiste nel servizio alla formazione integrale, che è un progetto nel quale la fede cattolica si presenta in dialogo con la cultura”. L’Oiec è un’organizzazione non governativa che rappresenta l’educazione cattolica del mondo intero con sede a Bruxelles (Belgio). Fondata nel 1952 a Lucerna (Svizzera). Raggruppa oltre 44 milioni di alunni in tutto il mondo, di cui 9.000.000 in Europa.