LOMBARDIA
Un progetto di legge per l’edilizia residenziale pubblica
Cresce la “fame” di case in Lombardia e la Regione pensa a una legge per incentivare la realizzazione di abitazioni a canone convenzionato, cioè con affitti a prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato. Attualmente all’esame delle Commissioni “Territorio e programmazione” e Bilancio del Consiglio regionale, il progetto di legge regionale 210 (“Innovazioni del sistema regionale dell’edilizia residenziale pubblica: disciplina dei servizi abitativi a canone convenzionato”) si pone questo obiettivo di fondo: “permettere l’organizzazione sul territorio locale di una risposta al fabbisogno di quelle categorie di cittadini che non riescono a sostenere i canoni offerti dal mercato e ai nuovi bisogni generati dalla mobilità sul territorio per motivi di studio e di lavoro”.Iniziativa strategica. “Questa iniziativa della Giunta regionale – commenta Alessandro Maggioni, presidente di Federabitazione, federazione di cooperative edili aderente a Confcooperative, fondata nel 1954 che associa, in Lombardia, circa 650 cooperative e realizza 1.500 alloggi all’anno – è strategica perché contiene un forte elemento di innovazione culturale e si fonda sul principio della sussidiarietà virtuosa, effettiva e controllata”.Sollecitando i Comuni a farsi carico, in prima istanza, del problema abitativo, potrà attivare, sul territorio, nuove sinergie virtuose tra pubblico e privato, dove il primo è chiamato a recuperare le aree edificabili e il secondo a realizzare le case a prezzi calmierati. “Soprattutto nelle aree metropolitane – aggiunge Maggioni – stiamo assistendo a una netta spaccatura delle città: da una parte ci sono i benestanti e dall’altra i meno abbienti che, non potendosi permettere di pagare un affitto di mercato, sono espulsi dal contesto urbano. Questa situazione pesa molto sulle famiglie dei lavoratori pendolari, che sono costretti a lunghi spostamenti casa-lavoro, sottraendo tempo ed energie alla cura degli affetti”.Data la scarsa disponibilità di aree da adibire all’edilizia convenzionata, a più riprese denunciata dagli stessi Comuni e dall’Aler (Azienda regionale lombarda per l’edilizia residenziale), Maggioni propone alle amministrazioni locali di “riconoscere nelle aree standard, con esclusione di verde pubblico e parcheggi, la funzione di edilizia economico-residenziale”. “Con questo sistema – ricorda il presidente di Federabitazione – il Comune di Milano ha recuperato il terreno sufficiente per realizzare tremila nuove case”. Davvero efficace? Meno ottimista circa l’effettiva capacità della nuova legge, una volta approvata, di andare ad incidere positivamente sul mercato immobiliare lombardo, è invece Antonio Angelo Bertoni, presidente del Centro studi cooperativa “La famiglia” di Brescia. Fondato nel ’53 da padre Ottorino Marcolini, sacerdote della congregazione dei Padri della Pace, il Centro associa oggi 45 cooperative e, ogni anno, realizza 500 alloggi, dei quali 150 destinati all’affitto. In media, sia per quanto riguarda la vendita che la locazione, i prezzi praticati sono inferiori del 40% rispetto a quelli del libero mercato. In quasi 54 anni, “La famiglia” ha costruito oltre 38mila case, suddivise in villaggi da 300-400 abitazioni, tutti con la chiesa e la scuola materna.”In linea di principio – dice il presidente Bertoni – il progetto della Regione è assolutamente condivisibile. All’atto pratico, però, temo che resterà inapplicato. Dove si trova, in Lombardia ma non solo, un sindaco disposto a mettere a disposizione le aree a costo zero, come vuole la legge? Sarebbe stato meglio prevedere un forte sconto, anche del 50% rispetto ai prezzi di mercato, ma che consentisse ai Comuni di poter comunque realizzare un’entrata. Inoltre, la stessa Regione prevede espressamente di non concedere alcun contributo; mi chiedo con quali risorse si potrà avviare una macchina così complessa. In sostanza, credo che, con questa legge, di case, purtroppo, ne vedremo ben poche”.a cura di Paolo Ferrario SchedaPer alleviare la “tensione abitativa” sulle principali città della Lombardia, la Regione ha approvato il Piano di edilizia residenziale pubblica 2007-2009, che, con uno stanziamento di 512 milioni di euro, prevede la realizzazione di 5.200 tra case a canone sociale e moderato e posti letto per locazione temporanea. Inoltre, il Piano si pone l’obiettivo di riqualificare i quartieri popolari delle grandi città, di sostenere 10mila famiglie nell’acquisto della prima casa e 210mila nel pagare l’affitto. A tale riguardo, il Pirellone, dal 2000 ad oggi ha stanziato 175 milioni di euro come contributo a 36mila famiglie per l’acquisto della prima casa, mentre, nel solo 2006, ha riservato 71 milioni di euro per il Fondo sostegno affitti, soddisfacendo 67.186 domande. In un solo anno, il numero delle richieste è aumentato del 20%. Infine, con un recente bando, ha stanziato altri 163 milioni di euro, invitando i Comuni e le Aler provinciali a presentare progetti di nuove abitazioni da realizzare entro la fine del 2009.(01 giugno 2007)