Dopo soli 18 mesi di negoziato, il 24 maggio scorso Consiglio ed Europarlamento hanno raggiungo l’accordo politico sulla nuova Direttiva Ue relativa ai servizi dei media audiovisivi senza frontiere, la cui entrata in vigore è prevista entro la fine dell’anno. Gli Stati membri avranno quindi 24 mesi di tempo per la trasposizione del nuovo testo nell’ordinamento interno. Se il cardine della Tsf permane il “principio del Paese d’origine”, secondo il quale ogni Stato membro può adottare misure restrittive nei confronti di radiodiffusori le cui emissioni violano le regole dello Stato destinatario della trasmissione, le novità sono di rilievo e riguardano soprattutto la messa in atto di un quadro giuridico che consente al settore l’adattamento alle evoluzioni tecnologiche e di mercato: la portata della Direttiva si estende a tutti i servizi dei media audiovisivi, le norme sono meno dettagliate e più flessibili, e la disciplina per il finanziamento dei media audiovideo intende aumentare il flusso finanziario per migliorare la produzione dei contenuti, rafforzare la competitività e garantire i valori fondamentali dell’Ue (protezione dei minori, autoregolamentazione, divieto di opere a contenuto razzista ed antireligioso).