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Europa e America Latina
Il 31 maggio si è conclusa ad Aparecida, in Brasile, la V Conferenza generale dell’episcopato latinoamericano, iniziata il 13 maggio con la presenza e la parola di Benedetto XVI. Un messaggio finale è stato rivolto ai popoli del continente. Per il documento della Conferenza si dovrà invece attendere almeno un mese. Una delegazione di vescovi europei ha partecipato ai lavori: i presidenti delle Conferenze episcopali di Spagna e Portogallo, il presidente, il segretario generale e un vescovo delegato del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). Grazie soprattutto al cristianesimo c’è una “parentela” stretta tra Europa e America Latina che va approfondita. Il cardinal Peter Erdö, presidente nel Ccee, nel suo intervento ad Aparecida ha mostrato come soprattutto i popoli dell’Europa centro orientale hanno vissuto e vivono una situazione di oppressione e di ingiustizia vicina a quella dei popoli dell’America Latina. Al termine dell’intervento ha invitato la presidenza del Celam a partecipare alla plenaria del Ccee che si terrà all’inizio di ottobre a Fatima, per discernere insieme forme di collaborazione tra i vescovi europei e latinoamericani sulla base della comune responsabilità. La Chiesa in Europa e la Chiesa in America Latina hanno sfide comuni: entrambe si confrontano con la globalizzazione, le immense povertà e ingiustizie sociali, ma soprattutto entrambe si interrogano sul rischio che si crei una società senza Dio, sul modo per conoscere e annunciare Dio, sul volto e il ruolo della Chiesa, sulla formazione dei credenti, sul significato della scelta preferenziale per i poveri, sul rapporto tra Chiesa e politica, sulla presenza nei mezzi di comunicazione. L’Europa può e deve imparare dalla Chiesa dell’America Latina. Nonostante i grandi problemi che ha avuto e ha di fronte essa mostra un volto vivace e gioioso. Ha meno mezzi, ma anche minore burocratizzazione della pastorale. Soffre perché i cristiani rivelano spesso una formazione superficiale che li espone al perdersi nelle sette o in altre forme di religiosità ambigua, ma non accetta una visione del reale secolarizzata e senza riferimento alla trascendenza. I laici sono protagonisti della Chiesa. C’è una sensibilità speciale per il tema della vita e della famiglia, anche per le esperienze terribili di violenza vissute. Nello stesso tempo l’Europa è chiamata a riscoprire la propria vocazione autentica nei confronti dell’America Latina. La secolarizzazione che si sperimenta in Europa e gli errori vissuti, non cancellano la millenaria esperienza di vita cristiana, la grande tradizione missionaria, l’organizzazione che permette una presenza capillare della Chiesa, il lavoro di formazione, il fiorire di comunità religiose e movimenti, la schiera dei santi e martiri. ll messaggio di Aparecida contiene un appello per una grande missione evangelizzatrice continentale. L’esperienza che l’Europa in questi anni ha maturato con le missione nelle grandi città, da Roma a Parigi, da Bruxelles a Budapest, può essere un’indicazione utile. La stessa esperienza ecumenica e interreligiosa che l’Europa cerca oggi di maturare può essere importante per l’America Latina: il sempre più veloce incrociarsi dei popoli, per via delle migrazioni di ogni tipo, rende sempre più comuni anche questi temi. L’Europa sente di far propria la priorità indicata nel messaggio della V Assemblea dei vescovi latino americani che si apre con una proclamazione di fede nel Dio di Gesù Cristo ed è un appello a diventare discepoli autentici e maturi di Gesù Cristo. Questa la vera urgenza. Al cuore di questa fede c’è anche l’impegno per i poveri e per la costruzione di una società giusta.