ABBANDONI IN MARE

Italia: Mediterraneo, cimitero senza nomi

“Il Mediterraneo è un cimitero senza croci e senza nomi. Migliaia di persone sono morte cercando di raggiungere l’Europa. E’ giusto ricordarli per un senso di responsabilità”. Così padre Gianromano Gnesotto, della Fondazione Migrantes (Conferenza episcopale italiana), parla al Sir delle recenti avventure di immigrati morti in mare, annunciando una veglia di preghiera ecumenica che si svolgerà nella basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma il prossimo 21 giugno. Alla veglia ecumenica in memoria delle vittime dei viaggi verso l’Europa – promossa dalla Fondazione Migrantes, dal Centro Astalli, dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Caritas Italiana e dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia – parteciperanno comunità e associazioni di immigrati, rifugiati e organizzazioni di volontariato. Secondo Fortress Europe, l’osservatorio sulle vittime dell’immigrazione clandestina, nei primi cinque mesi del 2007 i morti nel Canale di Sicilia sono stati 131, più 35 sulle rotte tra Algeria e Sardegna. Nel 2006 erano stati 286. Secondo la lista di Fortress Europe dal 1988 le morti documentate dalla stampa internazionale sono state 8.995: di questi 3.087 sono dispersi in mare. “Dobbiamo ricordare e pregare per questi uomini e queste donne – conclude padre Gnesotto – affinché vengano accesi i riflettori su una situazione che va sempre più aggravandosi”.