G8

Misure concrete

Le proposte e le attese delle Chiese europee

Un appello è stato lanciato da BENEDETTO XVI per il G8 che si è aperto il 6 giugno a Heiligendamm, in Germania. Nel corso dell’Udienza del mercoledì il Papa ha chiesto ai leader del G8 di “non venire meno alle promesse di aumentare sostanzialmente l’aiuto allo sviluppo, in favore delle popolazioni più bisognose, soprattutto quelle del continente africano”. In particolare il Pontefice chiede di prestare “speciale attenzione” al secondo grande obiettivo del millennio, ovvero, “il raggiungimento dell’educazione primaria per tutti” entro il 2015. In una lettera congiunta, indirizzata ai capi di governo, le Conferenze episcopali europee di GERMANIA, INGHILTERRA E GALLES, FRANCIA, FEDERAZIONE RUSSA con GIAPPONE, CANADA E USA hanno chiesto “misure concrete” in materia di lotta alla povertà, assistenza medica, variazioni climatiche, pace e sicurezza, istruzione. “Il nostro impegno per questi obiettivi si basa sul nostro obbligo religioso e morale di favorire la vita e la dignità umana e di salvaguardare il creato”, scrivono i responsabili delle Conferenze episcopali. Nella lettera vengono elencate le urgenze dell’Africa, dalla lotta all’Hiv/Aids alla “tragedia nel Darfur”, cui i Paesi del G8 sono chiamati a rispondere con maggiore impegno in quanto, si legge, “siamo convinti che il cammino dell’Africa dalla disperazione alla speranza porti anche una maggior sicurezza per tutte le nazioni”. I poveri sono la priorità anche per l’emergenza climatica: “I costi per evitare e alleviare le conseguenze dannose delle mutazioni climatiche devono essere sostenuti soprattutto dai ricchi e dai Paesi che hanno beneficiato maggiormente delle emissioni dannose e del surriscaldamento”.UNO SFORZO CORAGGIOSO. Riccardo Moro, direttore della Fondazione “Giustizia e Solidarietà” della Cei, la CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA , sottolinea che al vertice del G8 in Germania, “si registra un grande assente: il tema del debito”. Uno dei temi sui quali la Chiesa italiana è da tempo impegnata con una particolare visibilità a partire dal Giubileo del 2000 e con la nascita del movimento “Sentinelle del mattino” che vide oltre 60 aggregazioni laicali presentare un manifesto al G8 di Genova 2001. Esperienza che proseguì con la Fondazione “Giustizia e Solidarietà” e con le Campagne sugli obiettivi di sviluppo del millennio. L'”esperienza ecclesiale” italiana ha trovato “una particolare sintonia” con altre Chiese europee e non, come testimonia il recente viaggio dei vescovi del Sud e del Nord del mondo, nelle diverse capitali del G8 per chiedere un impegno sugli Obiettivi di sviluppo e sulla giustizia internazionale. “Alla tappa italiana, che ha visto agli inizi di maggio la visita della delegazione anche al premier Prodi – ricorda il direttore della Fondazione Cei – era presente il vescovo Arrigo Miglio, presidente della competente Commissione episcopale. La stessa delegazione di vescovi aveva incontrato anche il presidente della Cei, mons. Angelo Bagnasco, che nell’occasione aveva ribadito l’impegno della Chiesa italiana per i diritti umani, la remissione del debito, lo sviluppo dei Paesi poveri, l’ambiente…”.“NO” ALLA VIOLENZA E RINTOCCHI DI CAMPANE. Un appello alla ragionevolezza dopo gli incidenti del 2 giugno durante la manifestazione anti-G8 a Rostock. Lo ha rivolto, tramite l’agenzia di stampa cattolica tedesca Kna, l’arcivescovo di Amburgo, mons. WERNER THISSEN. I manifestanti, ha detto mons. Thissen, devono continuare a “esprimere le proprie opinioni prendendo le distanze da coloro cui interessa solo la violenza”. Il presule si è detto preoccupato della “portata” di queste azioni; “tuttavia sarebbe deplorevole se le manifestazioni dovessero essere vietate”. Critiche alle violenze anche dalla diocesi di Hildesheim, presente alla manifestazione con una propria delegazione giunta con la Chiesa evangelica di Hannover. Ancora diverse chiese protestanti di tutta la Germania hanno fatto suonare la sera del 6 giugno (alle 18), in concomitanza con l’apertura del G8 le loro campane per otto minuti. “Richiamare i leader internazionali alla loro responsabilità in materia di lotta contro la povertà nel mondo”: questo, spiegano i promotori, l’obiettivo di “Otto minuti per la giustizia”, iniziativa della Chiesa evangelica luterana del Mecklembourg, del Servizio delle Chiese evangeliche in Germania per lo sviluppo (Eed) e di “Pane per il mondo”, programma di assistenza della Chiesa ai Paesi in via di sviluppo.NON SERVONO NUOVE PROMESSE. Mettere la politica climatica e per lo sviluppo al centro delle consultazioni: questa la priorità indicata dalla KIG (associazione cattolica giovanile) in una nota per il G8. Solo così si può “rispondere alla responsabilità globale verso i bambini, i giovani e le generazioni future”. La Kjg chiede che gli Stati del G8 si adoperino “con ogni mezzo per raggiungere gli obiettivi del millennio”. “Non è importante fare nuove promesse, ma realizzare quanto già concordato”. I temi chiave del vertice, le politiche climatiche e la lotta sostenibile alla povertà “sono legate strettamente”, afferma l’associazione tedesca (80mila tra bambini e giovani in 24 associazioni diocesane). La Kjg è convinta che “i giovani sono pronti a contribuire alla realizzazione di questi obiettivi anche limitando le proprie abitudini di vita. L’economia non è un obiettivo fine a se stesso cui subordinare l’uomo e l’ambiente”.