CIPRO
La prima volta di un arcivescovo ortodosso di Cipro in Vaticano
È iniziata ieri, 12 giugno la visita ufficiale in Vaticano dell’arcivescovo ortodosso di Cipro, Chrysostomos II, che culminerà sabato 16 giugno, con l’udienza di Benedetto XVI. Si tratta della prima visita nella storia, anche se la Chiesa ortodossa di Cipro è una delle più antiche (fondata nel 46 d.C.), dell’arcivescovo di Cipro al Papa. L’udienza papale era già stata anticipata, ai primi di maggio, al Sir da Georgios, vescovo ortodosso di Pafos, rivelandone anche alcuni temi in agenda, in particolare “la richiesta di aiuto a Benedetto XVI riguardo il dramma della divisione di Cipro. Per i nostri cristiani – aveva detto il vescovo – è difficile recarsi nelle chiese della zona turco-cipriota. Sono diverse centinaia le chiese sconsacrate, dimesse, trasformate in moschee come anche in magazzini e stalle”. Molti analisti da questa visita si attendono anche un ulteriore passo di avvicinamento tra la Chiesa di Roma e quella ortodossa russa. Chrysostomos in una recente intervista ad un settimanale italiano ha infatti espresso la convinzione “che i tempi siano ormai maturi per la riunificazione di tutti i cristiani in una Chiesa comune” dicendosi “pronto a dare il suo contributo affinché Benedetto XVI e Alessio si incontrino”. MEDIAZIONE “POSSIBILE”. “Una visita storica, la prima di un arcivescovo ortodosso di Cipro al Papa. Siamo felici perché significa che la Chiesa ortodossa cipriota guarda anche fuori dei suoi confini, all’Europa, alla Chiesa cattolica, nell’ottica del dialogo”. Con queste parole mons. Giorgio Khoury, segretario della Chiesa maronita di Cipro che rappresenta il gruppo più numeroso di fedeli cattolici locali, oltre 5mila, saluta la visita in Vaticano, da domani fino al 18 giugno, dell’arcivescovo ortodosso di Cipro, Chrysostomos II. “Intenzione di Chrysostomos con questo viaggio – spiega al Sir il maronita – è quella di avvicinarsi all’Europa e chiedere l’appoggio del Papa per far conoscere i problemi delle chiese cristiane, ortodosse ma anche cattoliche, che si trovano nella parte turco-cipriota, dove tanti monasteri sono stati distrutti se non trasformati in moschee o destinati ad altri usi. Per Chrysostomos è importante riaverli per renderli agibili ai fedeli. Chrysostomos sa bene anche quanto un’apertura verso la Chiesa cattolica sarebbe positiva e sa anche quanto Benedetto XVI tenga ad un riavvicinamento con la Chiesa ortodossa russa. A questo riguardo – afferma il segretario maronita – è possibile attendersi un tentativo di mediazione con Alessio. Difficile dire con quale esito ma Chrysostomos tenterà di farlo”.UN PROGRAMMA IMPEGNATIVO. Denso il programma che vedrà il capo della chiesa ortodossa cipriota incontrare diversi esponenti della Chiesa cattolica e della Conferenza episcopale italiana, a cominciare da questa mattina con il presidente, mons. Angelo Bagnasco. Subito dopo la visita al card. Walter Kasper, presidente del pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani cui seguirà quella al Segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone. Domani, 14 giugno Chrysostomos riceverà presso la Pontificia università Urbaniana la laurea honoris causa in missiologia e nel pomeriggio sarà ricevuto a palazzo Chigi dal premier italiano Romano Prodi, in occasione del cinquantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma. La giornata di venerdì vedrà gli incontri con i cardinali Renato R. Martino, presidente del pontificio Consiglio giustizia e pace e con Paul Poupard, presidente dei pontifici Consigli per la Cultura e il Dialogo interreligioso. Chiusura, in serata, con la comunità di Sant’Egidio. Sabato sarà il giorno dell’udienza con Benedetto XVI cui seguirà un incontro con la stampa. Domenica 17 giugno l’arcivescovo ortodosso si trasferirà a Napoli per un incontro con il card. Crescenzio Sepe, in preparazione all’incontro internazionale di preghiera per la pace che si svolgerà nella città partenopea nel prossimo mese di ottobre, mentre il giorno seguente sarà la volta di due appuntamenti, il primo con un gruppo di Comunione e liberazione ed il secondo con una rappresentanza di giornalisti della stampa cattolica nazionale e internazionale.CENNI STORICI. Cipro, nella sua parte sud, greca e cristiana, è membro dell’Ue dal 1 maggio 2004. La zona nord fu occupata dalla Turchia nel 1974, che oggi la controlla con oltre 40 mila soldati. In seguito all’occupazione circa 200 mila greco-ciprioti di fede cristiana ortodossa sono fuggiti al sud. Nel 1983 la Turchia ha creato una Repubblica turca del Nord di Cipro. Qui vivono circa 180 mila persone, di cui più di 100 mila sono coloni provenienti dall’Anatolia. Un muro presidiato da caschi blu Onu divide le due parti dell’isola e taglia la capitale Nicosia. Nell’aprile 2004 l’Onu ha sottoposto a referendum un piano di confederazione tra i due stati che è stato però respinto dai greco-ciprioti del sud. Per l’ufficio stampa e informazione del governo cipriota (www.moi.gov.cy/pio – www.mfa.gov.cy) sarebbero più di 500 le chiese e cappelle greco-ortodosse demolite o a rischio nella zona Nord dell’isola. Inoltre sarebbero 77 chiese trasformate in moschee, 133 tra luoghi di culto e monasteri dissacrati, 18 chiese trasformate in depositi, caserme e ospedali militari, 1 in albergo e in scuola d’arte. Siti importanti che datano dall’epoca paleocristiana fino all’età moderna, passando per l’età bizantina e per il periodo della dominazione francese (XI-XV secolo) e veneziana (XV-XVI secolo). A tutt’oggi non si sa che fine abbiano fatto gli oggetti e arredi sacri di queste chiese che detenevano un patrimonio di oltre 15mila icone.