Ricerca teologica sul tema “creazione”, rinnovati stili di vita, sostenibilità ambientale: queste le nuove sfide per i cristiani d’Europa, emerse dal rapporto “Responsabilità per il creato in Europa”, realizzato nell’imminenza della Terza Assemblea ecumenica europea (Aee3) di Sibiu (in Romania, 4-8 settembre) dal Ccee. La ricerca, curata dalla Fondazione Lanza (Italia), traccia un bilancio delle sei conferenze sull’ambiente promosse dal Ccee tra il 1999 e il 2004, presenta alcune esperienze positive fin qui realizzate a livello nazionale e, spiegano i curatori, in vista della Aee3 può costituire uno spunto per “proporre nuovi e più forti impegni per il futuro, ma anche un’occasione di verifica nel confronto con le altre Chiese cristiane”. 34 i questionari inviati dal segretariato Ccee alle singole Conferenze episcopali (Ce); 24 quelli compilati e restituiti. Dai risultati, osservano gli analisti, emerge “un’attenzione significativa per la salvaguardia del creato: 19 le realtà nazionali che vedono la presenza di un incaricato” al riguardo. Diverse le iniziative intraprese: incontri di studio e formazione teologica e spirituale, ma anche volti alla promozione di stili di vita sostenibili (16 Ce). Non sono mancati interventi nello spazio pubblico con denunce o proteste (12 Ce), ma sembra prevalere “la scelta della formazione piuttosto che dell’azione politica”. Le realtà più “attive” sono quelle dell’area linguistica tedesca. “Ampia e promettente” si legge ancora nel rapporto, “la diffusione di un’efficace rete di collaborazioni con realtà ecclesiali cattoliche ed ecumeniche”. Dalle risposte al questionario emerge inoltre che le diverse Ce considerano “di particolare importanza” gli incontri promossi dal Ccee dal quale si attendono “incoraggiamento e aiuto”.