prima pagina

Di buon esempio

Unione europea e Bulgaria: cinque mesi dopo

Cinque mesi dopo l’entrata della Bulgaria nell’Ue il Paese fa i conti di questo primo periodo europeo della sua storia. Dopo il lungo cammino di riforme i bulgari hanno sentito la loro appartenenza alla grande famiglia europea come un riconoscimento degli sforzi fatti per conseguire la meta così desiderata. La possibilità di viaggiare liberamente, di scegliere dove lavorare e studiare e di discutere insieme agli altri Paesi membri sul futuro comune ha fatto sentire i bulgari fieri di essere parte della comunità europea. Questo iniziale entusiasmo, piuttosto debole nei vecchi Paesi europei, si vede scolpito nelle facce delle persone per strada.Ne parlano i media ed i bulgari lo raccontano anche ai loro vicini nei Paesi balcanici. Probabilmente il compimento del lungo cammino europeo della Bulgaria sarà di buon esempio per gli altri Stati della zona che pure aspirano all’Unione europea. In questi cinque mesi di Ue in Bulgaria si sente più sicurezza e più speranza per il futuro. Sembra che le leggi si rispettino di più, ci sono state massicce azioni contro la pirateria di cd e contro la criminalità organizzata che purtroppo ancora ha una influenza rilevante nella società. L’entrata nell’Ue ha segnato dunque la fine di una tappa e l’inizio di un’altra ed ora il Paese deve continuare le riforme ed abbattere con coraggio ciò che gli impedisce di crescere. Nell’immagine di un cittadino dei Balcani l’Ue rappresenta un’unione fondata su regole precise che non possono essere violate ed un’unione nella quale i principi di solidarietà e di sussidiarietà sono fondamentali. Questa era una delle speranza dei bulgari che l’Europa mettesse più ordine nel Paese. Ma a realizzarlo devono essere i politici bulgari che dovrebbero impegnarsi di più per il bene comune che per quello proprio, visto che la lotta alla corruzione negli alti piani e gli standard nel sistema giudiziario sono i punti deboli della Bulgaria.Alcuni Paesi membri hanno protestato contro questi costumi frequenti nella Bulgaria e nella Romania chiedendo a Bruxelles di prendere provvedimenti. Il vicepresidente della Commissione Europea Franco Frattini ha dichiarato in un’intervista alla rivista elettronica “European voice” che potrebbe attivare la clausola protettiva per i due neomembri se questi non dimostreranno un impegno più concreto per questi problemi. Comunque sempre secondo Frattini la Bulgaria e la Romania, tutto sommato, stanno procedendo bene.Ne tengono conto anche gli stessi bulgari che però speravano in un netto miglioramento del loro standard di vita. “I prezzi sono diventati europei e gli stipendi sono rimasti bulgari” si sente dire frequentemente nel mercato centrale di Sofia. Perché ancora prima dell’arrivo dell’euro, previsto non prima del 2009, i prezzi sono aumentati senza motivi validi, dal 1 luglio aumenta anche il costo dell’energia elettrica. Questo spiega i numerosi scioperi che si fanno in Bulgaria ultimamente: degli insegnanti, dei medici, del trasporto pubblico.Così a subirne le conseguenze è la cultura e la cura per quello che sta oltre la preoccupazione del pane quotidiano, la ricerca dello spirituale. Infatti dopo la caduta del comunismo nei Paesi del blocco la morale si è abbassata molto. Questo si vede anche in Iugoslavia, in Macedonia, in Russia ed in Ucraina. Si vede soprattutto nei giovani. Molti dei quali sognano di diventare come i boss mafiosi o come le cantanti pop che vedono alla televisione. Bisognerebbe fermarsi un attimo e riflettere che una volta persi i valori comuni indispensabili per il futuro dell’Ue sarà difficile recuperarli quando avere solo il pane quotidiano non basterà più.