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Per un nuovo umanesimo

Dal 21 al 24 giugno incontro europeo dei docenti a Roma

Si svolgerà a Roma, dal 21 al 24 giugno, sul tema “Un nuovo umanesimo per l’Europa. Il ruolo delle università”. L’incontro europeo dei docenti universitari. L’evento, organizzato in occasione del 50° anniversario del Trattato di Roma, dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), in collaborazione con istituzioni europee e governo italiano, si aprirà con la cerimonia inaugurale il 21 giugno (ore 15.30, Aula magna della Pontificia Università Lateranense), alla presenza del card. Camillo Ruini e del card. Peter Erdo presdiente del Ccee, e di 1.500 docenti europei. Il giorno seguente, 22 giugno (ore 15.30, Università “La Sapienza”), è invece in programma l’incontro dei rettori delle università europee, alla presenza del presidente della Repubblica iataliana Giorgio Napolitano. Il 23 giugno, alle 9.15 nella Basilica di S.Pietro, la Messa celebrata dal segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone, al termine della quale i docenti saranno ricevuti in udienza da Benedetto XVI. All’incontro romano sono iscritti finora 1.450 docenti: 47 i convegni in simultanea (negli atenei romani statali, non statali e pontifici), con 493 relatori, provenienti da 45 Paesi europei (compresi Armenia, Georgia e Azerbaijan).Le università europee sono 700, quelle cattoliche 70.“Ridare slancio” all’Europa. Le università europee possono contribuire a “ridare slancio” ad un’Europa che “oggi sta attraversando un clima di ‘stanca’ in cui sembra esaurito lo slancio degli inizi, mentre l’allargamento dell’Unione europea rende sempre più complesso il problema della convivenza e ha portato all’indebolimento della spinta iniziale del discorso europeistico”. A tracciare l’analisi è stato Giuseppe Dalla Torre, rettore della Lumsa (Libera Università Maria Santissima Assunta – Roma), presentando il 12 giugno ai giornalisti l’incontro europeo dei docenti universitari.”Nel nostro sistema globalizzato – ha osservato Fabio Pistella, presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr – Italia) – dove spesso si fronteggiano posizioni radicali, forti, conflittuali, l’Europa è sede di dialogo, di equilibrio, di costruzione di soluzioni, più che di accentuazione di difficoltà”. Nello stesso tempo, però, il nostro continente “è anche sede di conflitti endemici”. Di qui la necessità, per Pistella, di “risolvere le antinomie in politica, tra esigenza di decisione e bisogno di partecipazione;nella conoscenza, tra approfondimento e sintesi; nei rapporti sociali, tra solidarietà e merito”. A soffermarsi sulle università europee come “luogo della ricerca della verità, di dialogo, di incontro, di discussione e di approfondimento per l’elaborazione di una cultura che renda tutti responsabili e partecipi” è stato Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale italiana e presidente del Comitato docenti universitari di Roma. “E’ la prima volta che il capo dello Stato incontra tutti i rettori italiani – delle insieme con i loro colleghi europei”, ha detto Renato Guarini, rettore dell’Università “La Sapienza” di Roma, sottolineando “l’importanza dell’incontro tra università laiche e cattoliche”. Nella giornata del 22 giugno dopo le relazioni introduttive si prevede una tavola rotonda cui parteciperanno le 10 università più antiche d’Europa, tra cui Bologna, Parigi e Mosca. San Benedetto e il “nuovo umanesimo”. La “questione chiave” della cultura europea è quella antropologica. E’ quanto scrive mons. Lorenzo Leuzzi , direttore dell’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma e delegato Ccee per questo incontro europeo, nel volume “Europa e nuovo umanesimo”, una sintesi dei “percorsi di ricerca” compiuto nei precedenti eventi europei. La terza parte del libro, in particolare, è dedicata al “contributo dei cristiani in questa fase storica del continente europeo”, chiamati oggi per Leuzzi ad “elaborare un nuovo umanesimo in Europa e per l’Europa”. “Un progetto di portata storica”, quest’ultimo, da portare avanti tuttavia “senza nostalgia del passato, e senza lasciarsi travolgere dall’utopia dell’irrazionalità”. In concomitanza con l’incontro nella Sala della Conciliazione del Palazzo apostolico del Laterano (21-24 giugno, ore 9-13) verrà allestita una mostra sulla figura di “San Benedetto patrono d’Europa”. Si tratta di tre opere, databili nell’arco del Seicento, che “forniscono un’occasione straordinaria per riflettere sulla figura del monachesimo occidentale”, ha assicurato Bruno De Santis, direttore generale del Ministero per i Beni e le Attività culturali. Due dipinti provengono dal Convento di S. Ambrogio alla Massima a Roma, la “Morte di San Benedetto” di Baccio Ciarpi (1574-1654) e “San Benedetto e due angeli”, attribuito ad Alessandro Tiarini (1577-1668), mentre il terzo fa parte della collezione della Galleria dell’Accademia di San Luca di Roma, il “San Benedetto tra i rovi” di Benedetto Luti (1666-17124). I tre dipinti barocchi potrebbero far parte di una mostra sul santo protettore dell’Europa.