ecumenismo
L’arcivescovo ortodosso di Cipro a Roma. Il card. Kasper su “possibile” incontro Benedetto XVI e Alessio II
“La visita di Chrysostomos II ha al primo posto in agenda il tema, molto importante, dell’Europa e del cristianesimo” lo ha detto al Sir mons. VINCENZO PAGLIA , vescovo di Terni-Narni-Amelia, che in qualità di presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo ha il 13 giugno partecipato all’incontro tra il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), mons. Angelo Bagnasco e l’arcivescovo ortodosso di Cipro, Chrysostomos II in visita ufficiale in Vaticano (cfr. SirEuropa 43/2007). “Le radici cristiane di Cipro sono anche quelle europee – ha dichiarato il vescovo, il cui impegno in campo ecumenico è stato lodato dal rappresentante ortodosso – e credo che questa visita alla Cei serva anche a rilanciare questo tema in un momento in cui riparte la discussione sul futuro trattato costituzionale europeo”. Per quanto riguarda l’intenzione, ribadita nei giorni scorsi dallo stesso Chrysostomos II, di mediare per rendere possibile un incontro tra il Papa e Alessio II di Russia, mons. Paglia l’ha definita “un auspicio”. Su questo tema si è espresso anche il card. WALTER KASPER , presidente del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani, che al Sir ha rilasciato la seguente dichiarazione, a margine della cerimonia di conferimento della laurea honoris causa in missiologia, da parte della Pontificia Università Urbaniana, a Chrysostomos II, il 14 giugno: “c’è la speranza che Benedetto XVI e Alessio II possano incontrarsi entro un anno. Molto dipende da circostanze esterne e dalla situazione interna alla Chiesa russa. Il Papa è disposto all’incontro ed anche Alessio II è aperto. Nessuno è contrario all’incontro anche tra gli ortodossi”. “VERSO LA PIENA COMUNIONE”. “La Chiesa italiana assicura la volontà di fare tutto il possibile perché si coltivi il dialogo e il rapporto fraterno, al fine di giungere alla piena comunione e, nel momento contingente, lavorare insieme con strategie pastorali solidali perché il Vangelo sia predicato ad ogni creatura”. Lo ha detto mons. ANGELO BAGNASCO , accogliendo l’arcivescovo ortodosso di Cipro, Chrysostomos II, in visita ufficiale. “Rendiamo grazie per la fede e la bella testimonianza cristiana dei nostri popoli” ha affermato mons. Bagnasco nel suo discorso di saluto. “Condividiamo – ha aggiunto – i sogni di pace del popolo cipriota. Tali aspirazioni di pace e di sviluppo nella concordia si sono ulteriormente accresciute con l’ingresso di Cipro nella Ue”. “Stringere rapporti di amore tra le comunità – ha concluso – ci spinge a essere più uniti per combattere le divisioni, i mali, le violenze e le ingiustizie che travagliano la vita dei nostri Paesi. Intraprendere azioni pastorali comuni, sostenere insieme il principio di libertà e democrazia, significa dare testimonianza corale all’unico Vangelo e rendere ragione della speranza che è in noi”. PATRIMONIO IN PERICOLO. “Il nostro patrimonio viene costantemente derubato, maltrattato, venduto all’estero da quelli che occupano una parte della nostra isola”. La denuncia di CHRYSOSTOMOS II è giunta nel corso della visita resa a mons. Bagnasco. Rispondendo al saluto del presidente della Cei, il Primate ha chiesto il sostegno della Chiesa italiana “per la nostra giusta intenzione di voler restaurare i nostri monumenti occupati, distrutti o lasciati in rovina poiché i luoghi sacri di Cipro, cattolici, maroniti, armeni, ebraici e ortodossi, appartenenti tutti al patrimonio culturale dell’umanità rischiano di scomparire per sempre”. L’arcivescovo ortodosso ha poi allargato lo sguardo all’Europa “la nostra Casa comune, un luogo che diventa troppo spesso causa di disperazione, ma anche di speranza verso una meta comune, quale è il Regno di Dio! Un territorio, dove la famiglia è in pericolo di estinzione a causa di chi non rispetta ormai la legge di Dio. Una terra dalle radici cristiane ma con un cristianesimo minacciato, perseguitato, ferito”. “I tempi non possono aspettare – ha concluso – Dobbiamo unire i nostri sforzi, le nostre fatiche, la nostra testimonianza cristiana, affinché il mondo creda”. L’UOMO E IL SACRO. “Verso questo mondo, spogliato dal senso della sacralità e spinto all’agnosticismo laico, la Chiesa lancia il suo messaggio: l’uomo deve vivere con il sacro ed il divino. Questo può essere raggiunto tramite la divina liturgia, una prassi mistica, allo stesso tempo umana e sovrannaturale”. E’ un passaggio della lectio magistralis tenuta da Chrysostomos II nella cerimonia del conferimento del dottorato honoris causa in missiologia da parte della Pontificia università Urbaniana. “La Chiesa – ha detto – è perennemente in espansione in quanto cattolica e mira a incorporare tutti. Suo scopo è di mettere in atto il comandamento di Cristo ai discepoli, ‘andate e ammaestrate le nazioni’. L’azione missionaria costituisce una delle sue caratteristiche congenite”. Scopo principale della missione, ha spiegato il Primate, “è assicurare la partecipazione attiva dei fedeli alla ‘divina liturgia’, al centro della quale si trova l’Eucarestia. Essa ci insegna ad allargare i nostri orizzonti, a parlare la lingua dell’amore nonostante differenze e contrasti”. E’ questo il messaggio che “la Chiesa ortodossa invia al mondo tramite la divina liturgia” ed è questo il motivo per cui “anche se permane una dissacrazione e secolarizzazione della vita specie nelle società occidentali, si assiste ad un aumento dei giovani alla liturgia ortodossa”.