cultura
Uno sguardo sulla tradizione ebraica europea
“Senza la presenza della cultura ebraica, la storia dell’Europa sarebbe stata sicuramente diversa da come l’abbiamo conosciuta”; eppure tale cultura “è spesso nota solo in modo generale o esclusivamente per le vicende tragiche che hanno tentato di cancellarne presenza e memoria”. SILVANO FACIONI , docente all’Università della Calabria, introduce il tema della ventinovesima settimana di studi sulla storia religiosa d’Europa in programma dal 3 al 7 settembre a Villa Cagnola di Gazzada (Varese – Italia). L'”EUROPEISMO” DI PAOLO VI. L’appuntamento estivo promosso dalla Fondazione Ambrosiana Paolo VI in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, si inserisce in un progetto avviato nel 1979, “inteso – spiega il segretario della Fondazione, LUCIANO VACCARO – ad approfondire le radici religiose e culturali dei vari Paesi d’Europa”. All’origine dell’iniziativa si colloca l'”europeismo” di Giovanni Battista Montini, particolarmente coltivato nel periodo in cui resse la diocesi di Milano (1955-1963) e ulteriormente sviluppato sulla cattedra di Pietro (1963-1978). L’iniziativa ha sinora portato a studiare, con una prospettiva multidisciplinare, la storia religiosa e il contributo delle fedi e delle comunità credenti allo sviluppo di quasi tutti i Paesi del Vecchio Continente, fra i quali Germania, Spagna, Francia, Italia, Irlanda, Portogallo, Ucraina, Serbia, Polonia, Russia; un’attenzione specifica è stata riservata alle regioni scandinave, a quelle baltiche e ai Balcani. Molto partecipata, lo scorso anno, la settimana dedicata alla “Storia religiosa dell’islam nei Balcani”, che ha richiamato studiosi di diverse nazionalità, “anche per l’attualità del tema proposto – puntualizza Vaccaro – e le sue implicazioni con le vicende sociali e politiche odierne e il suo intrecciarsi con l’integrazione comunitaria”. Oltre ai corsi residenziali di fine estate, la Fondazione promuove altri appuntamenti nel corso dell’anno; inoltre essa procede alla pubblicazioni degli atti delle settimane europee, che ormai costituiscono una ricca collana scientifica, che non rinuncia all’aspetto divulgativo della materia.DALLA STORIA ALL’ATTUALITÀ. La settimana di studi di quest’anno si concentra su “Gli ebrei di Europa”. “Sarà uno sguardo panoramico su una realtà multiforme – aggiunge Pacioni – che dalla Roma antica giunge fino ai nostri giorni dopo aver attraversato tutte le aree geografiche” del continente “e dopo aver lasciato, in ognuna, l’impronta di un’originalità del pensiero e del sapere che non ha mai ceduto a troppo facili omologazioni”. “L’intreccio della tradizione ebraica con le altre forme culturali e religiose presenti in Europa – proseguo lo studioso – costituisce il punto di vista da cui si osserveranno il passato e il presente di un percorso che ha sperimentato, nei secoli, sia momenti di fecondo confronto sia violenze di cui si è cominciato da poco, e non senza difficoltà, a riconoscere ragioni e dimensioni”. NEL CUORE DEL VECCHIO CONTINENTE. Specialisti ebrei ed ebraisti provenienti dall’Italia e dal resto d’Europa “saranno chiamati a presentare i molteplici e inseparabili aspetti dell’ebraismo vissuto ed elaborato in Spagna e in Polonia, in Italia e nell’Europa orientale”. Le relazioni si concentreranno infatti sulla politica, sulle riflessioni filosofiche, sui contributi della scienza e dell’arte, sul rapporto tra fede ebraica e cristianesimo. Fino a giungere alle sfide della contemporaneità. “La mappatura che ne scaturirà – conclude Pacioni – permetterà di scoprire aspetti poco noti di una realtà che non soltanto ha innervato l’Occidente, ma continua a essere una delle linfe del nostro essere europei oggi”.STUDIOSI E RELATORI DA TUTTA EUROPA. Tra gli interventi previsti spiccano nomi noti fra gli esperti della storia religiosa continentale: Maurice Ruben Hayoun (Svizzera), Catherine Horel (Francia), Darko Tanaskovic (Serbia), Konstanty Gebert (Polonia), Sante Graciotti e Giuseppe Laras (Italia). Interessanti anche i singoli aspetti dell’ebraismo in Europa che verranno tratteggiati: dalla diffusione nel corso dei secoli (Spagna, Polonia, Impero austro-ungarico, area mediterranea) fino alla “presenza geografia” all’inizio del terzo millennio; lo studio delle sacre Scritture; religione e filosofia; le tradizioni rituali; fede, legge ed etica; le feste e la famiglia. Saranno ugualmente analizzati aspetti quali il contributo degli ebrei ai risorgimenti nazionali; le persecuzioni antiebraiche; il dialogo oggi in corso tra ebraismo e altre fedi. La Fondazione Ambrosiana ha iniziato nei giorni scorsi la raccolta delle iscrizioni, riservando dieci posti a studenti meritevoli (per informazioni e iscrizioni è possibile contattare la Fondazione all’indirizzo e-mail fapgazzada@tin.it).