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Segni dei tempi

L’incontro dei Segretari generali delle Conferenze episcopali europee

Su invito della Conferenza episcopale della Bielorussia, i Segretari generali delle 34 Conferenze episcopali d’Europa si sono riuniti dal 14 al 18 giugno a Minsk per il loro incontro annuale, che quest’anno ha avuto come tema “Migrazioni: una sfida per l’Europa” (cfr SIR Europa 43/2007). Ad aprire le giornate, promosse come di consueto dal Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa), la solenne celebrazione eucaristica con i vescovi della Bielorussia presieduta il 14 giugno nella cattedrale di Minsk dal nunzio apostolico mons. Martin Vidovic. Il giorno successivo i segretari generali hanno incontrato Filaret, metropolita ortodosso di Minsk e Slutsk ed esarca del patriarca di Mosca di tutta la Bielorussia. All’incontro è stata presentata anche una ricerca sull’impegno della Chiese europee per l’ambiente. Ecco una sintesi delle conclusioni della riunione. Il fenomeno delle migrazioni è “vero segno dei tempi” e con esso “si confronta seriamente ogni Paese”. “La Chiesa è preoccupata dei problemi sociali legati al fenomeno migratorio: illegalità, disoccupazione, invecchiamento della popolazione nei paesi di partenza, traffico di persone, disgregazione delle famiglie, bambini di che crescono senza genitori… L’attività caritativa e solidale dei cristiani è una risposta urgente e immediata a queste sfide. Ma decisivo è un impegno politico a livello mondiale che affronti le cause ultime che portano alla migrazione forzata: la povertà, la violenza, l’ingiustizia, il sottosviluppo, la disoccupazione. Altrettanto decisivo è l’impegno culturale per la formazione alla centralità della persona, la critica alla xenofobia, spesso favorita dai media, il sostegno ad una integrazione vera che salvi l’identità delle persone”. In particolare, “le Conferenze episcopali affrontano le questioni pastorali poste dalla migrazione: l’assistenza pastorale ai diversi gruppi etnici presenti nel paese, la valorizzazione del contributo portato da gruppi di altri paesi alla vita della Chiesa locale, lo scambio di personale per la pastorale. La migrazione ha portato con sé anche la realtà ecumenica e l’incontro tra le religioni, una novità per alcuni Paesi”. Anche “l’approfondimento della cattolicità è uno dei leitmotiv delle attività in agenda del Ccee. La partecipazione di una delegazione di vescovi europei alla Conferenza generale dei vescovi dell’America latina che si è svolta ad Aparecida in Brasile il 15-31 maggio scorso, inaugurata dal Papa, ha significato”, tra l’altro, ” la volontà di cercare nuove vie di collaborazione tra le Chiese dei due continenti”, analogamente a quanto è già in atto tra vescovi europei e vescovi africani. Sottolineata inoltre “l’urgenza di un lavoro culturale e della pastorale della cultura”, tema che verrà affrontato nell’incontro sulle università d’Europa (Roma, 21-24 giugno). Con riferimento alla Aee3 (Terza Assemblea ecumenica europea, Sibiu 4-9 settembre, ndr ), “in alcuni Paesi si registra uno stallo nel cammino ecumenico, ma in altri si realizzano incontri ed eventi mai successi prima… La riuscita dell’assemblea dipenderà molto dalla capacità di rileggere i problemi dell’Europa e del mondo con la luce che viene dalla Rivelazione cristiana”. “La Chiesa in Europa guarda con attenzione al processo di unificazione europea” affermano inoltre i rappresentanti Ccee interrogandosi sul futuro del Trattato costituzionale e sul ruolo della Chiesa. Unanime “il consenso sull’urgenza di una rete europea di laici cristiani in grado di contribuire alla ricerca di soluzioni a problemi bioetici, sociali e giuridici”. Il Ccee avverte infine la necessità “di mettere in agenda una riflessione sul rapporto fra la Chiesa e la vita pubblica in merito ai diritti umani e ai ‘conflitti’ fra diritti”.