“Il balzo culturale e tecnologico al quale assistiamo in Polonia dal 1989 ha aperto davanti ai giovani polacchi delle grandi opportunità. Grazie all’educazione ricevuta, alla conoscenza delle lingue straniere, alla possibilità di viaggiare all’estero, ai numerosi contatti con gli abitanti di altri Paesi, soprattutto dell’Ue, i giovani polacchi possono riscoprire il loro posto tra i rappresentanti di altre culture e nazionalità. Tali possibilità tuttavia fanno anche nascere numerosi pericoli. In una nuova realtà, dal punto di vista tecnologico e quello culturale, i giovani di oggi corrono il rischio di perdere il senso dei valori autentici ed oggettivi. Di conseguenza spesso sono portati a dimenticare le loro radici, a perdere la propria identità di cristiani, membri della Chiesa cattolica e polacchi”. E’ quanto scrivono i vescovi della Polonia nella “Dichiarazione sui giovani”, approvata nel corso della 340° sessione plenaria svoltasi dal 15 al 17 giugno a Kamien Slaski. Annunciando la prossima pubblicazione di una lettera pastorale ai giovani, i vescovi ribadiscono che coloro “i quali cercano il loro posto nella vita hanno soprattutto bisogno di sostegno da parte delle famiglie e da parte di persone sagge che sapranno indicare loro il senso della vita, incoraggiandoli a intraprendere il difficile cammino educativo”.