LIGURIA
Il finanziamento per il 2006/2007 del fondo per la non autosufficienza
Circa 8mila famiglie usufruiranno delle risorse economiche stanziate, di recente, dalla Regione Liguria per il fondo per la non autosufficienza. Oltre 16 milioni di euro le erogazioni per il 2006 e il 2007. Inoltre, a partire dal 2008 la Regione si propone di ampliare l’offerta prevedendo uno stanziamento annuo di 12 milioni di euro, cui si aggiungeranno le risorse nazionali, per soddisfare così i bisogni delle circa 8mila famiglie. La Liguria è stata la prima, fra tutte le regioni italiane, ad istituire il fondo regionale per la non autosufficienza, anticipando quello nazionale.Un’iniziativa che si è resa necessaria tenendo conto dell’elevato numero di anziani ultra sessantacinquenni pari al 26,5% della popolazione residente. Nello stesso tempo è stata ampliata l’offerta della residenzialità e semiresidenzialità extra ospedaliera per un totale di 480 nuovi posti, passando dai 5.634 del 2006 ai 6.114 del 2007. L’obiettivo è arrivare ad un incremento progressivo nel 2008 di almeno il 7% di assistenza domiciliare contro il 4% del 2006. Il fondo per la non autosufficienza è stato istituito nell’autunno del 2006 e prevede la concessione dell’indennità totale di accompagnamento pari a 350,00 euro mensili, in caso di invalidità per anziani o disabili pari al 100% ed almeno 5 ore di assistenza giornaliera.Invecchiamento “attivo”. Un intervento positivo, quello della Regione, reso possibile anche grazie all’impegno delle associazioni cattoliche. “È una misura attesa da tempo che giudichiamo molto positivamente”, ha spiegato il segretario generale del Forum ligure del Terzo settore Paolo Petralia, che è anche presidente regionale dell’Anspi. “In particolare mi piace sottolineare – ha aggiunto – come la centralità della famiglia sia una conquista proprio della componente dell’associazionismo cattolico. Per questo auspichiamo che la centralità e l’attenzione alla famiglia sia estesa non solo ai disabili ed agli anziani ma anche ai minori”. “Su questo fronte – ha continuato Petralia – poniamo anche una domanda, ossia quali buone pratiche e quali ricadute concrete potrà suscitare questa misura di intervento”.In altre parole, gli auspici del Forum ligure del Terzo settore sono indirizzati verso l’emersione del lavoro nero e nell’ottica della promozione umana dell’anziano. La speranza, infatti, è che con simili interventi si possa andare verso l’obiettivo di un “invecchiamento attivo” al fine di “aumentare la capacità relazionale degli anziani perché è ormai risaputo che, tanto maggiore è la socialità della persona anziana, tanto minore è il suo bisogno di assistenza”. “Andrà anche verificata – ha osservato il segretario del Forum – la corretta applicazione da parte delle famiglie dei sussidi pubblici al fine di prevenire abusi”. Infine, Petralia ha avanzato una proposta: “Sarebbe bello interpretare la risposta al bisogno in termini non solo assistenziali ma formativi, prevedendo corsi di formazione e di supporto per le famiglie con anziani a carico in modo da rendere le famiglie stesse sempre più responsabili ed al centro delle politiche pubbliche”.Attenzione a tutti. Soddisfazione ma anche qualche perplessità: è questa la posizione del Forum ligure delle associazioni familiari. “Anzitutto va detto che, come Forum, apprezziamo molto il notevole sforzo economico e finanziario della Regione Liguria nel campo della salute e della non autosufficienza”, ha affermato il presidente Roberto Revello. Le perplessità del responsabile ligure del Forum delle famiglie riguardano la tipologia di intervento che, per quanto necessaria e urgente, presenta caratteristiche esclusivamente assistenziali senza prevedere interventi strutturali. “Stiamo parlando di una norma a carattere puramente assistenziale – ha spiegato Revello – un intervento particolare che riguarda solamente coloro che sono in uno stato, permanente o momentaneo, di bisogno e non di un intervento globale alle famiglie”.L’auspicio, invece, è di arrivare a far sì che l’attenzione del legislatore si interessi di tutte le famiglie e non solo di quelle che, in base a determinati parametri, risultano necessarie di aiuto e sostegno. “Sappiamo – ha chiarito Revello – che molte volte si verificano gravi situazioni di disagio che però non rientrano nei parametri stabiliti per legge come le tante giovani coppie, che non sono sufficientemente povere per accedere ai servizi di sostegno pubblico, ma che non mettono al mondo dei figli in quanto la loro disponibilità economica è comunque limitata”. In merito al provvedimento, il presidente del Forum famiglie ligure ha poi aggiunto che “si tratterà anche di vedere se, con questa erogazione di contributi, si riuscirà a sanare alcuni stati di disagio o se si tratterà dell’ennesimo finanziamento a pioggia che non risolverà nulla”. Nello stesso tempo, secondo Revello, dovrebbe anche essere un compito della Regione quello di comunicare, a posteriori, “i risultati concreti che questo finanziamento avrà avuto”.a cura di Adriano Torti(27 giugno 2007)