PORTOGALLO
“Giustizia e pace” per il semestre di presidenza portoghese dell’Ue
Manuela Silva, responsabile della Commissione nazionale per la giustizia e la pace (Cnjp) ha indicato le priorità della Presidenza portoghese dell’Unione europea (dal 1 luglio 2007), dalla povertà alle migrazioni: “È sempre più riconosciuto il ruolo che la società civile può e deve svolgere nella costruzione di uno sviluppo globale sostenibile e nella difesa di un modello di convivenza che assicuri la coesione sociale e la pace tra tutti i popoli. Il mercato globale, pur presentando virtualità di crescita economica, è tuttavia un mercato ‘distratto’ rispetto al bene comune, e non è in grado di assicurare una giusta ripartizione dei suoi costi e benefici, tanto su scala mondiale, come all’interno delle singole nazioni. Per questo motivo, la concentrazione delle imprese originata dalla globalizzazione e la conseguente egemonia del potere economico e finanziario preoccupa la società civile e la induce a far udire la sua voce”. È con tale intenzione che la Cnjp sottoporrà alla considerazione della Presidenza portoghese dell’Ue le proprie preoccupazioni, che riportiamo di seguito, riguardanti alcuni dei temi sulle quali, da tempo, svolge un’attenta riflessione. LA POVERTÀ . È responsabilità dell’Ue, in quanto spazio economico e politico di grande rilevanza su scala mondiale, contribuire al riconoscimento che la povertà costituisce una violazione dei diritti umani. Come tale, essa deve meritare, sia da parte delle politiche pubbliche degli stati e delle istituzioni comunitarie, sia da parte degli altri attori sociali (imprese, onlus, partners sociali, chiese), una raddoppiata attenzione che miri, in particolare, al superamento dei fattori economici, politici e sociali che la producono. LE MIGRAZIONI . Le migrazioni, in quanto fenomeno di massa, riflettono la drammatica situazione in cui vivono molti milioni di persone che non trovano nei loro luoghi di origine condizioni di vita minimamente soddisfacenti e, in alcuni casi, nemmeno i mezzi di una mera sopravvivenza. Questa vergognosa situazione, che riguarda in modo particolare le popolazioni africane, reclama da parte della comunità internazionale, e dell’UE specialmente, un serio impegno nella realizzazione del Patto del Millennio in materia di cooperazione per lo sviluppo di tali paesi e del coraggioso superamento dei fattori strutturali che bloccano la loro crescita. Attualmente, la migrazione è un fenomeno inarrestabile nella generalità dei paesi membri dell’UE. Riconoscere il positivo contributo di questi migranti è un dovere di elementare giustizia, che non è superfluo sottolineare. Le condizioni in cui si svolge la migrazione, le situazioni di sfruttamento in cui lavorano e vivono molti migranti, le insufficienti politiche di accoglienza e inserimento nei paesi ospitanti meritano, a nostro avviso, una maggiore preoccupazione e un ulteriore impegno da parte dei governi nazionali e delle istituzioni comunitarie. In particolare, ci preoccupa la situazione dei migranti considerati irregolari per non essere in possesso dei documenti richiesti. RELAZIONI DI LAVORO . Riconosciamo la necessità di un’adeguata revisione del diritto del lavoro che tenga nella dovuta considerazione l’indispensabile adattamento al mercato globale, ma consideriamo inaccettabile che l’innovazione da introdurre nel diritto e nella regolamentazione delle relazioni lavorative si concretizzi in una pura perdita di statuto giuridico, diritti e garanzie dei lavoratori, segnatamente in relazione alla sicurezza dell’impiego. Sia in Portogallo sia nell’intera UE è importante promuovere condizioni di lavoro degne, nel senso conferito loro dalla Organizzazione internazionale del lavoro (Oit). A questo proposito, meritano particolare segnalazione da parte nostra le condizioni in cui, attualmente, avvengono alcuni processi di delocalizzazione delle attività produttive. IL MODELLO SOCIALE EUROPEO . Il “modello sociale europeo” manca di approfondimento e non necessita di smantellamento o riduzione. Qualora ciò non accada, risulterà pregiudicata la coesione sociale e si aggraverà la distanza tra i cittadini e l’Unione Europea. LA RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE IMPRESE . Nel contesto attuale, riteniamo che si debbano trovare meccanismi e istituzioni di supporto che rafforzino la responsabilità sociale delle imprese, attribuendo ad esse diritti e doveri di cittadinanza, in modo particolare per ciò che riguarda la costruzione di uno sviluppo sostenibile dal punto di vista ecologico e della coesione sociale. Sarebbe auspicabile che le comunità cristiane si mostrassero attente a queste problematiche e utilizzassero i loro mezzi di influenza per sollecitare la Presidenza portoghese a servire meglio la giustizia e la pace.