I vescovi spagnoli si sono nuovamente pronunciati sulla Legge organica sull’educazione (Loe), alla fine della riunione della Commissione permanente della Conferenza episcopale spagnola (Cee), svoltasi nei giorni scorsi. La Dichiarazione, rende noto l’agenzia Fides, fa seguito a quella del 28 febbraio nella quale si spiegava come la nuova legge non regola l’insegnamento della religione in modo tale da salvaguardare i diritti di tutti e non ledere i diritti dei genitori nell’educazione dei figli. Questa volta i vescovi hanno parlato del nuovo statuto lavorativo degli insegnanti di religione e della materia chiamata “Educazione per la cittadinanza”. Rispetto agli insegnanti, i vescovi considerano che il Reale Decreto “non adempie all’Accordo sull’Insegnamento tra lo Stato spagnolo e la Santa Sede” e non escludono “azioni legali opportune”. Sulla “Educazione per la cittadinanza”, il cui obiettivo è la formazione della coscienza morale degli alunni, i vescovi ricordano che questo atto “implica una lesione grave del diritto originario ed inalienabile dei genitori e della scuola, in collaborazione con loro, a scegliere la formazione morale che desiderano per i propri figli. I centri cattolici si vedrebbero, infatti, obbligati dalla Legge ad introdurre nella programmazione una materia non coerente con la propria ideologia; mentre i centri dello Stato, perdendo la loro obbligata neutralità ideologica, imporranno a quanti hanno optato per la religione cattolica un’altra formazione morale, non scelta da loro”.