Sono entrate in vigore il 15 giugno le nuove norme comunitarie nel settore della lotta al riciclaggio dei capitali ed al finanziamento delle attività terroristiche che introducono l’obbligo per qualsiasi persona fisica in possesso di 10.000 Euro o più in entrata od uscita dalle frontiere dell’Ue di dichiarare tale somma alle autorità doganali. La dichiarazione è necessaria anche per le divise straniere e per i valori facilmente convertibili come assegni, titoli, pietre e metalli preziosi. Il nuovo Regolamento – che completa il quadro giuridico introdotto dopo gli attentati dell’11 settembre con la direttiva sul riciclaggio dei capitali che interessa principalmente le istituzioni finanziarie – intende “porre in essere su scala europea un approccio comune per controllare i movimenti di denaro liquido in entrata ed in uscita dall’Ue”, considerato l’ancora elevato livello di eterogeneità quanto alle disposizioni nazionali nel settore. La norma autorizza i servizi di dogana a effettuare controlli su persone e bagagli, ed eventualmente a confiscare le somme non dichiarate, ferma restando la libertà per gli Stati membri di decidere in merito alle sanzioni appropriate: agli stessi Stati membri fa capo il dovere di mettere a disposizione delle autorità nazionali od internazionali competenti per il riciclaggio dei capitali e la lotta alle attività finanziarie legate al terrorismo le informazioni ottenute attraverso le dichiarazioni ed i controlli frontalieri. Si calcola che annualmente il movimento di denaro liquido alle frontiere Ue sia pari a 1,35 miliardi di Euro.