UNIONE EUROPEA

Un “no” fermo e unanime

Pena di morte: una risoluzione per la moratoria universale

Almeno sulla lotta contro la pena di morte l’Unione europea non mostra sbavature né defezioni. Dal vertice dei ministri degli Esteri dei 27, svoltosi il 18 giugno a Lussemburgo, è scaturito un accordo unanime per portare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite del prossimo autunno una risoluzione per la moratoria universale della pena capitale. Un passaggio strategico per giungere – si spera in un tempo non lontano – all’abolizione definitiva di ciò che Ue e Consiglio d’Europa insieme ritengono una “pratica barbara”. APPUNTAMENTO AL PALAZZO DI VETRO . Il “no” alla pena di morte si può oggi considerare una questione “identitaria” per l’Europa comunitaria. E in questa direzione si sono mossi i capi delle diplomazie degli Stati membri dell’Unione europea. Il ministro degli Esteri italiano, MASSIMO D’ALEMA , cui era affidata la regia dell’operazione, si è detto “soddisfatto” della decisione assunta, benché avesse sperato fino all’ultimo di poter portare la risoluzione all’Assemblea Onu in corso. La proposta di moratoria “verrà invece presentata a settembre” e potrà contare anche “sulla co-sponsorizzazione di almeno altri 35 Stati in diverse aree del mondo”. A Lussemburgo il ministro ha aggiunto: “Si tratta di una grande iniziativa”, ma per diventare realtà deve raccogliere 96 voti al Palazzo di Vetro di New York; “siamo d’altronde persuasi che alla fine potremo avere il voto della maggioranza dei Paesi membri dell’Onu”. Una analoga iniziativa, presentata alle Nazioni Unite del dicembre 2006, aveva raccolto 93 firme. Da allora si sono moltiplicati interventi e appelli per tagliare la strada a impiccagioni, sedia elettrica, fucilazioni, iniezioni letali. I Paesi che ancora utilizzano la pena capitale sono 54; altre 42 nazioni la prevedono nei propri sistemi giuridici, ma attualmente non la applicano. “LA VITA, DIRITTO INALIENABILE”. “Nell’Unione europea il rispetto dei diritti dell’uomo è saldamente radicato nei valori che essa incarna. La pena di morte è contraria ai principi fondamentali dell’Ue e la rinuncia a ricorrervi è un requisito essenziale per i paesi che chiedono di aderire” alla Comunità. HANS-GERT POETTERING , presidente dell’Europarlamento, commenta con parole inequivocabili l’iniziativa Ue. “Il Parlamento europeo – spiega al Sir – ribadisce la radicale opposizione alla pena di morte e si batte da tempo per l’abolizione della pena capitale con campagne internazionali di sensibilizzazione e risoluzioni di condanna”. Più volte l’Assemblea di Strasburgo è tornata sull’argomento: solo nel 2007 sono state votate due risoluzioni in tal senso, la prima a fine gennaio, la seconda ad aprile. Nella sessione di giugno a Strasburgo è stato dato il via libera alla creazione di una “Giornata europea contro la pena di morte”, da tenersi ogni anno il 10 ottobre. Per dar corso a questa decisione è stata convocata, su iniziativa Ue e con il concorso del Consiglio d’Europa, una conferenza internazionale che si svolgerà il 9 ottobre a Lisbona. Poettering aggiunge: “È vero che prosegue la tendenza verso l’abolizione della pena di morte a livello mondiale, ma nel Parlamento siamo vivamente preoccupati del fatto che esistono tuttora, o sono state reintrodotte, legislazioni nazionali in decine di paesi del mondo che prevedono tale pena e comportano ogni anno l’esecuzione di migliaia di esseri umani”. Poettering conclude: “La vita è un diritto inalienabile e un valore fondamentale dell’Ue. L’abolizione della pena di morte contribuisca al rafforzamento della dignità umana e al progressivo sviluppo dei diritti umani” in Europa e nel mondo. NESSUN VANTAGGIO PER LA GIUSTIZIA . Anche RENÉ VAN DER LINDEN, presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, dichiara il “convinto appoggio” alla decisione assunta dai ministri Ue. Il Consiglio d’Europa, con i suoi 47 Stati membri, “ha fatto dell’abolizione della pena di morte una condizione essenziale per l’adesione”. I paesi che la applicano ancora “sono sempre più isolati nella comunità internazionale – afferma al Sir il politico olandese -. Gli Stati Uniti, la Cina, l’Iran il Pakistan, l’Iraq e il Sudan da soli concentrano il 90% delle esecuzioni al mondo”, mentre “l’Europa, ad eccezione della Bielorussia, ha abbandonato questa pratica barbara”. Secondo Van der Linden la diminuzione delle esecuzioni nel 2005 e 2006 (-25% nel mondo) “potrebbe risultare come una rafforzata presa di coscienza” che la soppressione di un condannato “non ha alcun effetto dissuasivo sulla criminalità”. ATTENZIONE AL PALLOTTOLIERE . Dal canto suo FRANCO FRATTINI , commissario Ue alla giustizia, sta preparando la Conferenza di Lisbona che, spiega, “non a caso si terrà il 9 ottobre, nel bel mezzo della sessione dell’Assemblea Onu”. Ma Frattini avverte: “Ora occorre il pallottoliere per contare con grande cura quanti sono i Paesi che si impegnano a sottoscrivere e a cofirmare la risoluzione Ue, per non correre il rischio di non raggiungere la maggioranza” al momento del voto al Palazzo di Vetro.