verso sibiu
A due mesi dalla Terza Assemblea ecumenica europea (3-9 settembre)
Fervono i preparativi in Romania per la Terza assemblea ecumenica europea. Sibiu, una delle sette città fondate dai coloni tedeschi in Romania, è stata scelta quest’anno come doppia capitale europea, sia culturale che ecumenica. Dopo Basilea (città d’impronta protestante) nel 1989 e Graz (città a maggioranza cattolica) nel 1997, sarà Sibiu (città adesso in prevalenza ortodossa – quasi 99% degli abitanti sono di tale confessione) ad ospitare dal 3 al 9 settembre il grande raduno dei delegati ufficiali delle chiese e dei cristiani europei. Un evento promosso congiuntamente dal Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) e dalla Conferenza delle Chiese europee (Kek). La città di Sibiu è stata designata quest’anno – insieme a Lussemburgo – quale capitale europea della cultura nel 2007. (Sito ufficiale dell’Assemblea ecumenica www.eea3.org). CLAUDIA STANILA , giornalista rumena ha raccolto alcune voci per SirEuropa a due mesi dall’incontro ecumenico.PERCHÈ SIBIU? Innanzitutto perché la città è stata il luogo dove, per lunghi secoli, hanno convissuto in ottimi rapporti varie confessioni cristiane, etnie e mentalità. La gente del posto ha reso – in modo del tutto disinvolto – il modus vivendi quotidiano in una testimonianza ecumenica. “Tra gli abitanti della città, tutti di nazionalità romena, ma di diverse etnie – conferma LAURENTIU STREZA , arcivescovo ortodosso di Sibiu e metropolita della Transilvania – non ci sono stati mai conflitti, ma una buona intesa e collaborazione”. Proprio questo modello di convivenza, specialmente tra i romeni, tedeschi e ungheresi, è stato preso in considerazione per la scelta di Sibiu. La gente – sempre aperta al dialogo ecumenico – si è già resa disponibile ad ospitare a casa propria i partecipanti e i fedeli di varie confessioni che vi giungeranno per l’Assemblea. Si stabiliranno così nuovi rapporti personali che aiuteranno alla conoscenza. IL TEMA E IL PROGRAMMA . Il tema dell’incontro è “La luce di Cristo illumina tutti”. Dopo che la Romania è passata alla storia come il primo Paese di maggioranza ortodossa ad aver invitato un pontefice per un viaggio apostolico nella sua terra (resta leggendario il grido spontaneo della gente: “Unitate, unitate!”), la scelta di Sibiu apre alla speranza di trovare una nuova luce per il cammino di riconciliazione tra le Chiese sorelle. L’evento si aprirà martedì 4 settembre alle 19 in una piazza pubblica della città dove tra musiche e canti della cultura rumena daranno il loro benvenuto gli organizzatori e le autorità civili della città. In mattinata i partecipanti si ritroveranno in assemblea plenaria dove rifletteranno su temi tratti dalla Charta Oecumenica: unità-spiritualità-testimonianza (mercoledì 5); Europa-religioni-migrazioni (giovedì 6); Creazione-pace-giustizia (venerdì 7). Nel pomeriggio ci saranno gruppi di lavoro. L’Assemblea si chiuderà con la pubblicazione di un documento finale. LE TENSIONI . Al di là degli entusiasmi, resta la realtà delle tensioni nei rapporti tra la Chiesa ortodossa maggioritaria (86,8 % dei fedeli) e quella greco-cattolica (0,9%). Il pomo della discordia continua a restare il patrimonio e il processo della restituzione dei beni appartenuti alla Chiesa Uniata, confiscati dal regime comunista. “Il fatto di far parte insieme, ortodossi e greco-cattolici, del Comitato Preparatorio di tutte le Chiese cristiane – afferma il metropolita Streza – può costituire un buon segno sulla via della riconciliazione e del dialogo. In questo senso, speriamo tanto nell’aiuto della Chiesa romana cattolica con la quale abbiamo dei buoni rapporti, di meravigliosa amicizia”. LE SPERANZE . L’incontro di Sibiu si rivela quindi anche un’opportunità per edificare rapporti personali e superare antiche divisioni. Secondo il metropolita della Transilvania-Siebenburgen, “esistono ancora delle differenziazioni dal punto di vista canonico ma, fortunatamente, non da quello spirituale”. E la preghiera, ne è convinto Laurentiu Streza, “avrà la forza di illuminare ognuno di noi. Se, al posto di azioni giuridiche o di conflitti dichiarati, iniziassimo ad invocare l’aiuto del Signore giungeremmo più rapidamente ad una soluzione”. PER UN’EUROPA A DUE POLMONI . Il raduno di Sibiu vuole essere un pellegrinaggio spirituale e culturale alla riscoperta della ricchezza delle diverse tradizioni cristiane. “Avremmo l’opportunità – aggiunge il metropolita – di poter offrire ai fratelli cattolici e protestanti la nostra spiritualità ortodossa, il nostro senso di ospitalità. Il popolo romeno è tradizionalmente aperto verso l’amicizia e vive della gioia di ricevere ospiti. E’ motivo di speranza il fatto che, come noi, i fratelli cristiani occidentali verranno con la stessa intenzione di pregare insieme per il dono dell’unità delle Chiese. Saremo tutti lieti se l’incontro favorirà progressi per un fecondo dialogo teologico, che magari possa condurre presto ad un pieno riconoscimento dei sacramenti celebrati”.