Unione europea

Punti qualificanti

Bilancio del semestre di presidenza tedesca

“Con il compromesso di Bruxelles l’Europa ritrova una base comune”: ANGELA MERKEL , presidente del Consiglio Ue nel primo semestre 2007, appare soddisfatta del lavoro svolto. Alla guida dei Ventisette è riuscita a porre le questioni energetica e del cambiamento climatico al centro dell’attenzione dell’Unione europea (vertice di primavera) e del G8. Ha celebrato in grande stile il 50° dei Trattati Cee (25 marzo); ma, soprattutto, ritiene di aver riaperto la strada dell’integrazione, dopo lo stallo determinato dal “no” franco-olandese alla Costituzione. LA SOSTANZA DEL TRATTATO. L’occasione per un bilancio della presidenza è stata offerta alla Merkel dall’Europarlamento. Riunita il 27 giugno in seduta straordinaria a Bruxelles, l’Assemblea ha accolto con una standing ovation l’intervento della cancelliera di Berlino sugli esiti del summit del 21-22 giugno. La Merkel ha ricordato “il difficile punto di partenza” delle trattative, le contrapposizioni tra gli Stati che “avevano già ratificato la Costituzione e quelli che non avevano intenzione di farlo”, il rischio “di un fallimento dalle conseguenze difficilmente prevedibili” per la Comunità. “L’accordo raggiunto mantiene invece la sostanza del Trattato costituzionale”, dà il via libera alla Conferenza intergovernativa che dovrà provvedere a un “trattato di riforma, che potrà essere pronto, come da tutti auspicato, entro le elezioni europee del 2009”. La Merkel s’è detta dispiaciuta per la rinuncia ai simboli dell’Ue, ma ha poi elencato i risultati dei negoziati. Tre, a suo avviso, i “punti qualificanti” del mandato conferito alla Cig: “L’Ue avrà personalità giuridica; il voto a maggioranza sarà ampliato; si rafforza la coesione dell’Unione nel settore della politica estera”. SPIEGARE IL COMPROMESSO AI CITTADINI. Per la cancelliera, “con il trattato di riforma verrà rafforzata la dimensione sociale dell’Ue e sarà riconosciuto il valore vincolante della Carta dei diritti fondamentali”, con l’eccezione del Regno Unito, che ha ottenuto la garanzia dell’opt-out “in rispetto al suo specifico sistema giuridico”. La Merkel si è poi dichiarata contraria all’Europa “a due velocità”: “Solo agendo insieme manterremo fede al progetto comunitario”, garantendo i diritti e gli interessi dei cittadini. Anche il presidente della Commissione, JOSÉ MANUEL BARROSO , giudica con favore gli esiti del summit e riconosce grandi capacità di mediazione e determinazione al capo del governo tedesco. Il politico portoghese si dice “molto soddisfatto” per l’accordo sottoscritto in vista della Cig, per “l’estensione del voto a maggioranza, che darà più efficienza all’Ue” e per il “rafforzamento della democrazia interna, grazie ai maggiori poteri del Parlamento Ue e dei parlamenti nazionali”. Barroso nota però che “bisognerà spiegare anche ai cittadini il compromesso raggiunto e i motivi per cui l’Ue ha bisogno” delle riforme indicate dal summit. UN BILANCIO ELOQUENTE”. Negli ambienti parlamentari la Merkel riscuote numerosi plausi, anche se non mancano le voci degli scontenti (le critiche giungono da fronti opposti: da una parte i federalisti più accesi, dall’altra gli “euroscettici”). JOSEPH DAUL , deputato francese e capogruppo dei popolari a Strasburgo, sostiene che grazie alla presidenza tedesca, “l’Ue ha avuto una tigre nel motore”, rendendo omaggio all’opera diplomatica della Merkel. “Il bilancio del semestre è eloquente – afferma – e i suoi successi hanno cambiato l’atmosfera nell’Unione”. Lo stesso Daul si rammarica però per “l’insuccesso sui simboli europei” e il declassamento del “ministro degli affari esteri”, che invece manterrà la dizione di Alto rappresentante, con poteri limitati. Per il leader socialdemocratico tedesco MARTIN SCHULZ la presidenza tedesca “è stata un successo esemplare”. Rispetto all’andamento del summit di giugno, Schulz ringrazia “coloro che, come l’italiano Romano Prodi e il lussemburghese Jean-Claude Juncker, hanno difeso la causa europeista”, specificando poi che “non è il popolo polacco ad essere contrario all’Europa, bensì il suo governo”. IL CONTRIBUTO DEL PARLAMENTO. L’inglese GRAHAM WATSON , capogruppo liberaldemocratico, si congratula con la Merkel per “la sua azione sul tema della sicurezza energetica” e per le conclusioni del vertice che ha varato la Cig, nonostante ci fosse “chi voleva sotterrare il trattato”. “Chi poteva pensare qualche mese fa – spiega – che i leader europei avrebbero riconosciuto la necessità di un’azione comune in materia di energia, cambiamenti climatici, politica estera o che avrebbero rinunciato all’unanimità in Consiglio a favore della maggioranza qualificata in 36 nuovi campi?”. Il Parlamento europeo nel frattempo ha definito il calendario con il quale darà il proprio contributo al “battesimo” della Cig che dal 23 luglio dovrà definire il “trattato di riforma”. La commissione affari costituzionali sta predisponendo un rapporto, affidato al tedesco Jo Leinen, che sarà posto ai voti in commissione il 9 luglio a Strasburgo, per poi passare all’esame dell’Aula nella plenaria del 9-12 luglio.