Germania: “contributo alla riconciliazione”

Anche i vescovi tedeschi considerano il Motu Proprio un contributo alla riconciliazione della Chiesa: lo ha affermato il card. Karl Lehmann, presidente della conferenza episcopale tedesca il 7 luglio a Frisinga. “I vescovi tedeschi auspicano un effetto unificante da parte delle nuove regole”. Lehmann ha espresso quest’attesa con riferimento ai cattolici che si erano separati dalla Chiesa a causa del Concilio Vaticano II. Lehmann ha respinto i timori secondo cui il provvedimento papale comprometterebbe le decisioni del Concilio e la validità della riforma liturgica. “Piuttosto, il Papa rende evidente il fatto che nessuno che voglia vivere la piena unione con la Chiesa possa escludere una celebrazione eucaristica secondo il messale postconciliare del 1970 di Paolo VI”. Il cardinale ha inoltre espresso perplessità circa l’affermazione secondo cui si starebbe diffondendo un’esigenza crescente di celebrazioni preconciliari e a riprova di ciò ha citato i risultati di un sondaggio su questo tema, condotto nelle diocesi nel 2006, secondo cui “l’offerta esistente è nel complesso sufficiente”. “Nei casi in cui esistano gruppi consolidati che richiedono celebrazioni liturgiche in base al messale del 1962”, ha aggiunto, “i vescovi e i parroci dovranno aderire a queste richieste in modo intelligente, senza trascurare le legittime esigenze dell’intera comunità”. Lehmann ha inoltre fatto presente che la celebrazione eucaristica preconciliare “è consentita solo a sacerdoti idonei”. Lehmann ha annunciato che nel corso della plenaria di agosto, i vescovi delibereranno un codice di comportamento dettagliato da integrare al Motu proprio che rappresenta un “progetto-quadro che deve essere ancora completato concretamente”. Il cardinale ha infine valutato positivamente il documento del Papa, in quanto chi preferisce l’uso antico non viene considerato alla stregua di settario e ha espresso il proprio rallegramento per il fatto che entrambe le forme liturgiche possano avere pari dignità. “In tal modo si fondano le basi per una coesistenza ragionevole. Bisognerà vedere se i gruppi aderenti all’uso antico e i loro sacerdoti saranno disposti a celebrare insieme la Messa anche secondo il messale di Paolo VI, come disposto dal Papa”. Sul tema si è pronunciato anche il Comitato centrale dei cattolici tedeschi (Zdk) che tramite il presidente, Hans Joachim Meyer “saluta con favore il fatto che il messale romano promulgato da Paolo VI sulla base della costituzione conciliare continui ad essere l’unica forma liturgia ordinaria della Chiesa cattolica del rito latino”, ed auspica che il Motu proprio eserciti un'”azione pacificante”.