SCOUTISMO

Un mondo, una promessa

100 anni fa il primo campo scout nell’isola di Brownsea

Lo scoutismo compie 100 anni; un anniversario che i 28 milioni di scout e guide presenti in 216 Paesi del mondo vivranno il 1° agosto, giorno in cui, nel 1907, il britannico Robert Baden Powell organizzò il primo campo scout nell’isola di Brownsea. Dal 27 luglio all’8 agosto, infatti, si svolgerà nel Regno Unito, a Hylands Park, nella contea di Chelmsford, vicino Londra, il Jamboree (raduno mondiale) del centenario sul tema “Un mondo, una promessa”, all’interno del quale è previsto, il 1° agosto, un incontro a Brownsea. E intanto, lo scorso 1° luglio, 75mila guide e scout si sono ritrovati in dodici città della Francia: Brest, Caen, Grenoble, Lille, Lione, Marsiglia, Montpellier, Nizza, Parigi, Poitiers, Strasburgo e Tolosa: “un campo gigante – hanno spiegato gli organizzatori – per far conoscere lo scoutismo”. “Tutti i diversi movimenti scout seguano la strada del sostegno reciproco e propongano ai giovani una pedagogia che formi in loro una personalità forte, fondata su Cristo e desiderosa di vivere elevati ideali di fede e di solidarietà”: é l’auspicio di BENEDETTO XVI, nel messaggio inviato per l’occasione e in vista del raduno del 1° agosto, al card. Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux e presidente della Conferenza episcopale di Francia, patria di padre Jacques Sevin, il gesuita che all’indomani della prima guerra mondiale sviluppò nel Paese lo scoutismo cattolico. Il centenario è stato ricordato dal Papa anche domenica 1 luglio quando il Pontefice ha salutato gli scout e le guide presenti in piazza San Pietro, che, ha detto, “hanno portato la ‘Fiamma (piccola bandiera con giglio e colori del gruppo scout ndr.) dello spirito’, di passaggio a Roma, nel suo viaggio verso il Regno Unito”.L’INTUIZIONE E IL METODO. All’incontro francese erano rappresentati tutti i movimenti, “poiché lo scoutismo non è soltanto cattolico – si legge in una nota diffusa a conclusione del raduno -. Ciascuno ha il suo posto in una missione fraterna e solidale: cattolici, protestanti, musulmani, ebrei e laici”. Presente al raduno Roselyne Bachelot, ministro della Salute, dei giovani e dello sport, che ha letto un discorso del presidente della Repubblica ed ex scout, Michel Barnier. Per mons. BENOIT RIVIÈRE, vescovo di Autan, Chalon e Macon, e presidente del Consiglio per la pastorale dei ragazzi e dei giovani, “il segreto della longevità dello scoutismo” risiede “nell’intuizione e nel metodo di Baden Powell, tuttora validi, di responsabilizzare i giovani in funzione dell’età, di educarli all’amore per la natura e alla vita di gruppo”, in un certo senso “un’educazione al Vangelo”. “Le pedagogie – sottolinea il presule – si sono adattate ed evolute al ritmo della società lasciando tuttavia spazio al dinamismo del progetto. La formazione dei capi è ugualmente un punto di forza dei movimenti all’interno dei quali si gioca una bella trasmissione di responsabilità”.CRESCITA UMANA. “Assisto – prosegue mons. Rivière – all’entusiasmo dei giovani capi (maschi e femmine), spesso studenti, che impiegano tutta la loro energia nell’animazione dei gruppi scout. Con stupore essi toccano con mano ciò che un uomo e una donna scoprono con la paternità e la maternità. La fiducia che i figli accordano loro li turba, giacché sono essi stessi consapevoli delle proprie fragilità. E’ un cammino di crescita umana, e quando si è condotti a offrire il meglio di sé, si comprende meglio la chiamata del Signore”. Per il vescovo, tuttavia, “rimane ancora molto da fare”, in particolare, nei confronti “dei giovani in difficoltà”. Per padre JEAN-MARIE MALLET-GUY, cappellano generale degli Scout e delle guide di Francia, anche se “tutte le associazioni scout del mondo si rifanno al genio di Baden Powell”, è stato il padre Jacques Sevin (1882-1951) ad impiantare, nel 1917, lo scoutismo e la sua forte visione dell’uomo, della fraternità e della pace nel cuore della Chiesa cattolica, arricchendolo con simboli e preghiere”. IL SOGNO DI GUY. Guy De La Rigaudie, lo scout francese che per primo collegò in auto la Francia con l’Indocina, cadde a 32 anni combattendo contro l’invasore tedesco alla frontiera del Lussemburgo l’11 maggio 1940. Sulla sua salma fu trovata questa lettera a una carmelitana: “Reverenda suora, eccomi ormai nella mischia. Può darsi che non ritorni. Avevo dei bei sogni e dei bei progetti, ma se non fosse per la pena immensa che ciò arrecherà alla mia povera mamma e ai miei, esulterei di gioia. Sentivo tanto la nostalgia del Cielo, ed ecco che la porta sta ora per aprirsi. Il sacrificio della mia vita non rappresenta per me nemmeno un sacrificio, tanto è grande il mio desiderio del Cielo e del possesso di Dio. Avevo sognato di diventare un santo e d’essere un modello per i Lupetti, gli Scout e i Rover. Forse tra un’ambizione troppo alta per la mia statura, ma era sempre il mio sogno. Mi trovo in una formazione di cavalleria, e sono felice che la mia ultima avventura sia a cavallo…”.