Settimana Sociale
“Il cattolicesimo è una risorsa per il nostro Paese” e, in particolare, “lo è stato quando ha costituito una forza di unificazione, di orientamento delle energie, delle persone e dei gruppi”. A ricordarlo è stata Paola Bignardi, coordinatrice nazionale di Retinopera, concludendo l’8 luglio il seminario di Vallombrosa in vista della 45ª Settimana Sociale in programma a Pistoia e Pisa, dal 18 al 21 ottobre, nel centenario di questa esperienza dei cattolici italiani. Dell’appuntamento ha parlato anche mons. Arrigo Miglio , vescovo di Ivrea e presidente del Comitato per le Settimane Sociali che ha chiesto a Retinopera un contributo di pensiero non solo nel corso delle giornate di novembre ma anche successivamente quando sarà indispensabile portare nelle aggregazioni e sul territorio i contenuti e gli stimoli della Settimana Sociale.
La leggerezza come forza. Tracciando un bilancio dei lavori, con i quali ha terminato anche il suo compito di coordinatrice, Paola Bignardi si è soffermata sulla “scelta di leggerezza” che Retinopera ha compiuto e che “nel recente passato è stata la sua forza”. “Una rete – ha spiegato – non può che essere leggera, e la sua forza non sta tanto nel collocarsi qua o là, quanto piuttosto nel tenere insieme i nodi che la costituiscono”. Di qui l’identità – da valorizzare per il futuro – di “essere un luogo di discernimento, libero e fraterno, su temi che riguardano la testimonianza dei cattolici nella società” e per “affrontare insieme, da cristiani, i gravi problemi della società del nostro tempo”, senza che per questo nessuna associazione o movimento ecclesiale “perda la propria identità e il proprio carisma”. Retinopera, ha proseguito Bignardi illustrandone gli obiettivi futuri, vuole continuare ad essere “esperienza di incontro tra le aggregazioni, decise insieme a interrogarsi e a compiere discernimento sui più seri problemi della società di oggi, a individuare degli orientamenti di futuro”. Il “punto di vista” è, dunque, quello della “messa in rete di esperienze aggregative”, per “dare evidenza ed efficacia a un laicato che viene sollecitato al protagonismo ma che si trova in condizioni concrete di impossibilità a vivere ciò che gli viene riconosciuto o richiesto”. Con l'”importante riconoscimento ecclesiale” contenuto nel documento della Cei dopo Verona, Retinopera intende dare corpo a “un progetto di formazione sociale”, in modo da “collegare la sua esperienza con le numerose esperienze che si stanno avviando a livello locale”. Una critica democratica alla democrazia. “Oggi manca una critica democratica alla democrazia”, nel frattempo sempre più spazio prendono “la tecnoscienza e il mercato”: questa, riferita all’Italia e ancor più all’ Europa, è stata l’analisi di Ernesto Galli Della Loggia, intervenuto alla tavola rotonda conclusiva del seminario di Vallombrosa. A livello socio-culturale, ha affermato, si pone “il problema cruciale dell’identità” la cui mancata soluzione rende difficile “il riconoscimento reciproco dei soggetti” e incide negativamente sul “confronto delle idee”. Nell’attuale situazione di disorientamento e relativismo, ha sottolineato infine il politologo, “il cattolicesimo rimane l’unica agenzia a indicare uno sfondo umanistico”. Una linea che va contro la tecnoscienza e il mercato: ecco perché il cattolicesimo “più di altri è attaccato e contestato” ma, ha aggiunto Galli Della Loggia, “questo è il motivo per cui non possiamo non dirci cristiani”. Logica del mosaico e sincerità. “Prima di parlare di bene comune, occorrerebbe riscoprire il significato di fine comune altrimenti si rischia di rimanere in superficie”. Giuseppe Savagnone ha così toccato il tema della prossima Settimana Sociale ricordando che “fini uguali non formano il fine comune” e, quindi, è indispensabile “ridare significato autentico alle parole per dare contenuto ed efficacia alle scelte”. Un secondo problema riguarda “la comunicazione, anche all’interno del mondo cattolico, e qui c’è una questione di sincerità: entrambe devono essere affrontate con determinazione per superare la logica della separatezza ed entrare in quella del mosaico”. Riflettendo, quindi, sulla situazione di diverse conflittualità nazionali e internazionali, Savagnone ha ricordato che “la violenza non viene dalla forza ma dalla paura di confrontarsi con l’altro, una paura che ricorre alla forza per chiudere un conflitto, cioè, per mettere a tacere l’altro”. Infine, un accenno ai temi legati alla questione antropologica: “I valori non negoziabili, che non sono solo due o tre, devono essere calati nella realtà con una sapiente mediazione”. Convergenza laica e alleanza. “L’intelligenza cattolica deve essere capace di pensare autonomamente e di dire se solo la forma partito può esprimere l’impegno politico dei cattolici”. Savino Pezzotta, per stimolare una riflessione, si è richiamato al Family Day quale “convergenza laica a difesa di un articolo della Costituzione”. Ora, ha aggiunto, “si devono trarre le conseguenze di questa esperienza e di non far mancare le risposte politiche a coloro che l’hanno condivisa e la condividono”. Si tratta, ha aggiunto, di dare vita a “un’alleanza fatta da soggetti che cercano punti di convergenza ma rimangono diversi, occorre trovare nuovi strumenti per dare vita a un’esperienza politica efficace e che riesca a superare l’attuale nostra insignificanza”.
(11 luglio 2007)