Auschwitz: memoria, coscienza e responsabilità

Convocare un summit del G8 ad Auschwitz. Lo ha proposto il Nobel per la pace Elie Wiesel nel corso della conferenza “Memoria – Coscienza – Responsabilità”, svoltasi nei giorni scorsi nell’ex campo di concentramento nazista. Secondo Wiesel, che ha auspicato pure una sessione dell’Onu ad Auschwitz, lì “sono deposti ricordi che celano la terribile verità della precarietà dell’uomo”. Nel corso della medesima conferenza, l’antropologo Jonathan Webber, membro dell’Associazione europea degli studi sull’olocausto, ha ricordato come “ad Auschwitz abbiano sofferto anche i cristiani”. Ma secondo Israel Gutman, storico dello Yad Vashem di Gerusalemme, non si può parlare “delle sofferenze dei cristiani o di quelle degli ebrei”, bensì “delle sofferenze degli uomini”, e bisogna trasmettere il ricordo di Auschwitz come “luogo di odio e di violenza” soprattutto ai danni degli ebrei, “affinché l’antisemitismo che persiste nella cultura europea sia sradicato”.