I giovani ci sono

Settimana Sociale

“Il tema prescelto per questa edizione centenaria delle Settimane Sociali, Il bene comune oggi: un impegno che viene da lontano, poggia su due idee fondamentali: la memoria del contributo dei cattolici e le nuove responsabilità che il futuro comporta”. Lo ha ricordato mons. Paolo Tarchi, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale sociale e del lavoro della Cei, intervenendo, il 30 giugno, a Roma, a un incontro di riflessione sul bene comune, promosso dalla Fuci, in vista della Settimana Sociale che si svolgerà a Pistoia e Pisa (18-21 ottobre 2007). Mons. Tarchi ha anche ricordato che “all’evento del centenario sono attese 1.000 persone, esclusi i giornalisti e le delegazioni straniere”. L’incontro con mons. Tarchi, all’interno del principale organo di rappresentanza della Fuci che è il Consiglio centrale della Federazione, “ha rappresentato l’inizio del cammino di preparazione verso la Settimana Sociale”, come spiega la presidente nazionale della Fuci, Silvia Sanchini. Disaffezione alla politica. “Il tema del bene comune – sottolinea la presidente della Fuci (l’altro è Tiziano Torresi) – riguarda da vicino ciascuno di noi e sta molto a cuore, in particolare, alle nuove generazioni”. “Un tema – aggiunge – che oggi si ripropone con forza all’interno del dibattito civile e politico del Paese. Sembra molto importante, infatti, interrogarci nuovamente sul senso della categoria del bene comune”. In effetti, non si può eludere il problema, emerso anche durante l’incontro, “di una diffusa disaffezione alla politica e di una generalizzata sfiducia nelle istituzioni civili da parte delle nuove generazioni”, osserva Sanchini, che ricorda: “Ci siamo chiesti se abbia ancora senso per i giovani oggi parlare di bene comune e che ruolo possono avere gli studenti universitari e, soprattutto, la Fuci nel processo di riavvicinamento dei ragazzi alla politica”. La XLV Settimana Sociale “ci offrirà l’occasione di riflettere sul tema del bene comune. Come presidenza nazionale della Fuci, perciò, parteciperemo compatti all’appuntamento di Pistoia e Pisa con rinnovati impegno ed entusiasmo. È bene che i giovani facciano sentire la loro presenza e la loro opinione”. Sempre in vista dell’appuntamento di ottobre, sono previsti riflessioni sulla Settimana sociale, sia sul sito (www.fuci.it) sia sulla rivista della Federazione, “Ricerca”, e incontri a livello diocesano e regionale. Non relegare la fede nel privato. “Siamo convinti – dice Sanchini – che sia necessario, nell’ambito del laicato cattolico, sdoganare la fede dal privato e, quindi, cominciare a ripensare la figura del laico cristiano come una persona impegnata negli spazi della vita quotidiana e non solo di quella ecclesiale”. Per la presidente della Fuci, “è tempo di ribadire la necessità di un impegno socio-politico, non solo nell’ambito della vocazione ecclesiale e spirituale, ma come condizione imprescindibile per il laico cristiano”. Ed è questo “un percorso che la Fuci porta avanti da tanti anni, con riflessione sui temi culturali, di attualità e politici. Pensiamo che la Federazione possa continuare a dare un grande contributo in questa direzione”. Come riavvicinare, allora, i giovani all’impegno politico? “Il clima – risponde Sanchini – è cambiato molto. Innanzitutto, occorre recuperare il senso di fiducia nei confronti delle istituzioni che un po’ è andato perdendosi. In secondo luogo, ritrovare figure significative, testimoni, direi maestri, persone capaci di trasmettere l’importanza, il valore e la responsabilità dell’impegno politico alle nuove generazioni, necessità che oggi sentiamo molto”. Per la presidente della Fuci, poi, “la tipologia di impegno sociale e politico è molto cambiata in questi anni: i giovani s’impegnano nel volontariato, nel servizio civile, in attività para-politiche. Questo è, forse, un sentiero in cui si deve investire di più, perché riguarda valori che comunque dovrebbero far parte della politica: la carità, la solidarietà, l’interesse per i più deboli”. Ormai è consolidato, a giudizio di Sanchini, che “i giovani si disinteressano della politica, eppure nessuno cerca soluzioni serie e pertinenti a questo problema. Mancano proprio spazi di dialogo nel Paese su questi argomenti”. La XLV Settimana “può essere un’occasione per affrontare queste tematiche, ma il dibattito, poi, deve proseguire”.


Scheda

La Fuci (Federazione universitaria cattolica italiana) nasce ufficialmente nel 1896. Nel nome il senso dell’associazione. Federazione perché è composta da una serie di gruppi che, con lo stesso sentire e con uno stile condiviso, contribuiscono a servire il territorio che abitano nella dimensione ecclesiale e civile. Universitaria perché l’Università è il luogo in cui vivono coloro che animano i gruppi. Cattolica perché si inserisce pienamente nella realtà ecclesiale. Italiana, perché vive pienamente le attese e i problemi sociali e politici del Paese, pur non trascurando le sfide della mondialità e delle interdipendenze. La Fuci mira a formare cittadini che possano operare scelte di cittadinanza responsabile qualunque sia il loro campo di impegno.
 
(13 luglio 2007)