Nello stesso giorno in cui è stato pubblicato il documento vaticano “Risposte a quesiti riguardanti alcuni aspetti circa la dottrina sulla Chiesa”, il presidente della Conferenza dei vescovi svizzeri, mons. Kurt Koch ha redatto una “Introduzione” che è disponibile al sito della Conferenza episcopale www.sbk-ces.ch. Il testo – si legge in una nota – è stato scritto per “permettere una migliore comprensione” del nuovo documento della Congregazione per la Dottrina della fede. Mons. Koch spiega ai suoi lettori che “la più grande difficoltà attuale del dialogo ecumenico risiede nella disparità di visione riguardo alla comprensione della Chiesa”. Da una parte le comunità nate dalla Riforma che si vedono come parte dell’unica Chiesa di Gesù Cristo sotto forme differenziate. Dall’altra la Chiesa cattolica che afferma di non essere solo parte della Chiesa di Cristo ma che “in essa, questa unica Chiesa si realizza concretamente”. E’ chiaro quindi che né le Comunità nate dalla Riforma né la Chiesa cattolica sono in grado oggi di riconoscere le rispettive dottrine sulla Chiesa. Ma ciò non significa per la conferenza dei vescovi francesi che il dialogo è impossibilitato a proseguire ma, al contrario, che “oggi noi possiamo proseguire sul cammino dell’ecumenismo e incoraggiare il dialogo su queste visioni teologiche molto differenti a proposito della Chiesa”. Il testo – si legge in una nota – è stato scritto per “permettere una migliore comprensione” del nuovo documento della Congregazione per la Dottrina della fede. Mons. Koch spiega ai suoi lettori che “la più grande difficoltà attuale del dialogo ecumenico risiede nella disparità di visione riguardo alla comprensione della Chiesa”. Da una parte le comunità nate dalla Riforma che si vedono come parte dell’unica Chiesa di Gesù Cristo sotto forme differenziate. Dall’altra la Chiesa cattolica che afferma di non essere solo parte della Chiesa di Cristo ma che “in essa, questa unica Chiesa si realizza concretamente”. E’ chiaro quindi che né le Comunità nate dalla Riforma né la Chiesa cattolica sono in grado oggi di riconoscere le rispettive dottrine sulla Chiesa. Ma ciò non significa per la conferenza dei vescovi francesi che il dialogo è impossibilitato a proseguire ma, al contrario, che “oggi noi possiamo proseguire sul cammino dell’ecumenismo e incoraggiare il dialogo su queste visioni teologiche molto differenti a proposito della Chiesa”.