Riduzione della povertà estrema e della fame nel mondo (66%) e lotta all’Aids, alla malaria ed alle altre malattie contagiose nei Paesi in via di sviluppo (46%). Sono queste – secondo un sondaggio di Eurobarometro pubblicato settimana scorsa – le priorità per lo sviluppo globale espresse da un campione altamente rappresentativo di 27 mila europei, intervistati tra febbraio e marzo di quest’anno nei ventisette Stati membri, in merito al sostegno delle politiche e delle iniziative Ue per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del millennio sanciti dalle Nazioni Unite. Il 64% degli europei indica inoltre nell’Africa sub-sahariana la regione del pianeta che necessita maggiormente di aiuti umanitari, seguita dal subcontinente indiano (34%): si conferma l’opinione generalizzata secondo la quale le ragioni alla base dell’aiuto allo sviluppo fornito dai Paesi ricchi risiedano più nel pragmatismo (stabilità politico-economica mondiale ed interesse commerciale) che nell’effettiva volontà di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni e delle società beneficiarie. Infine, il sondaggio mette in evidenza il fatto che la maggior parte degli europei ignora la leadership dell’Unione tra i donatori mondiali (48 miliardi di euro nel 2006, pari allo 0,42% del Pil comunitario ed equivalente a circa 100 euro pro capite ).