ECUMENISMO

Il presente della Chiesa

A Istanbul giovani ortodossi a convegno

Promossa dal Patriarcato ecumenico, si è svolta dall’11 al 16 luglio ad Istanbul la seconda Conferenza dei giovani ortodossi sul tema “Membri della Chiesa – Cittadini del mondo”. Hanno partecipato 900 giovani di tutte le eparchie del Patriarcato ecumenico nel mondo. Erano presenti anche giovani delle Chiese ortodosse sorelle, delle Comunità monastiche, delle altre Chiese e confessioni cristiane, di scuole teologiche, accademie, istituti e seminari, di organizzazioni e associazioni giovanili. La prima Conferenza si era svolta sempre ad Istanbul nel 2000: quest’anno i giovani hanno realizzato un sito Internet (http://youth.ecupatriarchate.org) dove hanno inserito programma, testi, messaggi e foto che hanno permesso anche a distanza di seguire il convegno. dove hanno inserito programma, testi, messaggi e foto che hanno permesso anche a distanza di seguire il convegno. CRISTIANI OGGI . Essere cristiani oggi significa sentirsi ad un tempo membra del “corpo” che è la Chiesa e parte di un mondo secolarizzato al quale portare il Vangelo, prendendo ciò che di buono la globalizzazione offre, ma senza identificarsi con esso. E’ intorno a questi concetti di fondo che si è articolato il discorso col quale il patriarca ecumenico Bartolomeo I ha aperto i lavori della II Conferenza della gioventù ortodossa. “Certamente il nostro mondo non è il Paradiso – ha osservato Bartolomeo – e la situazione dei cristiani non è ideale”. “Essere cristiani in questo mondo – ha aggiunto – significa obbedire a tutto ciò che non è contrario alla volontà di Dio. Vivere insomma come i pesci nell’acqua salata, senza diventare salati”. Il patriarca Bartolomeo ha quindi esortato i giovani all’uso dei mezzi di comunicazione. “La televisione, la radio, la stampa e Internet – ha detto – non devono necessariamente essere al servizio del male e del peccato. Possono essere utilizzati, e anche bene, come tribuna della verità cristiana, come cassa di risonanza al Vangelo della carità”. D’altra parte, ha aggiunto il Patriarca, “non dimentichiamoci che la maggior parte dell’umanità non ha alcuna idea di Cristo e del Vangelo! È tragico constatare che la “M” di McDonalds è mondialmente più conosciuta della Croce di Cristo!”.IL PRESENTE DELLA CHIESA . Il programma ha alternato temi di natura ecclesiale a temi di attualità (come la Chiesa di fronte alla sfida della globalizzazione e della secolarizzazione). Si sono affrontati anche argomenti vicini al mondo giovanile come la famiglia, la solitudine, la sessualità, l’ecologia e i mezzi di comunicazione. C’è stato anche un momento dedicato alla partecipazione dei giovani al movimento ecumenico. La Conferenza è terminata il 15 luglio con la lettura di un testo conclusivo. “Non vogliamo essere pensati semplicemente come il futuro della Chiesa – si legge – rimanendo ai margini degli sviluppi attuali ma desideriamo contribuire nel presente a ciò che si sta facendo oggi, a partecipare con energia alla pastorale e alla vita comunitaria e liturgica della Chiesa”. ANCORA PROBLEMI . La Conferenza si doveva concludere con un concerto del cantautore greco Dallara, famoso anche in Turchia ma le autorità cittadine hanno revocato il permesso. “Il governo attraverso il ministero della Cultura – spiega al Sir l’archimandrita Elpidophoros, capo della Segreteria del Santo Sinodo del Patriarcato ecumenico – ci ha dato il permesso per il concerto un mese fa ma il giorno prima l’amministrazione della città di Istanbul ha revocato il permesso”. Da tempo esistono delle tensioni tra le autorità turche e il Patriarcato. Il 26 giugno scorso, un tribunale turco ha negato il carattere ecumenico al Patriarcato di Costantinopoli e ha affermato che il patriarca Bartolomeo I è capo unicamente della piccola comunità greco-ortodossa della città e non il capo spirituale di circa 300 milioni di ortodossi sparsi nel mondo. Riguardo alla revoca del concerto, l’archimandrita Elpidophoros tiene a precisare che il Patriarcato non intende dare commenti né dichiarazioni ufficiali. Nel documento finale, i giovani scrivono: “Abbiamo sperimentato che il Patriarcato ecumenico non è una Chiesa nazionale ma abbraccia lo spirito ecumenico e le dimensioni universali del Vangelo cristiano”. “Uno degli obiettivi della Conferenza – spiega l’archimandrita – era offrire ai giovani la possibilità di conoscere la vita quotidiana del Patriarcato ecumenico e di conoscere personalmente il Patriarca. Quello che è scritto nel documento finale è semplicemente quello che loro hanno visto con i loro occhi e cioè che il Patriarcato ecumenico non è una Chiesa nazionale ma una Chiesa con orizzonti e spirito aperti che abbraccia la cristianità e l’umanità intera senza fare discriminazioni a causa della razza, della lingua e di ogni altre differenza”.