GERMANIA

Non indebolire la tutela dell’embrione

Il Consiglio nazionale di bioetica della Germania ha diffuso il 16 luglio una dichiarazione su un’eventuale modifica della Legge sulle cellule staminali, che apre alla possibilità di abrogare il divieto di importazione delle cellule staminali embrionali prodotte prima del 1° gennaio 2002 la cosiddetta “Stichtagsregelung” (o regola della scadenza). Sul tema, la conferenza episcopale tedesca ha rilasciato un comunicato a firma del suo segretario generale, Hans Langendörfer, in cui si “mette in guardia da un ulteriore indebolimento della tutela dell’embrione. La dichiarazione del Consiglio, denominata “Sulla questione di una modifica della legge sulle cellule staminali”, parte dalla domanda sollevata dal mondo della ricerca e cioè se “la legge del 2002 sia da modificare, soprattutto in considerazione della ‘regola del termine ultimo’”. Ribadendo l’obiettivo perseguito dal legislatore, tutelare gli embrioni umani dalla distruzione e dal loro uso a fini di ricerca e stabilito dalla costituzione tedesca, i vescovi affermano che tale proposito “non può essere perso di vista”. “Non vi è ragione di derogare a decisioni etiche a lungo termine del nostro ordinamento giuridico”. “All’embrione sono dovuti il diritto di vita e la tutela illimitata dal momento del concepimento in poi. Qualsiasi altra premessa che fissi l’inizio della vita in un momento successivo o che riconosca all’embrione una tutela solo limitata solleva fondamentali perplessità di natura etica. L’ottenimento delle cellule staminali embrionali umane comporta l’uccisione di embrioni. La promozione degli interessi di ricerca anche di alto livello non può causare in nessun caso la mercificazione degli embrioni umani. Non si può subordinare la tutela della vita alla libertà di ricerca”. Tra gli obiettivi della legge sulle cellule staminali vi è il fatto che in Germania non possano sussistere stimoli ad uccidere embrioni umani. “Così deve essere anche in futuro – ribadisce la nota episcopale – soprattutto considerando che la promozione di metodi etici alternativi per trovare nuove possibilità di terapia e guarigione (staminali adulte) non è ancora completamente sfruttata”.