RADICI CRISTIANE

I missionari di Aquileia

Memoria e testimonianza delle Chiese dell’Europa centrale

Nei primi secoli dell’era cristiana, da Aquileia (Italia) partirono i missionari che evangelizzarono le popolazioni dell’Europa centrale. Nel giorno in cui la Chiesa ha fatto memoria (12 luglio) del primo vescovo di Aquileia, Ermagora, cui è associato nel culto il diacono Fortunato, si sono ritrovati nella cittadina romana i vescovi e i rappresentanti delle Chiese che da Aquileia ricevettero l’annuncio della Parola, testimoniato, spesso, sino all’effusione del sangue. Insieme al patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola, e all’arcivescovo di Gorizia, mons. Dino De Antoni (da cui oggi Aquileia dipende territorialmente) hanno concelebrato la liturgia eucaristica i vescovi del Nord-Est d’Italia e i loro confratelli sloveni, croati, austriaci. Al rito di quest’anno hanno partecipato anche mons. Jean Christophe Lagleize, vescovo della diocesi francese di Valence, e mons. Christoph Hegge, vicario generale dell’arcidiocesi tedesca di Münster. UNA SOCIETÀ DELLA VITA BUONA. “Noi cristiani vogliamo collaborare ogni giorno all’edificazione di una società della vita buona, in cui nessuno venga schiacciato, abbandonato e ucciso. Lo faremo amando e lavorando nel Suo nome, condividendo la vita dei nostri fratelli a partire dal dono della fede. Certi che nulla di meglio possiamo offrire anche a chi non ha fede o professa altre fedi. Lo faremo anzitutto rendendo presente il dono del nostro strettissimo legame di amore fraterno. Farlo da Aquileia significa esprimere attraverso il segno oggettivo della comunione eucaristica le radici greco-latine, anglo-tedesche e slave della nostra Europa”. Questo il richiamo pronunciato, il 12 luglio, dal cardinale ANGELO SCOLA durante l’omelia nella basilica consacrata dal Patriarca Poppone nel 1031. “La comunione dei cristiani, fatte le debite distinzioni, si rivela – ha detto il card. Scola – come un paradigma prezioso anche a livello civile, utile per cercare una feconda e sempre più intelligente collaborazione fra le Regioni del Nord Est d’Italia e di queste con quelle dell’area europea a cui storicamente appartengono. I nostri popoli, infatti, non possono ignorare la responsabilità che il presente dell’Europa domanda loro”. LUNGA TRADIZIONE ECUMENICA. È venuto ad Aquileia pellegrino sulle strade percorse, duemila anni fa, dai cristiani che per primi recarono l’annuncio evangelico alla sua Chiesa. Mons. JEAN CHRISTOPHE LAGLEIZE è vescovo di Valence, il territorio con la maggior percentuale di protestanti della Francia. “In alcune città – osserva il vescovo – il numero dei protestanti è pari a quello dei cattolici. Con loro esistono relazioni ecumeniche di lunga tradizione”. La preoccupazione, casomai, deriva dalla constatazione di una certa difficoltà di dialogo “interna” alle Chiese della Riforma: l’auspicio del vescovo è che ciò non influisca sui rapporti con la Chiesa cattolica. Il Sud della diocesi è connotato da una forte presenza musulmana. Un nuovo impegno per costruire un dialogo costruttivo cui la Chiesa di Valence è chiamata: con i rettori delle moschee più importanti “esistono rapporti a livello istituzionale veramente fraterni”. Vi sono, però, tanti luoghi più piccoli di preghiera di cui non è facile conoscere nemmeno l’ubicazione e con i quali non è sempre possibile instaurare alcun dialogo. Divisa in 22 parrocchie, con 450mila abitanti, la Chiesa di Valence può contare su 120 sacerdoti (di cui però solo poco più della metà in servizio pastorale attivo). È diventata quindi inevitabile la strada della valorizzazione di quel laicato che negli ultimi 30 anni ha assunto un ruolo sempre più importante e di cui viene curata con particolare attenzione la formazione. Una trentina sono i diaconi permanenti, mentre la maggioranza dei servizi diocesani è affidata proprio ai laici: una donna è stata nominata nei mesi scorsi cancelliere della Curia e un’altra donna ricopre l’incarico di delegata diocesana per l’apostolato dei laici. PER COSTRUIRE LA NUOVA EUROPA. In rappresentanza della Chiesa tedesca di Münster, è giunto ad Aquileia il vicario generale dell’arcidiocesi tedesca, mons. CHRISTOPH HEGGE . Da alcuni anni la diocesi tedesca aiuta economicamente le iniziativa missionarie che l’arcidiocesi di Gorizia sta portando avanti in Costa d’Avorio. “Le Chiese italiane, slovene e croate sono poste all’incrocio fra il mondo latino, slavo e germanico: un incrocio che non è motivo di separazione ma di unione. A loro – osserva mons. Hegge – è affidato un campito speciale nella costruzione della nuova Europa: essere messaggere di riconciliazione, di fraternità, elementi fondamentali per costruire la pace vera. E ciò è tanto più importante se pensiamo che proprio in queste terre si sono combattute tante guerre che hanno dilaniato l’Europa”.