Aiutare cittadini e imprese a fronteggiare le burocrazie nazionali quando sono chiamate ad applicare le normative comunitarie relative al mercato unico. È il compito della rete Solvit, creata nel 2002 dall’Ue. In cinque anni sono stati in particolare risolti 1.800 casi di cittadini “che vivono, lavorano, studiano o svolgono un’attività commerciale in un altro paese dell’Ue”. “Ad esempio, Solvit ha facilitato – secondo una nota dell’Esecutivo – la vendita in Francia dei formaggi di un’impresa austriaca, l’apertura in Germania di un salone da parte di un parrucchiere britannico e l’installazione in Irlanda di un medico ungherese per praticarvi la sua professione”. Dopo il giro di boa del quinquennio, Solvit “intende ora avvalersi dei risultati ottenuti per aumentare la sua capacità e far conoscere i suoi servizi a un numero maggiore di persone”. Dal bilancio della prima fase di questo servizio emerge che i settori in cui è più frequentemente richiesto un intervento sono la sicurezza sociale, l’imposizione fiscale, il riconoscimento delle qualifiche professionali e l’accesso dei prodotti al mercato interno. Ma come funziona Solvit? Quando cittadini o aziende incontrano un problema di dimensione transfrontaliera “causato dall’incorretta applicazione della legislazione Ue”, possono compilare e inoltrare un formulario di denuncia in linea o contattare il rispettivo centro Solvit nazionale per posta elettronica o telefono. Per informazioni: http://ec.europa.eu/solvit.