Pregi e difetti dei centri urbani

“In Europa i posti di lavoro, le imprese e gli istituti di istruzione superiore si concentrano nelle città, che svolgono un ruolo fondamentale per la concorrenzialità dell’Ue nell’economia globale. Della vita in città fanno, però, parte integrante anche problemi come l’emarginazione sociale e la segregazione spaziale”. Sono queste le conclusioni principali di uno studio condotto per la Commissione europea sulla base delle statistiche raccolte nel quadro del cosiddetto “Audit urbano europeo”, che ha coinvolto 27 istituti statistici nazionali con il coordinamento di Eurostat per raccogliere dati su più di 300 variabili in grado di descrivere la qualità della vita nelle città europee. A giudizio di Danuta Hübner, responsabile per la politica regionale, si tratta di uno studio che “può aiutare a individuare e quantificare le sfide che ci troviamo di fronte e a indirizzare meglio i nostri investimenti nelle aree urbane”. Emerge dallo studio che il pil pro capite delle città di più di un milione di abitanti è più alto del 25% rispetto alla media del complesso Ue e del 40% rispetto alla media nazionale: da qui si evince che le città sono “i motori della crescita economica in tutta Europa”. Eppure c’è un paradosso: “nonostante la concentrazione di posti di lavoro nelle città, i residenti non sempre beneficiano delle opportunità occupazionali”. Comunque, la disoccupazione, che si aggira al 10% in tutte le città, arriva fino al 60% nelle aree svantaggiate. Inoltre, gli abitanti delle città sono molto più istruiti di quelli che vivono nelle altre zone d’Europa.