LA DIRETTA
19:56 – AGORÀ DEI GIOVANI: MONS. BAGNASCO (PRESIDENTE CEI), SIAMO ALLA “VIGILIA DI UN GRANDE EVENTO”
La giornata di oggi è “un momento di grazia, gioia, commozione” e, soprattutto, “vigilia di un grande evento”. Lo ha detto oggi pomeriggio a Pesaro mons. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, all’omelia della celebrazione eucaristica che ha presieduto nel palasport cittadino, davanti ai giovani ospiti e ospitanti della cittadina marchigiana. Riprendendo le letture bibliche, mons. Bagnasco ha ricordato come i giovani spesso siano vittime di “un’ansia che paralizza, scoraggia, deprime”. Alla base c’è la solitudine, frutto di una percezione falsa perché “soli non siamo mai, neppure nelle sconfitte della vita”. Dio c’è sempre, ha aggiunto, e “la sua opera comincia quando prendiamo atto della nostra debolezza”. Il presidente della Cei ha poi invitato a “metter ordine nella vita”. “Siamo frastornati da mille cose che frullano e passano, schiacciati sul presente, senza prospettive”. Per reagire occorre, appunto, “mettere ordine nelle cose di tutti i giorni, ma soprattutto nei pensieri, nei sentimenti, nelle intenzioni, nei programmi, nella vita interiore”. Un ordine, ha concluso, che si può raggiungere “aiutati da un buon confessore”. 19:50 – AGORÀ DEI GIOVANI: FERMO, IL PENSIERO DI MONS. CONTI AI BAMBINI DOWN ABORTITI
“In questi giorni il mondo è diventato più brutto perché non nascono più bambini Down”, la provocazione, “forte”, è dell’arcivescovo di Fermo, mons. Luigi Conti che oggi ha incontrato 5.000 ragazzi riunitisi per l’incontro conclusivo dell’Agorà dei giovani. Il riferimento è all’aborto selettivo praticato all’ospedale San Paolo di Milano: una donna è ricorsa all’interruzione di gravidanza per uno dei due gemelli affetto da sindrome di Down, perdendoli, per errore, entrambi. Una provocazione sottolineata dallo scrosciante applauso dei giovani, “molto attenti ai temi legati alla bioetica e alla difesa della vita”. Tra loro anche gli ospiti provenienti da Torino, Cuneo e da alcune diocesi della Toscana uniti a gruppi di bulgari, serbi e polacchi. I ragazzi hanno presentato al vescovo il questionario sul tema “Sono tutti qua i giovani” nel quale rivolgono domande sul significato e l’essenza della fede. Lo scopo del questionario è ascoltare come proposto dal tema del primo anno del percorso dell’Agorà i giovani e soprattutto quelli lontani della Chiesa. A tutti è giunta l’esortazione dell’arcivescovo “a mantenere pura la vita da giovane tenendo fisso lo sguardo a Cristo e alla Santa Casa, luogo dell’Incarnazione”. 19:23 – AGORÀ DEI GIOVANI: SENIGALLIA, 1.000 GIOVANI SULLE ORME DI SANTA MARIA GORETTI
Almeno mille giovani venuti per l’Agorà, ospiti della diocesi di Senigallia, hanno deciso di fare oggi pomeriggio, nonostante un violento acquazzone, il pellegrinaggio a Corinaldo, per visitare la casa dell’infanzia e il santuario dedicato a Santa Maria Goretti. I ragazzi hanno ripercorso le tappe della vita della giovane martire che morì accoltellata per difendere la propria purezza e che trovò, prima di morire per le ferite, la forza di perdonare il proprio assassino. Un esempio di amore contro-corrente, che viene proposto, ai ragazzi che affrontano il percorso, insieme al “Manifesto sull’amore” in dodici punti, scritto dai giovani della diocesi. Un testo frutto della riflessione maturata quest’anno all’interno del cammino della pastorale giovanile, che è stato anche il cammino di preparazione all’Agorà. “Il Manifesto dice don Andrea Franceschini, responsabile diocesano della pastorale giovanile non è un elenco di divieti ma è scritto in ottica positiva, perché l’amore vissuto in maniera piena, forse è più difficile ma è – a detta degli stessi giovani – più bello. Nel documento, i ragazzi definiscono la castità una forza creativa”. Le delegazioni straniere presenti in diocesi hanno chiesto una traduzione del documento in spagnolo, polacco e inglese (per i libanesi). 19:02 – AGORÀ DEI GIOVANI: I LAURETANI “CONFIDANO NELLA PROVVIDENZA DIVINA”, DOMANI “CI SARÀ BEL TEMPO”
La festa dei giovani coinvolge anche i lauretani. Uno di loro è Bruno Lungarini, che gestisce un negozio di articoli religiosi da 30 anni e ha visto arrivare migliaia di pellegrini a Loreto. Ricorda ancora con commozione Eurhope, l’incontro dei giovani con Giovanni Paolo II che si tenne nel 1995. “È un momento di festa anche per i cittadini di Loreto – racconta al Sir -: l’Agorà dei giovani sta dando importanza alla nostra piccola cittadina”. Loreto conta 12.000 abitanti, su un territorio di 17 000 m2. “Grazie all’arrivo del Papa i media parlano molto di Loreto prosegue Lungarini e questo non può che farci piacere. Nonostante le nuvole i lauretani confidano nella provvidenza divina, che hanno già visto all’azione nel 1995: anche allora, nei giorni precedenti l’incontro con il Papa, pioveva incessantemente, però nei giorni clou uscì il sole”. E conclude con fiducia: “Sono convinto che domani ci sarà bel tempo”. 18:58 – AGORÀ DEI GIOVANI: DA REGGIO EMILIA 120 PELLEGRINI A PIEDI
Arrivano da tutte le parti d’Italia i giovani dell’Agorà: in pullman, in treno, in nave. Ma c’è anche chi a Loreto è giunto a piedi dopo 15 giorni di cammino. Sono i 120 ragazzi della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla che, alla fontana di Piazza della Madonna, davanti alla Santa Casa, si abbracciano ed esprimono con grida e canti la loro gioia di aver finalmente raggiunto la meta. Indossano magliette con la scritta “Cammino a Loreto 2007”, si chiamano per nome e si salutano, contenti per avercela fatta. “Abbiamo dormito in sacchi a pelo nelle palestre che le scuole e le parrocchie ci mettevano a disposizione”, racconta al Sir Francesco, uno dei giovani reggiani. “Il cammino era lungo prosegue -, è stata un’esperienza dura, ma che ci ha fatto riflettere molto, grazie anche alle due ore di silenzio che avevamo ogni giorno”. I giovani pellegrini hanno così riscoperto il senso del sacrificio e della vita comunitaria, perché “vivere ogni momento della vita quotidiana con altri 120 ragazzi spiega Francesco – ti obbliga al dialogo e alla convivenza”. Sono molto stanchi, ma hanno un entusiasmo contagioso che si trasmette visibilmente alle altre persone presenti in piazza. 18:10 – AGORÀ DEI GIOVANI: SPOLETO-NORCIA, I KOALA DELLA DELEGAZIONE AUTRALIANA E UN RECITAL SU MADRE TERESA
“Senza voi italiani la Gmg dell’anno prossimo a Sidney non sarebbe la stessa”: la delegazione australiana ospite della diocesi di Spoleto-Norcia ha voluto così esprimere riconoscenza alla Chiesa italiana che l’ha accolta e in particolare ai giovani della diocesi umbra e ai loro ospiti provenienti da Ivrea, Rovigo, Catania, Messina e dalla Polonia. “Siamo venuti all’Agorà di Loreto hanno detto ieri sera i rappresentanti australiani perché vogliamo condividere con tanti altri coetanei nel mondo la fede in Cristo e gridare la nostra gioia e la nostra libertà”. Poi il lancio di piccoli koala di peluche quasi a ricordare l’immagine, poco prima proiettata, di Giovanni Paolo II che accarezzava il simpatico animaletto. E’ stato quindi il recital su madre Teresa di Calcutta, presentato dai giovani di Spoleto a tenere per due ore vivissima l’attenzione dei giovani presenti al teatro romano con l’arcivescovo Riccardo Fontana, alcuni vescovi e i partecipanti alla settimana liturgica in corso nella stessa città. Infine un altro segno: una cordicella annodata, consegnata a tutti. “Saremmo lieti ha commentato la ragazza che aveva interpretato madre Teresa che voi scioglieste questo nodo per dire che avete aiutato altri a superare una difficoltà”. 16:31 – AGORÀ DEI GIOVANI: DISABILI, OLTRE 70 RAGAZZI NON UDENTI A MONTORSO
Un gruppo di oltre 70 ragazzi non udenti, legati ai giovani smaldoniani, parteciperà domani e domenica all’Agorà dei giovani italiani. Provenienti da diverse regioni, giungeranno a Loreto, assieme ai loro interpreti e assistenti spirituali, per iniziativa della congregazione delle suore dei Sacri Cuori, fondate da San Filippo Smaldone, chiamato l’apostolo dei sordomuti per il suo impegno nei confronti dei non udenti. “Non potevamo non essere presenti – spiega suor Ines De Giorgi, responsabile dell’ufficio stampa della Congregazione a questo importante incontro dei giovani con Benedetto XVI: un’occasione per ribadire che la disabilità è comunque un valore aggiunto e un arricchimento per tutta la nostra società”. “Quale migliore cornice per sottolinearlo conclude se non quella dell’incontro dei giovani con il Pontefice”.
15:47 – AGORÀ DEI GIOVANI: MONS. FISHER (GMG SIDNEY 2008), “CONTIAMO MOLTO SULLA PRESENZA DEGLI ITALIANI”
“Domani sera parlerò ai giovani alla piana di Montorso per invitarli a Sidney, e sono certo che anche il Santo Padre rivolgerà loro un caloroso invito a partecipare alla prossima Gmg, come è solito fare”. Mons. Anthony Fisher, vescovo ausiliare di Sidney e responsabile del comitato per la Gmg del 2008, esprime al Sir l’auspicio che molti italiani, il prossimo anno, si rechino in Australia. “Contiamo molto precisa sulla presenza degli italiani a Sidney, poiché essi giungono sempre a questi incontri carichi di gioia, esuberanza e spiritualità. Sarebbe molto bello portare questo spirito nel nostro Paese, che ha urgente bisogno di una nuova evangelizzazione”. “Da noi racconta il vescovo ausiliare il coinvolgimento dei ragazzi nella Chiesa è molto basso, ma ora che la croce e l’icona mariana sono arrivate in Australia, stanno crescendo l’entusiasmo e l’attesa per l’incontro. In centinaia seguono il suo pellegrinaggio attraverso le diocesi australiane: vogliono toccarla, baciarla e pregare. Questo aiuta molto la preparazione della Gmg: sarà l’evento più grande che il nostro Paese abbia mai avuto, e un’esperienza meravigliosa per il futuro dei nostri giovani”.
15:27 – AGORÀ DEI GIOVANI: BREGANTINI (LOCRI), “LA SPERANZA NASCE DA UN CUORE LACERATO”
“La speranza nasce da un cuore lacerato”. Cita le parole diun suo seminarista, mons. Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Locri- Gerace, per spiegare il modo in cui i suoi giovani stanno testimoniando il loroimpegno contro la criminalità organizzata ai coetanei di San Benedetto del Tronto, diocesi della quale sono ospiti nell’ambito dell’Agorà in corso a Loreto. “E’ solo da un cuore lacerato che può alzarsi un grido di speranza e non da una situazione sociale che prima sistema i problemi e poi spera dichiara al Sir – Noi viviamo questa condizione di cuore lacerato in modo moltoevidente per cui la realtà della Locride può diventare un laboratorio di speranza per aiutare altri giovani che pure vivono in realtà, magari meno drammatiche, ad imparare da chi soffre per risolvere i problemi a vivere con più intensità”. E riferendosi alla giornata di digiuno indetta per oggi dalla suadiocesi contro la criminalità organizzata, dopo la strage di Duisburg, mons. Bregantini ha concluso: “per questa occasione i sindaci del territorio hanno emesso un comunicato molto bello, maturo in cui chiedono che il digiuno diventi occasione di riflessione e di dibattito su questi temi. Il taglio etico cheparte dallo spirituale e coinvolge il sociale ci aiuterà a sperare. Noi ci crediamo. Tutto ciò aiuterà le persone a non cadere nel vuoto”.
15:15 – AGORÀ DEI GIOVANI: BERTOLASO, “RIVEDREMO LE BELLE SCENE DELLA GMG DI ROMA”. LA GENEROSITÀ DEI MARCHIGIANI (2)
A ribadire l’impegno nell’organizzazione e nella sicurezza è stato anche il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. “L’area di Montorso ha affermato è particolarmente adatta a questi eventi. Abbiamo definito tutto nei dettagli, nonostante il momento emergenziale causato dagli incendi. Ciò ci dà sollievo. È un’emozione forte vedere i giovani che mi ricordano la Gmg 2000. Credo siano scene che rivedremo anche qui a Loreto”. Bertolaso ha poi parlato dei costi dell’incontro di Loreto: “Rientra nella categoria dei grandi eventi (legge 2001) quindi è finanziato dallo Stato con 2,5 milioni di euro, cui si aggiungono 2,6 milioni di euro della Protezione Civile Marche più una spesse corrente di altri 600mila euro. Sono soldi ben spesi, le dotazioni acquistate resteranno a disposizione della popolazione e per la sua sicurezza”. 15:14 – AGORÀ DEI GIOVANI: BERTOLASO, “RIVEDREMO LE BELLE SCENE DELLA GMG DI ROMA”. LA GENEROSITÀ DEI MARCHIGIANI
“I marchigiani stanno vivendo con grande intensità questi giorni, hanno aperto i loro cuori e le loro case ai numerosi ragazzi che stanno venendo e che verranno domani. Aspettiamo con gioia il Papa cui regaleremo una fisarmonica di madreperla di manifattura artigianale”. Lo ha detto questa mattina il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, nel corso della conferenza stampa di presentazione di Agorà dei giovani che si svolge a Loreto e che domani vedrà nella vicina piana di Montorso l’incontro dei giovani con Benedetto XVI. “Questi giovani ci danno spunto di riflessione. La Regione ha voluto dedicare questo 2007 proprio a loro”, ha aggiunto Spacca.”Abbiamo puntato molto sulla sicurezza per rendere l’evento particolarmente bello per i giovani,per ora tutto rientra nelle nostre attese”. (segue) 15:05 – AGORÀ DEI GIOVANI: BENEDETTO XVI CONSEGNERÀ I SUSSIDI PER IL SECONDO ANNO DI AGORÀ
Domenica Benedetto XVI consegnerà i sussidi per l’itinerario del secondo anno dell’Agorà dei Giovani realizzati da Creativ, realtàimpegnata nella formazione di educatori e nella gestione di progetti educativirivolti a giovani, che ha redatto le schede di lavoro per le parrocchie italiane. “Lo annuncio a te”: questo è il titolo del testo che contiene i sussidi.Creativ ha curato in particolare la redazione delle schede di lavoro per le parrocchie italiane: 11 proposte innovative che riguardano nuove modalità di annuncio, una nuova offerta per i giovani immigrati, proposte innovative per educatori, fidanzati e comunità parrocchiali. I sussidi saranno consegnati domenica mattina dal papa ai giovani presenti a Loreto ed idealmente a tutti igiovani, parrocchie e diocesi italiane. “I materiali dicono da Creativ – rivestono anche un taglio sperimentale per fornire nuovi strumenti e prassi pastorali per supportare la missionarietà quotidiana della Chiesa e per aiutarela comunità a maturare un atteggiamento accogliente e di maggiore responsabilizzazione nei confronti dei giovani”.
12:41 – AGORÀ DEI GIOVANI: MONS. BETORI, “NON È UN EVENTO ESTEMPORANEO”
“Auspico che tutti i giovani possano sperimentare la Chiesa come una casa accogliente per le loro esigenze e le loro attese, continuando in quel legame con il cristianesimo vissuto che caratterizza la Chiesa italiana”. E’ l’invito espresso questa mattina a Loreto da mons. Giuseppe Betori, segretario Cei, alla vigilia dell’Agorà dei giovani italiani. Appuntamento che “non é un evento estemporaneo”, ha ricordato, ma s’inserisce in un cammino decennale della Chiesa che prevede un’attenzione specifica ai giovani nel triennio 2007-2009. “Tre anni di cammino – ha aggiunto il segretario della Cei – di cui il primo, che si conclude ora, dedicato all’ascolto, il secondo alla proposta del Vangelo fatta dai giovani ai giovani, il terzo all’approfondimento di una cultura giovanile ispirata in senso evangelico”. Mons. Betori ha evidenziato la “natura missionaria di questo evento”, che “avrà momenti simbolici come la presenza di alcuni testimoni significativi tra cui padre Giancarlo Bossi, segni di una “Chiesa capace di stare vicino alle persone e di rigenerare alla vita”. Infine, un pensiero alla “grande collaborazione della Chiesa italiana”, che si sta manifestando nei gemellaggi diocesani ed evidenzia “la volontà di confrontarsi per camminare insieme per rispèondere alla sfida educativa di oggi”.
11:37 – AGORÀ DEI GIOVANI: VEGLIA DEDICATA A MARIA “DONNA DEL DIALOGO” E AL BATTESIMO
“L’incarnazione è l’ascolto di Dio” è il tema della Veglia di preghiera con Benedetto XVI che si terrà domani sera nella piana di Montorso, a Loreto, dove affluiranno i giovani partecipanti all’Agorà. Come spiega al Sir don Alessandro Amapani, del Servizio pastorale giovanile della Cei che ha curato la liturgia, “la veglia propone ai giovani Maria come donna del dialogo e richiamerà alla memoria il Battesimo. Sarà un tempo di preghiera illuminato dalle fontane della luce luoghi dove per i giovani sarà possibile attingere risposte alle domande nate nel corso della riflessione. Un dialogo intessuto trai giovani e il papa che culminerà domani nella consegna del mandato missionario per proseguire il cammino nel secondo anno di Agorà”. La celebrazione vivrà anche di alcuni simboli come la consegna di due piccoli alberi, uno per il Centro Giovanni Paolo II di Loreto e l’altro per la diocesi etiope di Emdeber oggetto di una campagna di solidarietà di Agorà. A seguire una processione con l’icona della Vergine lauretana e la presentazione di una veste bianca, quella del battesimo. Porterà la sua testimonianza anche il missionario padre Giancarlo Bossi che oggi è atteso a Loreto. In una dichiarazione resa ieri al SIR il religioso del Pime aveva detto “di essere pronto ad incontrare i giovani” ai quali dirà di “non aver paura di sognare e di sperare”. 11:32 – AGORÀ DEI GIOVANI: EMILIA ROMAGNA, UN PERCORSO ATTRAVERSO L’ARTE E LA CARITÀ (2)
900 i giovani ospitati a Forlì, accompagnati da diversi sacerdoti e dal vescovo di Casale Monferrato, mons. Germano Zaccheo. Tra essi, una quarantina di ragazzi delle diocesi di Trieste e Concordia-Pordenone che raggiungeranno Loreto in bicicletta. La mattinata prevede un raduno al locale Palazzo dello sport (PalaRomiti), con una relazione di don Vittorio Chiari su “I linguaggi dei giovani” e uno spettacolo di clown. Il pranzo è stato preparato dal 6° Reggimento di fanteria aeromobile “Trieste”, mentre il pomeriggio sarà animato dal Centro sportivo italiano. Sempre a Forlì, i giovani incontreranno alcune figure di testimoni significativi per la Chiesa italiana, come Benedetta Bianchi Porro, Annalena Tonelli e don Francesco Ricci, i tre forlivesi indicati dalla Chiesa italiana per il convegno di Verona. “Giovani e identità”, infine, è il filo conduttore dell’ultima giornata di accoglienza per i 350 giovani ospitati a Imola, mentre a Rimini, dopo la messa in basilica celebrata dall’amministratore apostolico mons. Mariano De Nicolò e la cena allestita accanto alla cattedrale, in serata andrà in scena il musical “Seven days with you” sulla vita di Alberto Marvelli, che proprio a Loreto fu beatificato, il 5 settembre 2004, da papa Giovanni Paolo II. 11:31 – AGORÀ DEI GIOVANI: EMILIA ROMAGNA, UN PERCORSO ATTRAVERSO L’ARTE E LA CARITÀ
Un percorso in cinque tappe attraverso l’arte e la carità. È ciò che sperimentano oggi i 600 giovani ospitati dalla diocesi di Ravenna-Cervia. “È un cammino di catechesi e di vita”, spiega don Alberto Camprini, responsabile diocesano della pastorale giovanile, che illustra come questa sia “un’esperienza di fede, e non un giro turistico”. Gli ospiti, accompagnati dai ragazzi ravennati, visiteranno il duomo e il battistero leoniano, le basiliche di Sant’Apollinare nuovo, San Vitale, San Francesco e l’Opera S. Teresa. “All’attenzione per l’arte che caratterizza soprattutto le prime tre tappe precisa don Camprini si accompagna una riflessione sul tema della croce e della sofferenza a San Francesco, mentre all’Opera Santa Teresa i giovani incontreranno gli ultimi: malati, anziani e disabili”. A Cesena, invece, i 750 giovani, che hanno trovato tutti accoglienza nelle famiglie, stanno trascorrendo la mattinata impegnati in incontri tematici su “giovani e linguaggio”, “giovani e tempo libero” e “giovani e senso religioso”, mentre nel pomeriggio, compatibilmente con le condizioni meteorologiche, è prevista un’animazione nelle piazze di Cesenatico. (segue)
09:45 – AGORÀ DEI GIOVANI: BULGARIA, UN’ESPERIENZA UTILE ANCHE PER GLI ORTODOSSI
L’Agorà dei giovani italiani sta ricevendo anche un rilievo europeo e rappresenta un’esperienza molto positiva anche per i giovani provenienti di Paesi dove i cattolici rappresentano una minoranza. Tra loro sono i 72 ragazzi bulgari di Sofia e della diocesi di Nicopoli, ospiti nelle diocesi di Fermo e di Ancona. “Vogliamo sentirci parte della grande Chiesa universale e percepire lo stile di evangelizzazione che si respira qui – dice al Sir il giovane sacerdote bulgaro don Plamen Gecev. “In Bulgaria aumentano i giovani che trovano la propria felicità nella Chiesa – spiega don Gecev superando il pregiudizio che vede negativamente chi frequenta le celebrazioni ecclesiali”. Secondo il sacerdote “ascoltando i giovani tema scelto dalla Chiesa italiana per il primo anno dell’Agorà si percepisce un certo loro smarrimento di fronte alle grandi sfide che pone la vita. La risposta si trova come diceva Giovanni Paolo II ai ragazzi riuniti a Tor Vergata nella Gmg del 2000, solo in Gesù Cristo, l’unico che riesce a colmare il vuoto nei cuori dei giovani”. Ed è proprio questa esperienza che i bulgari vogliono trasmettere ai loro amici ortodossi. “Il coraggio per questo lo attingeremo alla fontana del dialogo nella piana di Montorso” dice Marianna Petkova di Sofia che ha già letto con grande curiosità tutte le informazioni sul sito dell’Agorà dei giovani italiani. 09:41 – AGORÀ DEI GIOVANI: ALLA FONTANA DEL DIALOGO UN “MOMENTO DI APPROFONDIMENTO SUL CAMMINO ECUMENICO”
Le otto fontane della luce sono pronte, nella piana di Montorso, in attesa dei giovani che parteciperanno all’incontro con il papa, sabato e domenica prossimi. Tra esse anche quella del dialogo, “momento di approfondimento sul tema del cammino ecumenico tra le Chiese cristiane in vista del ristabilimento della piena unità, per conoscere gli elementi di comunione già presenti tra i cristiani, approfondire la conoscenza delle diverse tradizioni religiose, rafforzare lo spirito ecumenico”. Presso la fontana sosteranno le due delegate italiane all’assemblea ecumenica di Sibiu che, domenica dopo la celebrazione eucaristica, riceveranno il mandato missionario dal Papa. “Vale più la pratica che la teoria, e proprio in questo i giovani sono esperti, avendo maggior determinazione”, spiega al Sir una di loro, Caterina Di Placido. “Da Loreto aggiunge – giungerà un messaggio importante ai grandi capi delle religioni, cioè che i giovani possono stare insieme stretti nell’abbraccio dell’amore, dimostrando che la religione aiuta a vivere la vita e non la distrugge”. Un ecumenismo che nasce dal basso può essere in grado di “portare buoni frutti”, è convinta Di Placido, che nota con entusiasmo comea Sibiu saranno numerosi i giovani chiamati a riflettere sui temi ecumenici. 09:36 – AGORÀ DEI GIOVANI: DELEGAZIONE TURCA, DA NOI “NON È FACILE VIVERE DA CRISTIANI”, MA NON MANCA L’ENTUSIASMO
Un’esperienza che “non si riesce a spiegare con parole, ma che bisogna vivere in prima persona”. È ciò che stanno sperimentando in questi giorni dell’accoglienza i cinque ragazzi della delegazione turca, ospiti della diocesi di OrvietoTodi. “Stiamo condividendo queste giornate assieme ai giovani italiani: insieme abbiamo pregato nella cattedrale, insieme facciamo festa e riflettiamo sui temi della fede”, spiega al Sir Alper Alkac, che guida la delegazione. “In Turchia, paese a maggioranza musulmana precisa il giovane – non è facile vivere da cristiani, la gente ti guarda con sospetto e a volte si hanno alcuni problemi con le autorità. Ciononostante, i giovani cattolici turchi non mancano di entusiasmo”. La chiave del dialogo con i musulmani, secondo Alkac, sta nel “portare loro un messaggio di pace, come c’insegna Gesù Cristo”. “Solo così conclude tutti possiamo vivere insieme in tranquillità”. 09:33 – AGORÀ DEI GIOVANI: ANCONA, PELLEGRINI AL CIMITERO EBRAICO E NELLE REALTÀ DEL VOLONTARIATO (2)
Alla Mensa del Povero di Ancona vengono garantiti sessanta pasti al giorno, tutti i giorni compresi Natale, Pasqua e Capodanno, per gli indigenti della città. La figura e la testimonianza del volontario ha particolarmente colpito i giovani ospiti. “Ascoltare persone che lavorano e gratis e si impegnano nel nome della loro fede, nel nome di Dio ha detto Rosa Juncaj, una delle giovani montenegrine è stato bello”. “Queste persone hanno commentato le milanesi Barbara, Chiara e Vincenza mettono una grande gioia nel loro servizio: la loro totale apertura agli altri e il loro entusiasmo ci affascinano e ci fanno venir voglia di dare una mano”. L'”Itinerario” si è concluso, dopo una camminata di circa un’ora, al faro della città da dove si poteva ammirare tutto il panorama di Ancona e la Cattedrale di San Ciriaco, di cui i ragazzi hanno voluto sapere la storia e l’origine. Tante le domande poste sia alla guida, un giovane volontario della Pastorale giovanile anconetana, sia al volontario della Mensa: richieste che sembravano fatte dai ragazzi non per una superficiale curiosità ma per la voglia profonda di capire la storia delle persone e del luogo dove si trovavano e le motivazioni vere e profonde delle persone che ascoltavano. 09:32 – AGORÀ DEI GIOVANI: ANCONA, PELLEGRINI AL CIMITERO EBRAICO E NELLE REALTÀ DEL VOLONTARIATO
Un intenso momento di spiritualità è stato vissuto ieri pomeriggio da una quarantina dai pellegrini dell’Agorà che ha percorso uno degli “Itinerari di fede” proposti dalla Pastorale giovanile della diocesi di Ancona: nel “Cimitero ebraico” del Parco del Cardeto i giovani hanno prima pregato insieme lo Shemà Israel, Ascolta Israele, una delle invocazioni più care alla pietà giudaica, poi tenendosi per mano, hanno recitato il Padre nostro. I ragazzi erano per la maggior parte giovani provenienti dalla diocesi di Milano, a cui si accompagnavano una piccola rappresentanza, cinque ragazze, del Montenegro. “Trovarsi qui, in questo luogo sacro hanno detto i giovani dell’Oratorio di Sesto San Giovanni è stato interessante, perché ci ha fatto sperimentare come noi credenti in un unico Dio possiamo avere un pensiero condiviso”. Il pomeriggio non è stato dedicato solo alla scoperta della storia, anche difficile (il Cimitero è stato costruito nel ‘500 dopo il saccheggio del ghetto), della città, ma anche alle sue ricchezze attuali e alla sua capacità di accoglienza. I pellegrini hanno incontrato infatti un volontario della Mensa del povero, fondata negli anni ’30 da padre Guido Costantini, grazie al quale sono nate in città varie opere di carità che durano anche oggi. (segue) 09:27 – AGORÀ DEI GIOVANI: GRANDE ATTENZIONE AI DIVERSAMENTE ABILI
Un’attenzione particolare è stata riservata dal Cisip agli oltre 300 diversamente abili che parteciperanno all’Agorà dei giovani italiani.La maggior parte di essi provengono dalle regioni del Nord e del Centro e raggiungeranno la spianata di Montorso attraverso dei bus a loro riservati. “Il disabile è un valore, una risorsa e una ricchezza per la comunità, che è chiamata ad aprirsi e farsi carico di queste persone” sottolinea Letizia Secchi,26 anni, di Montesanvito, Ancona. Per loro a Montorso ci sarà un’area di 800 mq (280 mq di area coperta). Tra le novità di Loreto 2007, come anticipato giàdal Sir, la notizia che ad accompagnare la concelebrazione eucaristica di domenica 2 settembre, presieduta dal Papa (ore 9,30) nella piana di Montorso, ci sarà anche l’orchestra Esagramma di Milano, che si esibirà con ventisei ragazzi diversamente abili e trentaquattro maestri, tutti diplomati al conservatorio. “I ragazzi spiega il responsabile don Parisi arriveranno a Loreto il 30 agosto, per prepararsi al grande evento. Il clima che si respira èbuono e sono già iniziate le prove sul palco che ospiterà l’esibizione di fronte aSua Santità Benedetto XVI”. 09:22 – AGORÀ DEI GIOVANI: IN CAMPO ANCHE LA COPPA DEL MONDO DI CALCIO. LA NOVITÀ, IL ROSARIO DIGITALE
Per l’Agorà dei giovani italiani scende in campo la Coppa del mondo vinta dagli azzurri un anno ai Mondiali di calcio in Germania. Dal 1 al 4 settembre il massimo trofeo calcistico sarà esposto nell’atrio del cinema comunale di Loreto dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. Intanto nella centro lauretano fervono i preparativi per l’arrivo del Papa il 1 e 2 settembre. Questa mattina all’alba il sagrato della basilica in piazza della Madonna, si presenta con una sorta di tenda bianca con gli stemmi vaticani, adornata da due colonne di fiori colorati. E’ da qui che Benedetto XVI incontrerà la città , nel corso dell’Agorà dei giovani. E mentre dal palazzo comunale sventolano la bandiera papale e quella europea nelle vetrine decorso principale si comincia a vedere un po’ di tutto. Tra le cose più curiose colpisce “Prex”, il rosario digitale, un dispositivo che consente con estrema facilità di selezionare il giorno e i vari Misteri per recitarli o semplicemente ascoltarli. Una novità lauretana. Non mancano statue a figura intera, busti e immagini del Pontefice in varie pose. Ma particolarmente ricercato è l’ultimo libro del papa, Gesù di Nazaret. 09:19 – AGORÀ DEI GIOVANI: NOTA SIR
E’ “la libertà nell’appartenenza” una delle evidenze che si colgono nei giorni di attesa dell’incontro dei giovani con Benedetto XVI nella piana di Montorso. Le decine di migliaia di ragazzi e ragazze dell’Agorà, che sono già nelle 32 diocesi dell’accoglienza e si stanno trasferendo in terra lauretana, anche solo nelle immagini offrono questo messaggio. Con o senza le sigle delle associazioni e dei movimenti, esprimono una diversità che, oltre ogni separatezza, mette in luce la bellezza di una comune appartenenza a Qualcosa, a Qualcuno. Più che le parole sono i volti a raccontarlo. Anche la società degli adulti, al di là della assenza dei grandi media, percepisce soprattutto sul territorio una presenza di libertà che si esprime nella serietà della riflessione e nella creatività del gesto. “Libertà nell’appartenenza”, un’apparente contraddizione, significa per molti giovani vivere sulla propria pelle e tra i coetanei l’esperienza del Dio dei grandi sì alla vita, del Dio che vuole al suo fianco donne e uomini liberi. Nella mente e nel cuore portano le parole di Benedetto XVI, percepiscono sempre più la tenerezza di un padre che nel proporre ai figli percorsi esigenti indica la strada maestra della bellezza, della felicità e della libertà. E c’è in tutto questo una crescente intesa tra il Papa e i giovani: non è più necessario parlare e scrivere di “papaboys” perché in questa comunicazione tra volti c’è la Chiesa che cammina sulle strade del mondo.