LA DIRETTA
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19:19 – AGORÀ DEI GIOVANI: BENEDETTO XVI, “IL PAPA VI È VICINO”
“A tutti vorrei giungesse questa mia parola: il Papa vi è vicino, condivide le vostre gioie e le vostre pene, soprattutto condivide le speranze più intime che sono nel vostro animo e per ciascuno chiede al Signore il dono di una vita piena e felice, una vita ricca di senso, una vita vera”. Questo il messaggio che Benedetto XVI ha rivolto ai giovani, stasera, durante la veglia di preghiera nella piana di Montorso, organizzata nell’ambito dell’Agorà in corso a Loreto, diventata, per una sera, “la capitale spirituale dei giovani; il centro verso cui convergono idealmente le moltitudini di giovani che popolano i cinque Continenti”. A tutti i giovani il Papa suggerisce di adottare “l’atteggiamento interiore e l’abbandono fiducioso di quella giovane donna, che oltre duemila anni fa disse il suo sì al Padre che la sceglieva per essere” la Madre del Figlio suo. “Il Padre ha detto il Papa – la scelse perché docile e obbediente alla sua volontà. Come lei, come la piccola Maria, ognuno di voi, cari giovani amici, dica con fede a Dio: Eccomi, avvenga di me quello che hai detto”. (Per gli altri lanci sul discorso del Papa: clicca qui)
18:53 – AGORÀ DEI GIOVANI: LA TESTIMONIANZA DI ILARIA, “IL SIGNORE TI PORTA IN BRACCIO SE TI FAI PORTARE”
Una vita segnata “da una violenza silenziosa ma profonda”, fin da piccola, con “un padre assente e violento”, dal divorzio dei genitori, dall’anoressia. È la storia testimoniata a Benedetto XVI da Ilaria nella veglia di Agorà in corso a Montorso. “Crescevo tenendo dentro tutto il mio dolore: in famiglia, a scuola, con gli amici ha detto Ilaria, che viene da Roma – volevo comunque divertirmi e nascondere i problemi a me e agli altri. Continuai a vivere nel silenzio e a nascondere tutto, finché, divenni anoressica”. Ilaria è uscita dal tunnel grazie all’aiuto della madre che “mi ha donato una fede semplice” e di un sacerdote “don Roberto”. Nella sua vita la Gmg del 2000 resta una svolta: “Durante la veglia ho sentito l’abbraccio del Signore: ho cominciato la risalita. Ho iniziato un cammino di discernimento, in cui ho sentito che il Signore mi parlava a tu per tu attraverso la sua Parola”. Oggi Ilaria, sposata nel 2004, è mamma di Alessandro, 21 mesi. “Naturalmente in famiglia i problemi non mancano mai, e nella mia vita non sono spariti magicamente. Ma fare un percorso psicologico e spirituale aiuta a trovare il modo giusto per affrontare e addirittura amare la propria croce, senza perdere la speranza. Sono qui questa sera ha concluso Ilaria – per dare voce a chi non ha voce, a chi, come me un tempo, non osa più sperare, e porta dentro, soffocato, un grido di aiuto: il Signore ti porta in braccio se ti fai portare”.
18:51 – AGORÀ DEI GIOVANI: BENEDETTO XVI, “SIAMO CHIAMATI A RENDERE VISIBILE LA CHIESA VIVA”
“Tutti noi conosciamo il silenzio di Dio”, ha affermato Benedetto XVI rispondendo alla domanda di Sara, giovane 24enne proveniente dalla periferia di Genova, che ha portato la sua testimonianza a Montorso. Il Papa ha ricordato la prossima pubblicazione del libro di lettere in cui Madre Teresa parla della sofferenza per il silenzio di Dio. “Con tutta la sua carità e la sua forza di fede ha detto Benedetto XVI parlando a braccio anche Madre Teresa soffriva per il silenzio di Dio”. Il Papa, quindi, ha ricordato una riflessione che l’allora card. Wojtyla tenne durante gli esercizi spirituali in Vaticano. “Nell’incontrare uno scienziato e ufficiale russo, questi disse che da uomo di scienza non credeva nell’esistenza di Dio, ma quando si ritrovava in montagna, era sicuro che Dio esiste”. “Nella bellezza della creazione ha aggiunto il Pontefice possiamo vedere che Dio esiste ed è buono”. Si può scorgere la presenza di Dio anche nella musica. “Recentemente, in occasione di una visita ad limina – ha rivelato il papa – un vescovo mi ha raccontato di una giovane donna che non credeva e che aveva iniziato ad ascoltare la musica di Bach e di Mozart e proprio questo ha fatto nascere in lei il desiderio di trovare la fonte di tanta bellezza: Cristo nel cuore”. Rivolgendosi ai giovani, il Papa ha sottolineato come “la fede crea amicizia e cammino”, e in occasioni come quella odierna si scopre come essa “non venga dal niente. Dio si rivela a noi affinché anche noi diventiamo luce per gli altri”. Siamo chiamati ad “accettare il silenzio di Dio, ma non ad essere sordi al suo parlare”. (Per gli altri lanci sulle parole del Papa: clicca qui)
18:47 – AGORÀ DEI GIOVANI: LA TESTIMONIANZA DI SARA, “LA DIFFICOLTÀ DI PARLARE DI DIO” (2)
“Ho sperimentato cosa vuol dire essere prossimo di qualcuno racconta -. E quanto sia difficile sentirsi un po’ sconfitti, perché anche Andrea, nonostante una nuova famiglia, si è convinto che se nasci sfortunato, morirai sfortunato. E così la pensano moltissimi dei miei amici con cui sono cresciuta. È come se un grande e pesante silenzio, di rassegnazione, ci avvolgesse tutti”. Pensando ai frequenti atti vandalici e di bullismo, la giovane genovese afferma di accorgersi che “quel silenzio è in realtà pieno di grida di aiuto soffocate che nessuno sa o vuole ascoltare. Un silenzio, Santo Padre, che interroga anche lamia fede, perché non sempre è semplice parlare di Dio in queste situazioni”. Sara ha poi posto una domanda al Papa: “Io credo nel Dio che ha toccato il mio cuore, ma sono tante le insicurezze, le domande, le paure che porto dentro. Non è facile parlare di Dio con i miei amici; molti di loro vedono la Chiesa come una realtà che giudica i giovani, che si oppone ai loro desideri di felicità e di amore. Di fronte a questo rifiuto avverto tutta la mia solitudine di uomo e vorrei sentire la vicinanza di Dio. Santità, in questo silenzio dov’è Dio?”. 18:46 – AGORÀ DEI GIOVANI: LA TESTIMONIANZA DI SARA, “LA DIFFICOLTÀ DI PARLARE DI DIO”
“Io credo nel Dio che ha toccato il mio cuore, ma sono tante le insicurezze, le domande, le paure che porto dentro”. A parlare è Sara, 24 anni, che vive nel quartiere Begato, da molti considerato “a rischio”,nella periferia di Genova. “Non è facile parlare di Dio con i miei amici prosegue la giovane che ha portato la sua testimonianza alla veglia di preghiera con il Papa a Montorso – molti di loro vedono la Chiesa come una realtà che giudica i giovani, che si oppone ai loro desideri di felicità e di amore. Di fronte a questo rifiuto avverto tutta la mia solitudine di uomo e vorrei sentire la vicinanza di Dio”. E rivolgendosi al Papa gli chiede: “Santità,in questo silenzio dov’è Dio?”. Nella sua testimonianza, Sara racconta il suo impegno nelle attività parrocchiali e dell’Azione Cattolica. La sua famiglia ha aperto le porte a Andrea, un bambino in affido suo coetaneo. (segue)
18:41 – AGORÀ DEI GIOVANI: BENEDETTO XVI, “NELLA CHIESA NON C’È PERIFERIA”
“Nella Chiesa non c’è periferia, perché dove c’è Cristo tutto è centro”. Questa la risposta di Benedetto XVI a due “giovani di periferia”, che si sentono “senza storia, senza prospettive e perciò senza futuro”, e che gli hanno rivolto una prima domanda durante la veglia in corso a Montorso. “Santità hanno chiesto c’è qualcuno o qualcosa per cui possiamo diventare importanti? Com’è possibile sperare, quando la realtà nega ogni sogno di felicità, ogni progetto di vita?”. “Nelle periferie ha riconosciuto il Pontefice sembra difficile andare avanti”, poiché “tutto sembra concentrato nei grandi centri di potere economico e politico, dove grandi burocrazie dominano, e chi si trova nella periferia realmente sembra essere escluso da questa vita”. “Le grandi cellule della vita e della società che possono costruire centri anche nelle periferie sono frantumate”, ha ricordato Benedetto XVI. Una per tutte, “la famiglia, che dovrebbe essere il luogo dell’incontro tra le generazioni” e dove “s’impara a vivere”, è invece “frantumata e in pericolo”. Ma quanto più è questa la situazione, tanto più “dobbiamo fare il possibile perché la famiglia sia viva e sia anche oggi la cellula vitale e un centro nella periferia”. (Per gli altri lanci sulle parole del Papa: clicca qui) 18:29 – AGORÀ DEI GIOVANI: LA TESTIMONIANZA DI PIERO E GIOVANNA, SORRISI DI SPERANZA DAL QUARTIERE SAN PAOLO DI BARI (2)
Piero presenta la storia di Giovanni, un ragazzo di strada, che non conosce il padre perché è in carcere da anni e la cui madre si è rifatta una vita. “Oggi racconta Piero Giovanni vive e lavora al nord come carpentiere. Ha scoperto il valore dell’onestà, anche attraverso il suo rapporto con Gesù. Ma consegna il sogno di tornare a lavorare nella sua città”. Giovanna parla poi di Anna, una giovane mamma, che è scappata di casa con Marco, un ragazzo che entra ed esce di prigione. E poi c’è spazio anche per il ricordo di altri amici, “assassinati a sangue freddo per futili motivi e uccisi in parte anche dall’indifferenza del quartiere in cui vivevano”. “Ora concludono è come se ci chiedessero di mettere le ali ai loro sorrisi e di dare speranza ai loro cuori”. Successivamente Piero e Giovanna hanno posto una domanda al Papa: “A molti di noi giovani di periferia manca un centro, un luogo o persone capaci di dare identità. Siamo spesso senza storia, senza prospettive e perciò senza futuro. Sembra che ciò che aspettiamo veramente non capiti mai. Di qui l’esperienza della solitudine e, a volte, delle dipendenze. Santità, c’è qualcuno o qualcosa per cui possiamo diventare importanti? Com’è possibile sperare, quando la realtà nega ogni sogno di felicità, ogni progetto di vita?”. 18:28 – AGORÀ DEI GIOVANI: LA TESTIMONIANZA DI PIERO E GIOVANNA, SORRISI DI SPERANZA DAL QUARTIERE SAN PAOLO DI BARI
I primi a portare la loro testimonianza nel corso della veglia con Benedetto XVI sono Giovanna e Piero, ventisettenni originari del quartiere S.Paolo, nella periferia di Bari. Giovanna è una giovane assistente sociale che opera tra le persone anziane e collabora con la Caritas diocesana di Bari-Bitonto, dove è volontaria in un centro di accoglienza per immigrati. Piero, invece, ha terminato con non poche difficoltà gli studi universitari e tra breve potrà mettere a frutto gli studi di ingegneria. Per farlo, tuttavia, sarà costretto a lasciare la sua città. “Mi trasferirò presto a Roma per lavorare racconta come la maggior parte dei miei coetanei”. Parlando del loro quartiere d’origine, affermano di sentirsi “gli scarti del processo di globalizzazione: molti vanno via, chi resta lotta, spesso solo, contro le ingiustizie che uccidono i nostri sogni”. “Eppure afferma Giovanna queste periferie sono i quartieri demograficamente più giovani delle nostre città”. (segue) 18:22 – AGORÀ DEI GIOVANI: PADRE BOSSI, FEDELI “ALLA NOSTRA VOCAZIONE DI MISSIONARI E ALLA GENTE”
“Essere fedeli a Cristo, alla sua Chiesa, alla nostra vocazione di missionari e alla gente a cui noi apparteniamo”. È il messaggio che, dal palco di Montorso, padre Giancarlo Bossi, il missionario del Pime per 39 giorni sequestrato nelle Filippine, ha lanciato “a tutti i missionari sparsi nel mondo”. 18:15 – AGORÀ DEI GIOVANI: IL SALUTO DEI GIOVANI AL PAPA, “IL MONDO GIOVANILE NON È INDIFFERENTE E SUPERFICIALE”
“Attraverso la sua persona e il suo volto sorridente, Dio ci viene incontro per comunicarci il suo amore di Padre. Il suo stare con noi, Santità, rappresenta anche un importante segno dell’attenzione della Chiesa nei confronti di noi giovani”. È così che Luca Romani, a nome di tutti i ragazzi italiani, ha salutato Benedetto XVI, appena arrivato nella piana di Montorso. Il giovane ha proseguito dicendo che “da mesi attendiamo la gioia di quest’incontro… Ci siamo impegnati ad ascoltare i nostri coetanei, ad andare loro incontro per far toccare con mano una Chiesa vicina, attenta, sim-patica”. Rivolgendosi al Santo Padre, Romani ha affermato che “in un’Italia sempre più anziana, noi giovani contiamo sempre meno e facciamo le spese di una società ripiegata su stessa, povera di ideali e di grandi aspirazioni, chiusa nella ricerca del suo benessere… Noi vogliamo mettere Dio al centro della nostra esistenza”. E parlando del mondo giovanile ha aggiunto: “Molte volte il mondo giovanile è descritto come indifferente e superficiale. Stasera lo diciamo a tutti: non è così! Vogliamo davvero essere protagonisti attivi nella società, nella famiglia e nel lavoro e nella comunità cristiana… Essere qui a Loreto, all’ombra della Casa di Maria e sotto il suo sguardo di Madre ci incoraggia ad assumere questo impegno, a dire in fretta, senza aspettare domani un sì incondizionato a Dio”.
18:01 – AGORÀ DEI GIOVANI: MONS. FISHER (GMG SIDNEY 2008), “ARDITE A QUALCOSA DI PIÙ GRANDE”
“Ardite a qualcosa di più grande. Se oggi decidete d’iniziare a risparmiare e lavorare al fine di partire per questo grande viaggio nella fede che è la Gmg di Sidney, sono sicuro che Gesù manterrà la promessa che ha fatto a ognuno di voi: vi darà la forza di essere suoi testimoni anche ai confini del mondo”. È il messaggio che mons. Anthony Fisher, vescovo ausiliare di Sidney e responsabile del comitato per la Gmg del 2008, ha rivolto dal palco di Montorso ai partecipanti all’Agorà dei giovani italiani. “Nei giorni scorsi ha aggiunto avete incontrato i giovani delle altre diocesi. Ecco, anche i giovani australiani si stanno incontrando per prepararsi ad accogliervi nelle loro case, nelle loro vite, nei loro cuori”. “Vogliamo condividere con voi la fede e l’esuberanza che solo gli italiani sanno portare”, ha concluso, tra uno scroscio di applausi. 17:54 – AGORÀ DEI GIOVANI: CARD. TETTAMANZI, “LO STILE DELLA GIOIA IN CRISTO”
“Uno stile che esprime una gioia festosa, vera, che nasce non solo da un’amicizia tra gli stessi giovani ma anche da una radice viva, che è quell’unico vero amico dei giovani che è Cristo”. Sono parole del card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, presente nella spianata di Montorso insieme agli oltre 200mila giovani accorsi per incontrare Benedetto XVI. “Quando Cristo diventa esperienza di vita non c’è da meravigliarsi se poi nascono eventi di questo tipo ha affermato il porporato – siamo di fronte ad una massa di giovani che vivono un’amicizia diversa da quella che spesso viene desiderata e sperimentata dal mondo oggi”. Dello stesso avviso anche il vescovo di Ivrea, mons. Arrigo Miglio: “Ciò che colpisce in questi giovani è la prontezza nel raccogliere l’invito della Chiesa a partire. Non dobbiamo avere paura di invitare i giovani, di fare loro delle proposte alte per cui valga la pena spendersi. Questo è il messaggio che i giovani lanciano alla Chiesa oggi”.
17:52 – AGORÀ DEI GIOVANI: IL PAPA ARRIVATO A MONTORSO. L’ABBRACCIO DEI 300MILA
Benedetto XVI è arrivato a Loreto alle 17.20. A dargli il benvenuto al Centro Giovanni Paolo II, dove è atterrato l’elicottero, c’era l’arcivescovo di Loreto e i rappresentanti politici delle Marche. Pochi minuti prima, l’elicottero ha sorvolato la piana di Montorso da dove, i giovani pellegrini, hanno salutato l’arrivo del Santo Padre con grida e applausi. Lungo l’intero tragitto dal Centro Giovanni Paolo II fino al grande palco allestito nella piana di Montorso la papamobile è stata seguita e accompagnata da due ali giovani festanti che, tra applausi e grida, sventolavano bandiere dell’Agorà e stendardi delle loro parrocchie e città. Molti i palloncini colorati che sono stati liberati in aria, mentre dal palco si levavano le note dell’inno dell’Agorà dei giovani. Benedetto XVI, che non aveva lo zucchetto bianco in testa, ha salutato le migliaia di ragazzi, le ultime stime parlano di circa 300mila,che hanno scandito con grande entusiasmo il loro benvenuto.
17:16 – AGORÀ DEI GIOVANI: CARD. RUINI AL SIR, “LA DISTANZA DEI GIOVANI DALLA CHIESA È FRUTTO DI NON CONOSCENZA”
“Ci sono anche giovani distanti dalla Chiesa e non dobbiamo nasconderlo. Ma tanto più i giovani si rendono conto della vera sostanza della fede cristiana tanto più facilmente si avvicinano alla Chiesa. La distanza è frutto di non conoscenza”. A dichiararlo al SIR è il card. Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, nell’imminenza dell’arrivo del Papa a Montorso per incontrare i giovani italiani. Commentando il clima di festa della spianata dove, secondo alcune stime, sono già arrivati 200mila giovani, Ruini ha sottolineato come “la fraternità che vive tra i giovani, che amano ritrovarsi insieme e fare festa, è una fraternità cristiana radicata in Cristo. Questi giovani hanno voglia di esprimere pubblicamente la loro comune fede cristiana”. “C’è poi ha rimarcato il cardinale – il legame che li lega al Papa che c’è sempre stato e al quale Giovanni Paolo II ha dato una forma nuova che sono questi grandi incontri giovanili. Una forma che – abbiamo visto a Colonia – continua anche dopo di lui, egualmente, con Benedetto XVI. Ritrovo oggi lo stesso entusiasmo che ho vissuto nel 2004 e ancora prima sempre qui a Loreto con Giovanni Paolo II”.
17:01 – AGORÀ DEI GIOVANI: ANCHE UN GRUPPO DI DISABILI DI MACERATA QUESTA NOTTE A MONTORSO SOTTO LE STELLE
Anche otto diversamente abili, per lo più con ritardi mentali, e i loro accompagnatori partecipano all’Agorà dei giovani e passeranno la notte sotto le stelle a Montorso, dormendo come i loro coetanei all’aperto nei sacchi a pelo. I ragazzi, che fanno parte dell’associazione di volontariato “I nuovi amici” di Macerata, sono partiti stamattina con un pullman della parrocchia di Santa Croce, nella diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia. Per i disabili, di età compresa tra i 20 e i 40 anni, è la prima esperienza di un raduno giovanile di queste dimensioni. “Sono consapevoli di partecipare a un grande evento dichiara al SIR il responsabile del gruppo, Giovanni Gentili e soprattutto non si sentono discriminati rispetto agli altri ragazzi”. Essi “sono emozionati aggiunge Silvia Giorgi, una delle volontarie che li accompagna – contenti di partecipare e curiosi di vedere da vicino Papa Benedetto XVI, che fino ad oggi hanno sempre visto solo in televisione”. 16:37 – AGORÀ DEI GIOVANI: DALL’ALTO ADIGE LA DELEGAZIONE CHE PARLA TRE LINGUE
“Insieme. Zusammen. Syn”: parla tre lingue (italiano, tedesco, ladino) la delegazione dei pellegrini altoatesini che sono giunti nelle prime ore di oggi, nella piana di Montorso. Dopo aver trascorso due giornate di preparazione al santuario mariano di Pietralba, la delegazione dell’Alto Adige è stata accolta a Recanati dalla pastorale giovanile diocesana, che in questi giorni di preparazione all’incontro di Loreto 2007 ha ospitato anche delegazioni di pellegrini croati e polacchi. Questa mattina i giovani partiti dall’Alto Adige si sono messi in cammino per raggiungere la piana di Montorso, dove tra poco meno di due ore si svolgerà l’incontro con Benedetto XVI.
15:23 – AGORÀ DEI GIOVANI: AFFLUSSO A MONTORSO, IN 200.000 SONO GIÀ SULLA PIANA
Una folla festante sta ricoprendo la piana di Montorso. Sono i giovani provenienti dalle Regioni italiane e dall’estero, che fin dalle prime ore della mattinata hanno cominciato ad affluire, armati di zaino, sacco a pelo e bisaccia del pellegrino. Secondo le prime stime, circa 200.000 ragazzi sono già nella piana, mentre dai punti di accesso si snodano lunghe file, lente e inesorabili. Sul piano meterologico, al momento si possono confermare le più rosee previsioni: il sole splende e ha cancellato le tracce dei temporali abbattutisi ieri sull’area. Mentre sta per cominciare l’animazione, con rulli di tamburi, cori e cappelli di mille colori i giovani hanno già dato inizio alla loro festa, in attesa di Benedetto XVI.
12:36 – AGORÀ DEI GIOVANI: MONS. TARCHI, “UN EVENTO ECOLOGICO. SALVAGUARDIA DEL CREATO NEI PROGRAMMI PASTORALI DELLE DIOCESI” (2)
Per quanto riguarda l’Agorà dei giovani italiani, cinque le strategie “ecologiche”messe in atto: riutilizzo, l’uso di materiali ecologici, raccolta differenziata dei rifiuti, l’azzeramento delle emissioni di anidride carbonica CO2 e le iniziative educative. Ai giovani pellegrini sono stati forniti oggetti riutilizzabili anche nella vita ordinaria: la sacca del pellegrino, una torcia elettrica a manovella che può diventare anche un carica-cellulare, i contenitori dei pasti da usarsi anche come borsa termica”. Tutti questi oggetti sono stati prodotti con materie prime derivanti dal riciclaggio. Per quanto riguarda i rifiuti questi verranno raccolti e smaltiti in modo differenziato. Per azzerare il quantitativo di CO2 immesso nell’atmosfera dall’evento di Loreto, in collaborazione con la società Azzero CO2, sponsor dell’incontro, verranno piantumati nella Regione Marche 15.000 alberi, altri 225 verranno donati alle 225 diocesi italiane. 12:35 – AGORÀ DEI GIOVANI: MONS. TARCHI, “UN EVENTO ECOLOGICO. SALVAGUARDIA DEL CREATO NEI PROGRAMMI PASTORALI DELLE DIOCESI”
“Pensare alla salvaguardia del Creato significa rivolgere lo sguardo al futuro del nostro pianeta e, quindi, è un aggancio naturale per ciò che riguarda la vita dei giovani”. Così mons. Paolo Tarchi, direttore dell’ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro spiega al SIR il legame tra l’Agorà dei giovani in corso a Loreto e la 2ª Giornata nazionale per la salvaguardia del Creato che la Chiesa italiana celebra oggi sul tema dell’acqua. “Quando mettiamo al centro della nostra attenzione le nuove generazioni non possiamo non pensare all’ambiente che oggi è minacciato. A riguardo, abbiamo ascoltato le parole del Papa a proposito di chi appicca gli incendi. La difesa del Creato è un tema forte per la Chiesa italiana ed è quanto mai opportuno metterlo al centro dei programmi pastorali”. (segue)
11:55 – AGORÀ DEI GIOVANI: MONS. BAGNASCO AI SACERDOTI E AI VESCOVI, SIATE “MESSAGGERI DI UN GRANDE SEGRETO”
“Cari confratelli, come pastori di anime è giusto essere qui prima dei nostri giovani per precederli presso il cuore di Cristo, per intercessione di Maria”. Lo ha detto questa mattina nella basilica di Loreto mons. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, celebrando la messa davanti a una dozzina di vescovi e diversi sacerdoti giunti per partecipare all’Agorà dei giovani italiani. Vescovi e sacerdoti – ha esortato mons. Bagnasco – siano “la parte avanzata del cuore di Dio e precedano i giovani nella preghiera”, affinché questo evento “possa lasciare il segno nel cuore dei nostri ragazzi, nelle nostre diocesi, nel nostro Paese”. “Come pastori ha aggiunto vogliamo essere per i nostri giovani messaggeri ed esempio di un grande segreto: il segreto della felicità, della pienezza del cuore umano, per corrispondere a quel desiderio di bellezza e infinito che è presente nel cuore di ogni uomo”. E ha concluso: “Dobbiamo essere testimoni sempre più convinti, gioiosi ed entusiasti: non è questione di età, ma di animo”.
11:35 – AGORÀ DEI GIOVANI: MONS. MONARI (VICEPRESIDENTE CEI), “FAR EMERGERE L’UMANITÀ CHE CIASCUNO SI PORTA DENTRO”
“La Chiesa italiana deve cercare di portare il suo messaggio ai giovani tramite itinerari concreti di fede che guidino a una maturazione che faccia emergere l’umanità che ciascuno si porta dentro”. Lo ha detto al SIR mons. Luciano Monari, amministratore apostolico di Piacenza Bobbio, vescovo eletto di Brescia e vicepresidente della Cei, dopo la preghiera mattutina che ha condiviso con i ragazzi della sua diocesi sul sagrato della Santa Casa di Loreto. “L’Agorà dei giovani non deve rimanere un episodio separato ha aggiunto il presule ma deve trasformarsi in un cammino quotidiano di crescita che aiuti i giovani a recuperare la speranza e la fede per viverli con impegno quotidiano”. Secondo mons. Monari, “c’è oggi un’emergenza educativa a fronte di una diffusa cultura riduttiva della dignità dell’uomo. Ad esempio nel campo della genetica dove c’è il tentativo di rendere gli uomini schiavi e irresponsabili. Invece ha concluso i giovani hanno bisogno proprio di vivere un’umanità piena per trovare il coraggio e assumere l’impegno di costruirsi come persone nella saggezza e nell’amore. E in questa prospettiva, io credo, attendono di essere confermati e sostenuti dal Papa”.
10:59 – AGORÀ DEI GIOVANI: DALLA SICILIA PER EVANGELIZZARE CON LA CIOCCOLATA
Evangelizzare con la cioccolata. Dicono che funziona i ragazzi del Movimento giovanile salesiano (Mgs) della Sicilia che, indossando magliette con il volto di Don Bosco, propongono la cioccolata di Modica al gusto di peperoncino, carrubo e vaniglia. “Vai per la città e guardati intorno”, si legge sulle T-shirt come invito all’evangelizzazione. La loro speranza è che i giovani inizino a sognare un mondo migliore, così come faceva don Bosco. “È importante che l’incontro con il Papa non rimanga solo un bel ricordo, ma ci dia la forza di testimoniare l’esperienza di fede che stiamo vivendo all’Agorà”, raccontano al SIR Antonella Abba, proveniente da Modica, e Ausilia Campagna di Enna. “Vogliamo chiedere alla Chiesa di andare sempre incontro ai giovani, soprattutto a quelli che è più difficile evangelizzare e che sono meno propensi all’ascolto. Ci sono giovani che dalla vita hanno tutti i beni materiali, ma ai quali manca Cristo: lo scopo è riuscire ad arrivare anche al loro cuore”. Proprio per mettersi in ascolto e capire qual è il loro cammino 200 giovani del Mgs, provenienti da tutt’Italia, si sono riuniti dal 29 al 31 agosto all’Istituto salesiano “don Bosco” di Loreto, guidati dal rettore maggiore don Pascual Chávez, che ieri ha tra l’altro ricevuto la cittadinanza onoraria della città mariana.
09:46 – AGORÀ DEI GIOVANI: MONS. BAGNASCO AL SIR, “MOMENTO DI GRAZIA” DA VIVERE CON “CUORE APERTO”
L’Agorà dei giovani italiani “è un momento di grazia” da vivere con “cuore aperto” e stando “insieme nella gioia”. Lo dichiara al SIR mons. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, nel giorno in cui l’evento raggiunge il suo culmine. “A noi – prosegue mons. Bagnasco giungerà la grazia del Signore attraverso il cuore di Maria”. Una grazia di cui “ha bisogno ogni ragazzo, ogni giovane per la sua vita, per la sua comunità, per quei desideri che il suo cuore custodisce. L’incontro con il Santo Padre – sottolinea il presidente della Cei è il momento culminante di questi giorni”: Papa Benedetto con “la sua parola e la sua serenità confermerà la fede e alimenterà ulteriormente l’entusiasmo dei ragazzi e delle comunità cristiane”. 09:11 – AGORÀ DEI GIOVANI: NOTA SIR
Il conto alla rovescia è partito, tra poche ore saranno attorno al Papa per un dialogo sull’essenziale. I giovani dell’Agorà avvertono la responsabilità e pregustano la bellezza dell’incontro che da tempo hanno preparato. Mendicanti della verità, come si erano definiti davanti a Benedetto XVI a Pavia, sono giunti a una tappa importante del cammino che la Chiesa italiana ha pensato con loro e per loro.
Ora sono al raccoglimento dell’atleta prima dello scatto sulla pista. Una “postura interiore” che si percepisce questa mattina nella piana di Montorso. Le parole dei giovani e la parola di Pietro si incontreranno in un luogo che sempre più assomiglia a una barca in un mare a volte burrascoso, a volte piatto. Come sono la vita e la storia. I perché, le preoccupazioni e i timori si ritroveranno nelle domande e toccherà a Benedetto orientare la ricerca e indicare la direzione da prendere per giungere in porto, per incontrare gli altri e l’Altro. Parlerà con la tenerezza e la fermezza di un padre, con voce sua, con parole altre e altrui. I giovani sanno a nome di chi il Papa li ascolterà e si rivolgerà a loro. Questa sera e domani mattina saranno i momenti di una comunicazione che andrà oltre i confini della piana di Montorso, oltre il tempo dell’incontro. A conferma che tra poco vivranno un grande evento che sarà tale non per decreto ministeriale ma per quella Presenza che Benedetto XVI e i giovani avvertono decisiva nella loro vita e nella vita del mondo.