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13:14 – AGORÀ DEI GIOVANI: SERGIO ZAVOLI, “E QUESTO SAREBBE IL PAPA TIMIDO?”
“E questo sarebbe il Papa timido? Ha risposto a braccio, senza diplomazie, con qualche punta di tolleranza e qualche puntiglio teologico, ma prendendosi addosso il peso di tutte quelle domande sine pietate, forse per dire che non le avrebbe eluse, né delegate perché il posto della Croce è sulle spalle di ciascuno e di tutti, credenti e non credenti”. Così Sergio Zavoli, giornalista e regista televisivo, commenta al SIR il grande raduno di Loreto che ha visto la partecipazione di circa mezzo milione di giovani intorno a Papa Benedetto XVI. “È la prima volta che una grande adunanza giovanile aggiunge Zavoli – non si risolve nei suoi significati solo religiosi, e diciamo pure edificanti: non la si era ancora vista raccogliersi intorno a un Papa una forma così esplicitamente laica. Quanto all’interrogatorio al Papa, tutto quel parlare sofferto e dialettico, storico e arcano, apparteneva in ogni caso al controverso ambito della fede e a una Chiesa che non poneva divieti e prudenza da cui trarre qualche imperativo”. Per Zavoli, nel “crocevia” di Loreto, “ciascuno era libero di arrivare a Benedetto XVI percorrendo la propria strada”. “Nell’intuizione di chi ha inteso dare al raduno questa impronta conclude Zavoli – la novità erano le domande. Tutte tendevano a capire il mistero del silenzio di Dio e ad avanzare una forte richiesta di parlargli prima ancora che di ascoltarlo: una franca, dolente, fiduciosa ribalderia che il Papa ha accolto a braccia larghe”.
12:46 – AGORÀ DEI GIOVANI: PADRE PAUL KARAM (LIBANO), “QUANDO POTREMO ANCHE NOI?”
Padre Paul Karam, direttore delle Pontificie opere missionarie (Pom) del Libano, è a Loreto con la delegazione di 16 giovani, invitati direttamente dalla Conferenza episcopale italiana. “Da Loreto dice padre Karam al SIR deve nascere un impegno ancora maggiore dei giovani nel campo dell’annuncio evangelico e della testimonianza. La preghiera deve trovare concretezza nella condivisione di vita, nella rinascita di una nuova civiltà dei giovani. Non possiamo restare fermi all’Agorà, ora bisogna uscire a testimoniare”. Un impegno che assume un valore particolare per i cristiani libanesi, come afferma il direttore delle Pom del Paese dei cedri: “I libanesi sono stanchi delle guerre che gli altri combattono sul loro territorio. Il Libano deve rinascere sovrano, libero e pacifico. Costruire una nuova civiltà dell’amore è impegno primario dei giovani libanesi”. “Quelli che sono qui con me a Loreto sono rimasti colpiti dalle parole del papa. Tutti mi hanno chiesto: quando potremo, anche noi in Libano, vivere momenti di pace come questi?”.
11:34 – AGORÀ DEI GIOVANI: A 72 GIOVANI IL MANDATO AD ANNUNCIARE IL VANGELO “CON DETERMINAZIONE E LIBERTÀ DI SPIRITO”
“Cari giovani, come i 72 discepoli designati dal Signore Gesù andate con determinazione e libertà di spirito. Comunicate la pace, sostenete chi è debole, preparate i cuori alla novità di Cristo, annunciate che il Regno dei cieli è venuto”. Con queste parole, al termine dell’Angelus, papa Benedetto XVI si è rivolto a 72 giovani italiani che hanno ricevuto dalle sue mani il mandato missionario, che segna l’inizio del secondo anno il cammino dell’Agorà dei giovani italiani. “Il santuario lauretano ha aggiunto il Santo Padre – ci ricorda anche oggi che per accogliere pienamente la Parola della vita non basta conservare il dono ricevuto”, ma occorre “andare con sollecitudine per altre contrade, in altre città a comunicarlo con gioia e riconoscenza, come la giovane Maria di Nazaret”.
11:15 – AGORÀ DEI GIOVANI: BENEDETTO XVI ALL’ANGELUS, “VERI TESTIMONI NELLA PIAZZA” (2)
“Per portare Dio nella piazza – ha spiegato il Papa – bisogna averlo prima interiorizzato nella casa, come Maria nell’Annunciazione. E viceversa, la casa è aperta sulla piazza. Lo suggerisce anche il fatto che la Santa Casa di Loreto ha tre pareti, non quattro: è una casa aperta, aperta sul mondo, sulla vita, anche su questa Agorà dei giovani italiani”. Per Benedetto XVI, “è un grande privilegio per l’Italia ospitare, in questo dolcissimo angolo delle Marche, il santuario della Santa Casa”: “Siatene giustamente fieri, e approfittatene! Nei momenti più importanti della vostra vita venite qui, almeno con il cuore, per raccogliervi spiritualmente tra le mura della Santa Casa”. “Pregate la Vergine Maria ha concluso il Santo Padre – perché vi ottenga la luce e la forza dello Spirito Santo, per rispondere pienamente e generosamente alla voce di Dio. Allora diventerete suoi veri testimoni nella piazza, nella società, portatori di un Vangelo non astratto, ma incarnato nella nostra vita”.
11:13 – AGORÀ DEI GIOVANI: BENEDETTO XVI ALL’ANGELUS, “VERI TESTIMONI NELLA PIAZZA”
“Loreto, dopo Nazaret, è il luogo ideale per pregare meditando il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Perciò, in questo momento, il mio invito è a recarci tutti insieme, con la mente e con il cuore, nel santuario della Santa Casa, tra quei muri che secondo la tradizione vengono da Nazaret, il luogo dove la Vergine disse sì a Dio e concepì nel proprio grembo il Verbo eterno incarnato”. Con queste parole Benedetto XVI ha introdotto, questa mattina, la recita dell’Angelus, dopo la celebrazione eucaristica, nella piana di Montorso, per l’Agorà dei giovani a Loreto. “Prima di sciogliere questa nostra assemblea ha detto il Papa – lasciamo per un momento l’agorà, la piazza, ed entriamo idealmente nella Santa Casa. C’è un legame reciproco tra la piazza e la casa”. La piazza, infatti, “è grande, è aperta, è il luogo dell’incontro con gli altri, del dialogo, del confronto; la casa invece è il luogo del raccoglimento e del silenzio interiore, dove la Parola può essere accolta in profondità”. (segue)
10:53 – AGORÀ DEI GIOVANI: MONTORSO SU YOU TUBE. I VIDEO DEI GIOVANI SULLA RETE
Il Papa a Loreto anche su “You tube”. Dotati di telefonini e camere digitali i giovani a Montorso (Loreto) stanno caricando le immagini del loro incontro con Benedetto XVI sul principale portale di video della rete. Basta, infatti, digitare le parole “Loreto” o “Papa” che ecco apparire, tra i tantissimi video, anche quelli relativi all’Agorà dei giovani che si chiude oggi nella città marchigiana. Alcuni video riproducono passaggi del discorso del Papa alla veglia di ieri sera a Montorso, ma ce ne sono anche altri che mostrano l’arrivo dei pellegrini a Loreto. Come quello di Lally93, di Loreto, che dal balcone di casa ha ripreso il passaggio dei giovani e lo ha caricato sulla rete con la colonna sonora di Angelo Branduardi. Ridermax ha invece inserito un video con tutti i preparativi nell’anfiteatro naturale di Montorso dove è in corso la messa finale di Agorà. Non manca anche uno “spot pubblicitario” che invita a Loreto ma la cosa più simpatica è forse il kit del pellegrino di Coraline91 presentato sulla falsariga di Mediashopping ed inserito nella categoria “video divertenti”. Ogni pezzo, torcia, cappello, telo, pass di stoffa, sacca viene scherzosamente mostrato e posto in vendita. Stando a quanto si vede a Montorso, con tanti giovani che riprendono le varie fasi della messa di Benedetto XVI c’è da attendersi altri video sulla rete.
10:31 – AGORÀ DEI GIOVANI: I TITOLI DI OTTO QUOTIDIANI
“Benedetto XVI risponde ai ragazzi Il vero amore non è usa e getta” e “I dubbi sui profeti del rock. E il papa non va al concerto” sono i titoli del “Corriere della Sera” di oggi per i due articoli di Luigi Accattoli, affiancati da un commento di Aldo Grasso sugli aspetti comunicativi dell’incontro di ieri sera del Papa con i giovani a Loreto.
“Serata che scava una traccia. Si è fatto conoscere e li ha sedotti” è il titolo dell’editoriale di “Avvenire”, firmato da Francesco Ognibene e seguito da otto pagine di interviste, commenti e immagini. “Giovani non sentitevi ai margini, cambiate il mondo” titola così “Il Messaggero” l’articolo di Franca Giansoldati, mentre “Sposi per sempre difficile ma provateci” é scelto da “Liberazione” per quello di Fulvio Fania. “Torna l’urlo dei Papa-boys” è il titolo che “La Stampa” mette al pezzo di Marco Tosatti. “La Repubblica” sceglie “Il Papa tra 400.000 giovani Dovete cambiare il mondo” e “Tasse e Pacs, l’invito dei Papa boys. È giusto mettersi in discussione” per le due pagine firmate da Marco Politi e Paolo G.Brera.
“L’Unità” titola “Una mare di giovani per il Papa Cambiate questo mondo” l’articolo di Roberto Monteforte. Per quello di Andrea Tornielli “Il Giornale” sceglie “Il Papa difende il matrimonio: No all’amore usa-e-getta”.
10:23 – AGORÀ DEI GIOVANI: BENEDETTO XVI ALLA MESSA, “URGENTE OPERARE” PER “LA SALVAGUARDIA DEL CREATO”
Manifestando apprezzamento per l’impegno di molti giovani “a testimoniare la propria fede nei vari ambiti sociali, operando nel volontariato, lavorando alla promozione del bene comune, della pace e della giustizia in ogni comunità”, Benedetto XVI ha ricordato che “uno dei campi, nei quali appare urgente operare, è senz’altro quello della salvaguardia del creato. Alle nuove generazioni è affidato il futuro del pianeta, in cui sono evidenti i segni di uno sviluppo che non sempre ha saputo tutelare i delicati equilibri della natura”. “Prima che sia troppo tardi ha osservato il Papa – occorre adottare scelte coraggiose, che sappiano ricreare una forte alleanza tra l’uomo e la terra. Serve un sì deciso alla tutela del creato e un impegno forte per invertire quelle tendenze che rischiano di portare a situazioni di degrado irreversibile”. Di qui il plauso all’iniziativa della Chiesa italiana “di promuovere la sensibilità sulle problematiche della salvaguardia del creato fissando una Giornata nazionale che cade proprio il 1° settembre”. Quest’anno, ha ricordato, “l’attenzione è puntata soprattutto sull’acqua, un bene preziosissimo che, se non viene condiviso in modo equo e pacifico, diventerà purtroppo motivo di dure tensioni e aspri conflitti”. Concludendo l’omelia, il Papa ha rinnovato l’invito a partecipare alla Gmg 2008, a Sidney.
10:21 – AGORÀ DEI GIOVANI: BENEDETTO XVI ALLA MESSA, “LA MOTIVAZIONE CHE UNISCE I CREDENTI NON È IL SUCCESSO MA IL BENE”
Certo, ha detto Benedetto XVI, “tante e grandi sono le sfide che dovete affrontare”. La prima è “seguire Cristo fino in fondo, senza riserve e compromessi”, il che “significa sentirsi parte viva del suo corpo, che è la Chiesa. Non ci si può dire discepoli di Gesù se non si ama e non si segue la sua Chiesa. La Chiesa è la nostra famiglia, nella quale l’amore verso il Signore e verso i fratelli, soprattutto nella partecipazione all’Eucaristia, ci fa sperimentare la gioia di poter pregustare già ora la vita futura che sarà totalmente illuminata dall’Amore”. Sentirsi Chiesa, ha spiegato il Papa, è “una vocazione alla santità per tutti; è impegno quotidiano a costruire la comunione e l’unità vincendo ogni resistenza e superando ogni incomprensione. Nella Chiesa impariamo ad amare educandoci all’accoglienza gratuita del prossimo, all’attenzione premurosa verso chi è in difficoltà, i poveri e gli ultimi. La motivazione fondamentale che unisce i credenti in Cristo non è il successo ma il bene, un bene che è tanto più autentico quanto più è condiviso, e che non consiste prima di tutto nell’avere o nel potere ma nell’essere… Seguire Cristo comporta, inoltre, lo sforzo costante di dare il proprio contributo alla edificazione di una società più giusta e solidale, dove tutti possano godere dei beni della terra”. (segue)
10:18 – AGORÀ DEI GIOVANI: BENEDETTO XVI ALLA MESSA, “NON ABBIATE PAURA DI APPARIRE DIVERSI E DI VENIRE CRITICATI”
“Non abbiate paura ha esortato Benedetto XVI – di apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda: i vostri coetanei, ma anche gli adulti, e specialmente coloro che sembrano più lontani dalla mentalità e dai valori del Vangelo, hanno un profondo bisogno di vedere qualcuno che osi vivere secondo la pienezza di umanità manifestata da Gesù Cristo”. Quella dell’umiltà, per il Papa, “non è dunque la via della rinuncia ma del coraggio. Non è l’esito di una sconfitta ma il risultato di una vittoria dell’amore sull’egoismo e della grazia sul peccato. Seguendo Cristo e imitando Maria, dobbiamo avere il coraggio dell’umiltà; dobbiamo affidarci umilmente al Signore perché solo così potremo diventare strumenti docili nelle sue mani, e gli permetteremo di fare in noi grandi cose”. Dunque, “l’umiltà che il Signore ci ha insegnato e che i santi hanno testimoniato, ciascuno secondo l’originalità della propria vocazione, è tutt’altro che un modo di vivere rinunciatario”. Dal Papa ancora un invito a guardare Maria: “Alla sua scuola, anche noi come lei possiamo fare esperienza di quel sì di Dio all’umanità da cui scaturiscono tutti i sì della nostra vita. Possiamo comprendere che la nostra fede non propone un insieme di divieti morali, ma un cammino gioioso alla luce del sì di Dio”. (segue)
10:14 – AGORÀ DEI GIOVANI: BENEDETTO XVI ALLA MESSA, “ANDATE CONTROCORRENTE”
L’esaltazione dell’umiltà “appare oggi quanto mai provocatoria per la cultura e la sensibilità dell’uomo contemporaneo”, ha detto Benedetto XVI, che ha evidenziato come l’umile sia percepito “come un rinunciatario, uno sconfitto, uno che non ha nulla da dire al mondo. Invece, questa è la via maestra, e non solo perché l’umiltà è una grande virtù umana, ma perché, in primo luogo, rappresenta il modo di agire di Dio stesso. È la via scelta da Cristo, il mediatore della Nuova Alleanza”. Il messaggio, dunque, è questo: “Non seguite la via dell’orgoglio ha ammonito il Papa – bensì quella dell’umiltà. Andate controcorrente: non ascoltate le voci interessate e suadenti che oggi da molte parti propagandano modelli di vita improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad ogni costo, all’apparire e all’avere, a scapito dell’essere. Di quanti messaggi, che vi giungono soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici! Non andate dietro all’onda prodotta da questa potente azione di persuasione”. Di qui l’invito a non aver paura “di preferire le vie alternative indicate dall’amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale; relazioni affettive sincere e pure; un impegno onesto nello studio e nel lavoro; l’interesse profondo per il bene comune”. (segue)
10:10 – AGORÀ DEI GIOVANI: BENEDETTO XVI ALLA MESSA, “LA CHIESA VI GUARDA CON IMMENSO AFFETTO”
Dio cerca “cuori giovani”, “giovani dal cuore grande, capaci di fare spazio a Lui nella loro vita” e “accogliere una proposta affascinante come quella che ci fa Gesù”. Lo ha detto Benedetto XVI, nell’omelia della celebrazione eucaristica, culmine dell’Agorà dei giovani, in corso in questi giorni a Loreto. Gesù, ha aggiunto il Papa, “ha una predilezione per i giovani” e, pur rispettandone la libertà, “non si stanca mai di proporre loro mete più alte per la vita: la novità del Vangelo e la bellezza di una condotta santa”. Perciò, “seguendo l’esempio del suo Signore la Chiesa continua ad avere la stessa attenzione. Ecco perché, cari giovani, vi guarda con immenso affetto, vi è vicina nei momenti della gioia e della festa, della prova e dello smarrimento; vi sostiene con i doni della grazia sacramentale e vi accompagna nel discernimento della vostra vocazione”. “Cari giovani è l’invito del Santo Padre – lasciatevi coinvolgere nella vita nuova che sgorga dall’incontro con Cristo e sarete in grado di essere apostoli della sua pace nelle vostre famiglie, tra i vostri amici, all’interno delle vostre comunità ecclesiali e nei vari ambienti nei quali vivete ed operate. Ma che cosa rende davvero giovani in senso evangelico?”. Guardando Maria vediamo che “l’umiltà” è “ciò che Dio apprezza più di ogni altra cosa in lei”. (segue)
09:57 – AGORÀ DEI GIOVANI: MONS. BAGNASCO AL PAPA, IL MAGISTERO PER “ABBEVERARCI ALLA LUCE CHE È DIO”
“Santità, la ringraziamo perché oggi possiamo pregare con lei affinché il Signore tocchi il cuore di ogni giovane, mostrando che è possibile, ragionevole e bello vivere da cristiani”. “Lei ora è la nostra fontana di luce: la sua persona, il suo sguardo, la sua paternità, la parola chiara e decisa del magistero ci aiutano ad abbeverarci alla luce che è Dio, il Dio della verità e dell’amore”. Così stamattina il presidente della Cei, mons. Angelo Bagnasco, ha salutato papa Benedetto all’inizio della celebrazione eucaristica davanti ai giovani radunati alla piana di Montorso per l’Agorà. “Ciascuno dei giovani qui presenti”, ha aggiunto, desidera nella profondità dell’anima” dire “sì a Gesù”, dopo le “intense emozioni” di ieri pomeriggio e “una notte che molti hanno almeno in parte trascorso nella preghiera, nell’approfondimento e nel dialogo”. “Le difficoltà e i limiti umani non mancano, come pure le ferite del peccato con le sue false libertà. Nell’intimo, però, ogni giovane ha concluso avverte il desiderio di spendere la vita per qualcosa di grande, di seguire la speranza che non delude, di donarsi senza riserve e condizioni”.
09:55 – AGORÀ DEI GIOVANI: DOPO LA VEGLIA, “IL PAPA CI HA INDICATO METE ALTE”
Di Papa Benedetto XVI piace e convince “lo stile ricco di umanità e concretezza”. È quanto sottolinea Marco Ravalico, della parrocchia del Sacro Cuore di Trieste, dopo aver ascoltato il Pontefice, nel pomeriggio di ieri a Montorso. “Il Papa dice Ravalico – ha esordito parlando dei dubbi e delle incertezze e ci ha indicato mete alte. Ci ha detto che essere cristiani è bello, partendo proprio dalla sua esperienza, quella gioia nella fede di cui parla tanto spesso. Mi ha colpito anche il discorso sul matrimonio, sul fatto di avere fiducia nonostante i fallimenti perché nulla è impossibile per chi si affida a Dio”. Carolina Quaglioni e Francesca Marchesi, della diocesi di Piacenza, si sono dette “impressionate della disponibilità e generosità del Papa, soprattutto quando ha abbracciato la ragazza che ha parlato della sua malattia e delle sue difficoltà. Ci è molto piaciuto anche quando il Pontefice ha raccontato di alcuni ex-tossicodipendenti del Brasile che hanno trovato il senso della vita riscoprendo la fede all’interno di un’esperienza di Chiesa. E poi ci ha toccato quando ci ha raccomandato di non avere paura perché il Signore è la felicità: all’andata si può piangere, ma si torna ridendo”.
09:52 – AGORÀ DEI GIOVANI: A MONTORSO SANT’EGIDIO E LE COMUNITÀ DI RECUPERO
Tra gli striscioni che svettano sulla spianata di Montorso, quello della Comunità di Sant’Egidio, presente con 500 persone, di cui 100 arrivano da Roma. Sono partiti ieri all’alba: “Siamo qui racconta Lisa Remondini per il desiderio di incontrare il Papa e gli altri giovani che come noi fanno un cammino di fede”. “Come comunità testimoniamo il Vangelo con la preghiera, il vivere concretamente la fraternità e il servizio ai poveri”, aggiunge, felice per aver incontrato “altri giovani che vivono come noi il Vangelo”, perché “occasioni come queste sono momenti in cui ci sentiamo veramente Chiesa”. Presenti all’Agorà anche i ragazzi della “Comunità Cenacolo”, fondata a Saluzzo nel 1983: giovani con problemi di tossicodipendenze e disagio che sono a Montorso, “perché – dicono – questo incontro significa per noi che c’è speranza, che non esiste solo il male, ma anche il bene, tanto bene. Noi abbiamo sempre voluto tutto subito, mentre è bello vedere questi giovani che pregano e che si affidano al Padre”.
09:44 – AGORÀ DEI GIOVANI: DOPO LA VEGLIA, “AFFASCINATI DAL PAPA” (2)
Tra i temi richiamati dal Papa quello della famiglia è stato il più “sentito” dai giovani. Per Valentini, “la ragione principale della disgregazione delle famiglie è l’individualismo”. “A volte si arriva al matrimonio senza conoscersi. Per stare in coppia le persone devono avere raggiunto una certa maturità”. Un’idea condivisa anche da Massimo Malandrino, di Noto: “Non sono solo i giovani che fanno cronaca nera. Abbiamo messaggi da dare perchè i giovani cattolici non sono masochisti, cercano il senso nel fare le cose”. “Un Papa meraviglioso che sa parlare ai giovani”, è il commento entusiastico di un gruppo di giovani della delegazione australiana venuti per invitare i coetanei italiani alla Gmg di Sidney nel 2008.
09:43 – AGORÀ DEI GIOVANI: DOPO LA VEGLIA, “AFFASCINATI DAL PAPA”
“Commossi” e “impressionati” dalle parole del Papa, “forti”, che “fanno riflettere. Queste sono le prime reazioni di alcuni degli oltre 400mila ragazzi riuniti nella piana di Montorso per l’incontro dei giovani italiani con Benedetto XVI. “Un discorso pieno di contenuti e messaggi dice Francesco Valentini di Perugia che ci fa capire che nella vita bisogna dire un sì decisivo. Le testimonianze dei ragazzi con esperienze dal margine del mondo giovanile hanno colpito tutti. È incredibile come queste persone con gravi problemi sono riusciti seguendo Gesù e con l’aiuto di sacerdoti e psicologi a ritrovare la pienezza della vita”. Gli fa eco Ewa Tajcheret di Torun (Polonia): “Ho apprezzato il riferimento all’amore vero che dà senso al nostro avvenire. Il Papa ha toccato i problemi più scottanti dei giovani dando risposte da vero padre. Mi ha colpito, poi, il passo riferito a chi vive in situazioni difficili come il divorzio dei genitori”. (segue)
09:40 – AGORÀ DEI GIOVANI: DOPO LA VEGLIA, “UNA CHIESA ATTENTA ALLA REALTÀ DEI GIOVANI”
“Nelle parole del Papa ho particolarmente apprezzato il fatto che abbia calato la sua riflessione nella realtà, andando a toccare temi e problemi che stanno a cuore ai giovani”. A parlare è Francesco Bigolin, 26 anni, dell’Azione Cattolica di Bolzano, a Montorso con gli oltre 120 giovani pellegrini della sua diocesi. “È bello vedere una Chiesa attenta alle questioni che sono centrali nella vita dei giovani prosegue ho apprezzato molto anche le due risposte a braccio che, ieri, il Papa ha dato alle domande rivoltegli al termine delle testimonianze durante la veglia. Il fatto che le abbia accompagnate da alcuni suoi ricordi ha mostrato ancor più il suo lato paterno. Il fatto che siamo più di 450mila (moltissimi sono arrivati per la messa di oggi) ci dà grande speranza per il futuro”. “Se si pone Gesù al centro della propria vita non si conoscono periferie: questo è il passaggio del discorso di Benedetto XVI che mi ha colpito di più qui a Montorso”, racconta Christian Latschrauner, 21 anni, seminarista, che ha visto nascere la sua vocazione due anni fa, in occasione della Gmg di Colonia. “Il Papa dice Latschrauner – ha ricordato che la cosa essenziale per la nostra vita è Cristo e se poniamo lui al centro della nostra esistenza, anche le difficoltà si affrontano in maniera diversa, con più speranza. Benedetto XVI mi è sembrato un giovane tra i giovani, soprattutto per il rapporto amichevole e sciolto che ha avuto con noi”.
09:33 – AGORÀ DEI GIOVANI: DOPO LA VEGLIA, “LA GRINTA DEL PAPA” E “UN NUOVO STILE DI COMUNICAZIONE”
“Brioso, denso, essenziale”. Così don Dino Cecconi, responsabile dell’ufficio comunicazioni sociali della Conferenza episcopale delle Marche e regista Rai Uno della messa domenicale, giudica le risposte date a braccio da Benedetto XVI alle domande postegli dai giovani nel corso della veglia di preghiera di ieri sera a Montorso. “Il Papa afferma don Cecconi al SIR – ha mostrato una grinta che ha toccato il cuore e catturato l’attenzione dei giovani. Le sue risposte sono state puntuali, profonde, accompagnate da un tono paterno a dimostrazione che si è immerso nella folla dei giovani, facendosi trasportare da loro. Ha dato una grande dimostrazione di essersi messo in ascolto dei giovani”. Secondo don Marco Sanavio, sacerdote di Padova, esperto di comunicazione e creatore del sito giovani.org, Benedetto XVI “ha inaugurato uno stile nuovo di dialogo con i giovani, dimostrando empatia nei loro confronti e nel contempo grande fermezza nel ribadire i valori che li aiutano a trovare un senso nella vita e a riscoprire la presenza di Dio. Mi ha colpito molto dice al SIR don Sanavio – l’accenno al silenzio di Dio, considerato uno stimolo ulteriore per mettere in moto la ricerca e per essere più vicini a chi dice di non averlo ancora incontrato”.
09:25 – AGORÀ DEI GIOVANI: LA NOTTE A MONTORSO TRA FUOCHI D’ARTIFICIO, MUSICA E RIFLESSIONE (2)
Spenti i riflettori sullo spettacolo che ha visto la partecipazione tra gli altri di Claudio Baglioni e delle Vibrazioni, il cielo di Montorso è stato acceso, attorno alle 23.30, dalle scintille colorate dei fuochi d’artificio, accompagnati dalle note dell’orchestra sul palco. Ininterrotto, fino alle 7 di questa mattina, il pellegrinaggio alle fontane di luce allestite al centro della piana, dove è stato riservato spazio alla meditazione e alle confessioni. Il risveglio, quest’oggi è stato scandito a partire dalle ore 6.45 dalle note di “Alzati e risplendi” e “Dall’alba al tramonto”, e mentre i sacerdoti e i diaconi si apprestavano a raggiungere l’area ai piedi del palco in preparazione alla messa con Benedetto XVI, i giovani hanno iniziato a smontare le tende e a riporre i sacchi a pelo e con pazienza si sono messi ad attendere il loro turno davanti ai bagni chimici sistemati ai bordi della spianata.
09:24 – AGORÀ DEI GIOVANI: LA NOTTE A MONTORSO TRA FUOCHI D’ARTIFICIO, MUSICA E RIFLESSIONE
È stata illuminata dai bagliori e dai mille colori dei fuochi d’artificio la notte dei giovani a Loreto. Lo spettacolo pirotecnico è stata la sorpresa che ha concluso la giornata di ieri, caratterizzata dalla veglia con il Papa, i momenti di preghiera e di musica. Mentre calava la notte su Montorso i giovani hanno dato vita a un gioco di luci azzurre con le torce a manovella contenute nella sacca del pellegrino. Lo spettacolo della sera è stato aperto dal collegamento con la Santa Casa di Loreto da dove Benedetto XVI ha recitato la preghiera da lui composta proprio per l’incontro di questi giorni. Particolarmente toccante la testimonianza di padre Bossi che, introdotto sul palco da Lucio Dalla, ha raccontato con commozione i 40 giorni passati nelle mani dei suoi rapitori per i quali ha avuto ancora una volta parole di perdono. Non è mancata anche una battuta simpatica: ricordando la fame patita il missionario ha rivelato anche di aver smesso di fumare. (segue)
09:21 – AGORÀ DEI GIOVANI: NOTA SIR
“Non dovete aver paura di sognare ad occhi aperti progetti di bene e non dovete lasciarvi scoraggiare dalle difficoltà”: i giovani hanno applaudito ieri sera queste parole di Benedetto XVI dopo che alcuni di loro avevano raccontato esperienze personali in situazioni sociali e familiari particolarmente difficili.
Ancora una volta la proposta di un percorso impegnativo.
Intendendo la responsabilità dell’educare un irrinunciabile servizio alla coscienza, il Papa non ha temuto di essere incompreso quando ha affrontato con rigore i temi della vita, della famiglia, dell’amore, della giustizia sociale, del potere politico…
I giovani lo hanno ascoltato attentamente e nei diversi passaggi hanno manifestato con l’applauso un consenso pensato e non una reazione emotiva. E qui é emersa una maturità che dice molto del cammino compiuto dalle nuove generazioni in tempi non facili.
Una maturità che interroga profondamente anche gli adulti e chiede ragione della loro testimonianza di fede e di vita, della loro coerenza.
L’assenza o la debolezza di riferimenti capaci di offrire ai giovani sentieri di speranza e di gioia sono note a Benedetto XVI, ma il suo invito anche ieri é stato di alzare lo sguardo: non a caso ha citato padre Giancarlo Bossi che nell’umile “grazie” per la preghiera di molti durante il suo rapimento, ha riassunto la grandezza e la bellezza di un “sì” detto fin da giovane.
Nessuna paura e nessuno scoraggiamento.
E, rivolgendo il pensiero alla giovane donna di Nazareth che ha cambiato la direzione della storia, il Papa ha svelato il segreto di tanta certezza: “Niente é impossibile per chi si fida di Dio e si affida a Lui”.
Non uno slogan, ma l’indicazione di un percorso, perché il “sognare ad occhi aperti progetti di bene” diventi il coraggio e la bellezza della vita di ogni giorno.