Aquileia e Mosca

Incontro dei quattro vescovi del Nord Est d’Italia con Alessio II

Siamo “stati accolti con grande attenzione e gentilezza, abbiamo vissuto un’esperienza profonda di fraternità”. È unanime il commento dei pastori delle Chiese della regione Friuli Venezia-Giulia in Italia (gli arcivescovi Pietro Brollo di Udine e Dino De Antoni di Gorizia, e i vescovi Eugenio Ravignani di Trieste e Ovidio Poletto di Concordia Pordenone), dopo aver incontrato per due volte, nei giorni scorsi, il patriarca di Mosca e di tutte le Russie. I quattro vescovi italiani sono stati ospiti a Mosca, su invito del metropolita Kirill, in occasione delle celebrazioni per la festa ortodossa della Dormizione di Maria Santissima. Un evento significativo alla vigilia dell’Assemblea ecumenica di Sibiu.DUE INCONTRI DA “AMICI”. Nel primo appuntamento la piccola delegazione italiana è arrivata alla cattedrale di Cristo Salvatore – che ospita da un paio d’anni due mosaici donati dall’arcidiocesi di Udine e realizzati dalla rinomata Scuola del mosaico di Spilimbergo (Pn) – ed è stata fatta salire accanto all’ingresso dell’iconostasi. Alessio II, ha quindi ricevuto i quattro vescovi, che gli hanno espresso il desiderio di una sua visita alla basilica di Aquileia. “Fin dalle sue origini, la Chiesa aquileiese ha tenuto aperte le porte al dialogo con molteplici e diverse nazionalità e culture, dal Norico alla Pannonia, dai Longobardi alle popolazioni di lingua slava – ha detto mons. PIETRO BROLLO anche a nome dei confratelli -. In nome della fede comune, fondata sul Vangelo di Gesù Cristo e sulla testimonianza dei santi apostoli e martiri, vogliamo continuare questo incontro e scambio fraterno tra le Chiese”. ALESSIO II ha sottolineato l’importanza di questi scambi: “Dobbiamo essere insieme per affrontare la scristianizzazione del mondo di oggi. Dobbiamo difendere la famiglia e la vita, dobbiamo aiutare i giovani in questa società dove Dio viene emarginato”. Alessio II ha ribadito l’importanza della preghiera per il traguardo dell’unità. All’invito che gli è stato presentato, il patriarca ha detto: “Se Dio vorrà, potremo realizzare questa visita ad Aquileia”, precisando che sentirà il parere del Santo Sinodo della Chiesa Russa.UN GESTO COMMOVENTE. Il secondo incontro con Alessio II è avvenuto durante la celebrazione ortodossa: dopo la consacrazione, quando sono state chiuse le porte dell’antica e splendida iconostasi mentre i celebranti si comunicavano, i vescovi italiani sono stati fatti entrare nello spazio dei celebranti per un nuovo saluto del patriarca. “È stato un gesto commovente, di grande attenzione – osserva mons. DINO DE ANTONI , arcivescovo di Gorizia – perché ci ha fatto entrare dentro l’Eucaristia”. Al termine, sul portale dell’antica chiesa del Cremlino, Alessio II ha voluto salutare e abbracciare ancora una volta i quattro presuli. Quello tra il Friuli e la Russia è un dialogo iniziato da tempo. “Al convegno delle Chiese del Triveneto ad Aquileia, nel 1990 – ricorda mons. OVIDIO POLETTO – uno dei punti fondamentali è stato quello dell’impegno al dialogo e all’apertura verso l’Est Europa”. Mons. EUGENIO RAVIGNANI osserva che già nel 1984 c’era stata una tappa fondamentale, in occasione del convegno delle Chiese d’Europa a Riva del Garda: “Allora partecipò anche Alessio II, che era metropolita – ricorda il vescovo di Trieste – e oggi a noi ha voluto ricordare quell’incontro conclusosi con una preghiera nella cattedrale di Trento e il bacio al crocifisso del Concilio che lì si svolse”. Da ricordare sono anche i tre incontri ecumenici dell’arcidiocesi di Udine all’abbazia di Rosazzo. In Italia, le Chiese del Nordest, e in particolare quelle del Friuli Venezia-Giulia vivono un ecumenismo dei piccoli gesti da molto tempo. Per questo, ricorda mons. Poletto, Alessio II ci ha detto: “Dalle Chiese del Nordest d’Italia siamo sempre stati bene accolti”. Scheda: Il Patriarcato di AquileiaFondata nel 181 a.C. come colonia di diritto latino in un territorio influenzato da più popoli e culture, Aquileia esercitò una nuova funzione morale e culturale con l’avvento del cristianesimo – secondo la tradizione popolare – predicato da San Marco, ed il cui sviluppo si fondò sulla testimonianza di una lunga serie di martiri (Ermacora e Fortunato, Ilario e Taziano, Crisogono). I vescovi di Aquileia crebbero di importanza nei secoli seguenti dando un vigoroso contributo allo sviluppo del cristianesimo occidentale sotto il profilo dottrinario (celebre e decisivo per la lotta contro l’arianesimo il Concilio del 381, che interessò tutte le Chiese d’Occidente). Il Patriarcato di Aquileia, entità politico-religiosa esistita dal 568 al 1751, amministrava un territorio vastissimo con al centro l’odierno Friuli. È stata la più grande diocesi e metropolita ecclesiale di tutto il Medioevo europeo: ad essa erano suffraganee una ventina di diocesi in Italia e una decina oltre le Alpi. Fino all’811 la sua giurisdizione ecclesiastica arrivava fino al fiume Danubio a Nord, al lago Balaton (Ungheria) a Est, a Como a Ovest, a Sud l’Istria fino al 1751, anno della sua estinzione causa le pressioni Asburgiche per frammentarlo secondo i confini politici di allora.