GIOVANI
Agorà a Loreto (Italia) con Benedetto XVI
Si è svolto a Loreto, dal 29 agosto al 2 settembre, l’incontro dell’Agorà dei giovani italiani – promosso dalla Conferenza episcopale italiana – con Benedetto XVI. Tra i 500 mila pellegrini vi erano anche 800 giovani delegati di 50 Paesi dell’Europa e del Mediterraneo. Ospiti, insieme ai loro coetanei italiani, in 32 diocesi, hanno partecipato ai vari momenti che queste avevano programmato prima di confluire, in pellegrinaggio, a Loreto dove il 1 e 2 settembre hanno partecipato alla veglia e alla messa con Benedetto XVI. In questi giorni, intanto, sempre a Loreto, si tiene il consueto appuntamento dell’Agorà dei giovani del Mediterraneo. NIENTE È IMPOSSIBILE A DIO. “A tutti vorrei giungesse questa mia parola: il Papa vi è vicino, condivide le vostre gioie e le vostre pene, soprattutto condivide le speranze più intime che sono nel vostro animo e per ciascuno chiede al Signore il dono di una vita piena e felice, una vita ricca di senso, una vita vera”. Questo il messaggio che Benedetto XVI ha rivolto ai giovani, durante la veglia di preghiera nella piana di Montorso, il 1° settembre. Per una sera, ha sottolineato il Santo Padre, Loreto è diventata “la capitale spirituale dei giovani; il centro verso cui convergono idealmente le moltitudini di giovani che popolano i cinque Continenti”. Le parole del Papa sono state rivolte, idealmente, ai giovani di tutta la terra: “Con amore e convinzione ripeto a voi, giovani qui presenti, e attraverso di voi, ai vostri coetanei del mondo intero: Non abbiate timore, Cristo può colmare le aspirazioni più intime del vostro cuore!”. Dunque, “ciascuno di voi se resta unito a Cristo, può compiere grandi cose. Ecco perché, cari amici, non dovete aver paura di sognare ad occhi aperti grandi progetti di bene e non dovete lasciarvi scoraggiare dalle difficoltà. Cristo ha fiducia in voi e desidera che possiate realizzare ogni vostro più nobile ed alto sogno di autentica felicità. Niente è impossibile per chi si fida di Dio e si affida a Lui”. “PARTE DELLA CHIESA UNIVERSALE”. Tra le delegazioni dei giovani europei, quella polacca è stata la più numerosa (100 delegati), seguita a ruota dalla francese. Presenti anche spagnoli, croati, ungheresi, greci, russi, portoghesi e sloveni. Si sono viste sventolare poi le bandiere dell’Inghilterra, della Danimarca, della Repubblica Ceca, della Finlandia, dell’Estonia, della Lettonia, della Moldova, dell’Olanda, dell’Austria, della Svizzera, dell’Ucraina e della Bulgaria. “Vogliamo sentirci parte della grande Chiesa universale e percepire lo stile di evangelizzazione che si respira qui – ha detto il giovane sacerdote bulgaro don Plamen Gecev. “In Bulgaria aumentano i giovani che trovano la propria felicità nella Chiesa superando il pregiudizio che vede negativamente chi frequenta le celebrazioni”. Per il sacerdote “nell’ascoltare i giovani si percepisce un certo loro smarrimento di fronte alle grandi sfide della vita. La risposta si trova solo in Gesù Cristo. Ed è questo messaggio che vogliamo trasmettere ora che ritorneremo a casa”. Un’esperienza che “non si riesce a spiegare con parole, ma che bisogna vivere in prima persona”. È la testimonianza dei cinque giovani della delegazione turca. “Abbiamo pregato, meditato e fatto festa”, ha spiegato Alper Alkac, che ha guidato la delegazione. “In Turchia, Paese a maggioranza musulmana non è facile vivere da cristiani. Ciononostante, i giovani cattolici turchi non mancano di entusiasmo”. La chiave del dialogo con i musulmani, secondo Alkac, sta nel “portare un messaggio di pace, come c’insegna Gesù”.FESTA E PREGHIERA. Esperienze analoghe per gli altri giovani europei. Gli inglesi, portoghesi e norvegesi, accolti nella diocesi di Pescara, hanno imparato l’inno composto dai giovani locali “Non c’è fallimento” e indossato una t-shirt con la scritta “non c’è fallimento se hai Dio dentro”. Ancona ha ospitato i delegati di Polonia, Germania, Montenegro, Romania e Azerbaijan. Tutti hanno vissuto un momento di ascolto al cimitero ebraico della preghiera dello “Shemà Israel”. A Pesaro spagnoli e polacchi, con gli italiani, hanno formato una catena umana di quasi due chilometri, per abbracciare simbolicamente la città. I serbi ospitati a Fermo si sono soffermati a riflettere sui temi della difesa della vita. A Senigallia, ricordando la figura di santa Maria Goretti, giovani inglesi, spagnoli, polacchi e anche libanesi, hanno riflettuto sulla purezza e prodotto il “Manifesto sull’amore” che verrà tradotto e spedito a tutti.INVITO A SIDNEY 2008. Sperano “di vivere la stessa atmosfera di Loreto anche alla Gmg di Sidney nel 2008”. Così Matthew Shakhovskoj e Nathan Chapple, della delegazione australiana presente all’Agorà dei giovani per promuovere la Gmg di Sidney (15-20 luglio 2008). Avvolti nella bandiera australiana dicono: “Abbiamo invitato i giovani italiani ed europei a Sidney, speriamo di vederne moltissimi. Da Loreto porteremo l’entusiasmo dei giovani europei e le parole del Papa”.