POLONIA
Messaggio dei vescovi al Paese
“La crisi politica delle ultime settimane così come le polemiche, sia in seno al parlamento sia sui media, inducono alla riflessione riguardante il livello e la forma del dibattito pubblico”: lo hanno affermato, in un messaggio, i vescovi polacchi, riuniti il 25 agosto per la plenaria della Conferenza episcopale presso il santuario mariano di Jasna Gora a Czestochowa.UN LINGUAGGIO DI RISPETTO. Sottolineando che “il linguaggio di uno statista e soprattutto di un cristiano e un sacerdote non può trasudare odio e aggressività”, hanno ribadito la necessità “dello spirito della carità, degli atteggiamenti civili e del dialogo” e hanno esortato a “rifiutare ogni forma di malanimo nei confronti dell’altro essere umano che ha opinioni politiche diverse, che appartiene ad una religione diversa, ad una razza o popolo diversi”. I vescovi hanno dichiarato inoltre che “la missione della Chiesa maestra e dei media cattolici dovrebbe servire il bene del Paese, non identificandosi con alcun gruppo politico”. Tali parole sono state interpretate da numerosi commentatori come critica dell’operato del padre Tadeusz Rydzyk, redentorista, a capo di un gruppo dei media cattolici (tra cui la Radio Maryja) e nel contempo direttore di una scuola superiore privata. Il presidente della Conferenza episcopale polacca (Kep), mons. Jozef Michalik, ha affermato che nei confronti di Radio Maryja e del suo direttore “verranno adottati tutti i provvedimenti necessari per giungere ad un chiarimento, senza privilegiare le soluzioni a carattere disciplinare” e ha ricordato che l’autenticità delle registrazioni riportate dalla stampa, secondo le quali padre Rydzyk avrebbe offeso la coppia presidenziale e avrebbe pronunciato delle parole comprovanti il proprio atteggiamento antisemita, non è stata confermata. Mons. Tadeusz Goclowski, arcivescovo di Danzica, parlando con i giornalisti, ha reso noto che i vescovi hanno istituito il gruppo di lavoro speciale per la stesura di una lettera indirizzata al preposito generale dei redentoristi padre Joseph Tobin.COLLABORAZIONISMO: CASI SPORADICI. Il consiglio permanente della Kep ha anche analizzato la documentazione predisposta dalla Commissione storica riguardante i contatti dei sacerdoti con i funzionari dei servizi, ai tempi della Polonia comunista. I risultati dei lavori della Commissione, resi noti alla fine di giugno, hanno permesso di individuare un gruppo di oltre dieci vescovi, attualmente impegnati nella pastorale, che sono stati classificati dai servizi di sicurezza comunisti come collaboratori. La documentazione predisposta dalla Commissione storica farà adesso oggetto di una a valutazione da parte dell’apposito gruppo di autorevoli esperti in legge ed etica. Probabilmente a ottobre le conclusioni verranno trasmesse alla Nunziatura apostolica a Varsavia, e di seguito alla Santa Sede. Secondo mons. Slawoj Leszek Glodz, il coordinatore per la Kep dei lavori della Commissione, i risultati sono molto più positivi di quanto non valutati inizialmente dagli storici e rappresentanti dei media. A suo parere i casi sporadici di contatti con i servizi da parte dei membri del clero polacco dimostrano che l’eventuale collaborazione avesse la portata assai inferiore alle stime iniziali.STUDENTI: APPELLO AL CORAGGIO “Siate coraggiosi e sappiate contrastare un automatico propagare delle opinioni che deridono la Chiesa e i valori del cristianesimo”: con queste parole i vescovi polacchi, riuniti a Jasna Gora, si sono rivolti agli studenti che il 3 settembre hanno iniziato il nuovo anno scolastico. Nella lettera che è stata letta nelle chiese polacche domenica 2 settembre, intitolata “Accompagnare i giovani nella loro crescita”, l’episcopato polacco sottolinea che “i cambiamenti che avvengono in Polonia sin dal 1989 hanno aperto davanti ai giovani delle nuove possibilità. Grazie alla possibilità di acquisire nelle scuole polacche delle conoscenze in modo libero dalle menzogne ideologiche, grazie alla possibilità di intraprendere gli studi all’estero, di conoscere altre culture e lingue straniere, grazie alla possibilità di viaggiare per il mondo, la generazione dei giovani di oggi può ritrovare il proprio posto tra i popoli dell’Europa e di altri continenti”. I vescovi hanno ribadito che “numerosi giovani polacchi danno testimonianza della loro fedeltà a Cristo tramite un assiduo lavoro nell’arco di tutto l’anno” ma avvertono che altri “spesso cedono davanti all’onnipresente propaganda che tenta di trovare la loro approvazione proponendo una sconsiderata contestazione del mondo degli adulti”. “Il dilagare del modo di vita spensierato porta a dei problemi sempre maggiori, che devono affrontare i giovani non appena inizino una vita da adulti” e di conseguenza alle “tragedie umane” che si ripercuotono negativamente sulla vita sociale del Paese. “Gli adulti non possono rifiutarsi di accompagnare i giovani nella loro crescita” ammoniscono infine i vescovi.