Germania, Spagna, Polonia

AEE3

Germania: pregare per l’Assemblea ecumenica

“Chiediamo di pregare per i cristiani riuniti a Sibiu dal 4 al 9 settembre, affinché lo spirito di Dio rafforzi i loro sforzi per la giustizia, la pace e la conservazione del creato”: questo l’invito della Conferenza episcopale tedesca (Dbk) rivolto ai fedeli il 31 agosto in vista della Terza assemblea ecumenica europea di Sibiu in Romania, cui partecipano cristiani cattolici, protestanti ed ortodossi di tutta Europa. “La situazione spirituale e culturale dell’Europa è contraddistinta dalla lontananza da Dio ma anche dalla ricerca di senso e spiritualità, da un nuovo interesse verso la religione”, osservano i vescovi, auspicando “un particolare slancio missionario da parte dei cristiani”. I lavori dell’AEE3 sono incentrati su alcuni temi già affrontati in passato da precedenti assembleee ecumeniche. Si tratta, secondo la Dbk, di “grandi compiti”, “oggi caratterizzati da altre premesse ma che non hanno perso importanza. Al contrario: essi hanno acquisito nuova attualità e urgenza”. “Si sono aggiunte nuove sfide”: il “processo di unificazione politica, soprattutto tra Est e Ovest, l’incontro con altre religioni, svariati flussi di migrazione e una globalizzazione in rapida evoluzione”. A questi compiti, i cristiani sono chiamati “a dare il proprio contributo”.

Italia: una giornata europea di dialogo con l’Islam

“Istituire una giornata di dialogo cristiano islamico a livello europeo”: questo l’appello che il Comitato italiano organizzatore della sesta giornata ecumenica del dialogo cristiano islamico rivolge ai delegati della terza Assemblea ecumenica europea. “Nel salutare ed augurare buon lavoro a tutte le delegazioni che fino al 9 settembre cercheranno di rilanciare l’ecumenismo in Europa, superando le gravi difficoltà che sta vivendo il processo ecumenico, vogliamo sottoporre loro – scrivono i firmatari dell’appello – l’esigenza di mettere al centro di tale incontro anche il dialogo con le altre religioni. Siamo convinti che l’ecumenismo cristiano può essere rafforzato se è capace di aprirsi al dialogo con le altre religioni”. Per il Comitato, “particolarmente urgente, vista la congiuntura internazionale che stiamo vivendo, è il dialogo con l’islam che è fondamentale per fermare la guerra e costruire un mondo di pace”. Per tale motivo ed in vista della sesta giornata ecumenica del dialogo cristiano islamico che si celebrerà in Italia il 5 ottobre “facciamo appello alle delegazioni riunite a Sibiu affinché analoga giornata con l’islam sia istituita a livello europeo”.

Spagna: per gli immigrati dell’Est europeo

“Maggiore attenzione pastorale agli immigrati dall’Est europeo”: è quella che promuoverà nei prossimi mesi l’arcidiocesi di Valencia (Spagna), in considerazione del “continuo aumento di fedeli” di quell’area. Secondo fonti della Commissione diocesana per l’ecumenismo nell’arcidiocesi di Valencia risiedono già più di 50.000 immigrati di rito orientale cattolica, prevalentemente ucraini e rumeni. Per studiare una pastorale ad hoc una delegazione della stessa Commissione, quest’estate, si è recata in visita presso alcune diocesi ucraine e rumene, incontrando i rappresentanti delle diocesi e anche responsabili di altre confessioni religiose. La nuova pastorale per gli immigrati dell’Est europeo avrà come obiettivo di spingere “le associazioni di fedeli ad offrire loro appoggio tecnico ed umano”, promuovendo, tra l’altro, corsi di lingue per gli studenti delle scuole e per i giovani universitari. Quest’attenzione pastorale per gli immigrati dell’Europa orientale è legata anche alla necessità di approfondire ulteriormente il cammino e il dialogo ecumenico. In occasione, infatti, della terza Assemblea ecumenica europea, che si sta svolgendo in questi giorni a Sibiu, in numerose località della diocesi di Valencia si sono organizzati incontri ecumenici con la partecipazione di fedeli di diverse confessioni religiose.

Polonia: conoscere meglio la Charta

“In Polonia gli ideali della Charta oecumenica sono diffusi ma non sono noti abbastanza”, ha affermato mons. Tadeusz Pikus presidente del Consiglio per l’Ecumenismo della Conferenza episcopale polacca (Kep), qualche giorno prima dell’inaugurazione della III Assemblea ecumenica europea di Sibiu. “La Charta si propone come strumento d’ispirazione per i cristiani di varie confessioni, di diverse religioni e per gli uomini di buona volontà ad un agire comune. Ma penso che da questo punto di vista non viene sfruttata adeguatamente”. Mons. Pikus valuta positivamente lo stato delle relazioni ecumeniche in Polonia ma aggiunge: “Non dico che ormai siamo uniti, perché non è così”. A suo parere “le Chiese locali risentono le conseguenze delle divisioni nella Chiesa universale”, ma “la buona volontà dei cristiani, le preghiere comuni, il via libera dato all’ecumenismo dalla maggior parte delle Chiese e delle comunità ecclesiali permettono di cercare delle soluzioni dei problemi riscontrati nell’ambito della vita religiosa, e non solo”.

(07 settembre 2007)