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La prima sessione dopo la pausa estiva
Gli incendi boschivi di questa estate in diversi paesi dell’Europa meridionale; le possibili ricadute sull’economia continentale dopo il tracollo finanziario causato negli Usa dai mutui “subprime”; la presentazione, da parte del Consiglio, della proposta di Bilancio 2008. Inoltre, i nuovi programmi comunitari per combattere droga e alcol, le iniziative per agevolare la mobilità dei lavoratori all’interno dell’Ue, la lotta al terrorismo. Numerosi argomenti hanno caratterizzato la prima sessione plenaria dell’Europarlamento dopo la pausa estiva, svoltasi dal 3 al 6 settembre. IL NUOVO TRATTATO ENTRO L’ANNO. La presenza a Strasburgo del presidente del Portogallo (alla guida semestrale dell’Ue), e il suo successivo incontro a Bruxelles con il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, hanno consentito di fare il punto sui lavori della Conferenza intergovernativa che sta lavorando alla bozza del “Trattato di riforma”, la cui presentazione dovrebbe avvenire al summit di metà ottobre a Lisbona. “È arrivato il momento di concentrarsi su cosa è realmente essenziale per rendere l’Europa più forte e coesa”, ha affermato nel suo discorso davanti agli eurodeputati il presidente ANÍBAL ANTÓNIO CAVACO SILVA . Il politico lusitano ha ribadito le priorità del suo paese alla guida di turno dell’Unione, mettendo al primo posto “la riforma del Trattato sulla base del compromesso raggiunto dal Consiglio europeo di giugno”. A questo riguardo ha rivolto un appello ai 27 affinché su giunga “alla riforma entro la fine dell’anno”. Cavaco Silva si è quindi soffermato sulle “sfide concrete che preoccupano i nostri cittadini”, elencando crescita economica, lavoro, sicurezza, ambiente, energia. Ha quindi ribadito il valore primario della solidarietà “come un pilastro fondamentale dell’integrazione europea”. Il presidente ha infine invocato soluzioni “innovative” per affrontare la povertà e l’esclusione sociale nel vecchio continente. TERRORISMO: “NON SI PUÒ ABBASSARE LA GUARDIA”. Ampio e vivace il dibattito svoltosi in aula sulla lotta al terrorismo attuata di concerto dagli Stati membri e dall’Ue. I deputati hanno espresso – pur con sottolineare molto diverse – la richiesta di un’azione più incisiva dell’Unione e quasi tutti hanno ricordato, in parallelo, la necessità di rispettare, nelle azioni preventive e di contrasto al terrorismo, i diritti umani e le libertà fondamentali dei cittadini. Su questa linea si è posto il sottosegretario portoghese MANUEL LOBO ANTUNES , il quale ha insistito sulla doppia linea di azione “a livello interno e internazionale”. In tale direzione sono già previsti “entro dicembre incontri con Russia, Stati Uniti, Algeria e Marocco”. Dal canto suo il commissario alla libertà, sicurezza e giustizia, FRANCO FRATTINI , ha spiegato l’attività dell’Esecutivo per dare seguito alla strategia antiterrorismo definita dall’Ue nel 2005. “La minaccia rimane alta – ha puntualizzato il commissario italiano – e non vi è margine per abbassare la guardia”: lo dimostrano gli attentati recentemente sventati in Spagna, Regno Unito, Germania, Danimarca. PREVENIRE E CONTRASTARE. Frattini ha poi annunciato che in autunno la Commissione “presenterà un pacchetto di misure incentrate sulla prevenzione e il perseguimento dei crimini. Si tratta, più in particolare, di un piano sulla sicurezza degli esplosivi”, con un ruolo specifico assegnato a Europol, e di una “modifica della decisione quadro sul terrorismo per tenere conto del ricorso a Internet da parte dei terroristi”. Gli interventi dei deputati hanno mostrato giudizi differenti sull’operato della Commissione: il popolare tedesco MANFRED WEBER ha ad esempio ribadito che “i cittadini si aspettano che sia garantita la loro sicurezza”, dicendosi poi favorevole al pacchetto di proposte dell’Esecutivo; più critico il rappresentante socialista JAN WIERSMA , che ha posto l’accento sull’opportunità di una più stretta “collaborazione tra gli Stati membri e l’Ue”. Il parlamentare olandese ha riaffermato “l’importanza di esaminare le cause che avvicinano i giovani al terrorismo, per poi agire sulla prevenzione”, “visto che la repressione non basta”. STOP ALL’ALCOL PER GUIDATORI E DONNE IN GRAVIDANZA. Fra gli altri temi giunti in emiciclo, ha raccolto grande attenzione il problema della diffusione dell’alcol. Il Parlamento chiede misure comunitarie per “prevenire il consumo nocivo e pericoloso di alcol da parte di minori”, delle donne in gravidanza e dei guidatori. Considerando che gli incidenti stradali e i danni direttamente correlati al consumo di vino, birra e superalcolici causano ogni anno 17mila vittime nell’Ue, vengono richieste “campagne di sensibilizzazione, limiti d’accesso severi agli alcolici per i giovani e zero alcol per i neopatentati”. Dovrebbero inoltre essere imposte tasse più elevate sugli alcopop (bevande alcoliche premiscelate particolarmente diffuse fra i teenager). Per le persone colte al volante in stato di ebbrezza si invocano pene più severe, fra cui il ritiro prolungato della patente.