Il 17 settembre cade il 68° anniversario dell’aggressione della Polonia da parte dell’Unione Sovietica, avvenuta solo pochi giorni dopo l’invasione tedesca del 1 settembre 1939. “La Chiesa cattolica sui territori occupati dalle truppe sovietiche ha patito un vero Golgota. Negli anni 1939-1941 oltre un milione di cattolici perirono, vennero deportati nei lager, salvandosi solo in pochi”, ricorda il vescovo di Drohiczyn mons. Antoni Dydycz, evocando i massacri degli ufficiali polacchi perpetrati a Katyn e Miednoje dalle truppe sovietiche e camuffati per anni (fino al 1989) come crimini nazisti. “La Chiesa ha avuto un terribile numero di vittime. Vennero trucidati i vescovi, i sacerdoti, le persone consacrate e i laici” racconta. Proprio in concomitanza con quel triste anniversario, nei cinema in Polonia esce un nuovo film del noto regista Andrzej Wajda dedicato al massacro di ufficiali polacchi avvenuto tra aprile e maggio del 1940 su ordine di Stalin. Secondo calcoli tutt’ora approssimativi, con un colpo alla nuca sono stati giustiziati dai soldati sovietici almeno 25 mila ufficiali e sottufficiali polacchi. Tra loro vi era anche il padre del regista, Jakub Wajda.