Portogallo: assistenza spirituale in ospedale

Il Consiglio permanente della Conferenza episcopale portoghese (Cep) ha manifestato il suo disaccordo relativamente ad alcuni punti del disegno di legge governativo destinato a regolamentare l’assistenza religiosa negli ospedali. Il segretario, mons. Carlos Azevedo, ha definito il progetto legislativo “inconcepibile e inaccettabile”, dal momento che “esso non accoglie i diritti della persona malata e si distanzia dai contenuti che erano stati suggeriti dalla Chiesa in questo settore”, in particolare dalle proposte che erano state sviluppate dal Coordinamento Nazionale delle Cappellanie Ospedaliere. Tale organismo, riunitosi a Fatima il 21 giugno 2007, aveva emesso un comunicato in cui parlava di “difficoltà pratiche che esistono all’interno delle realtà sanitarie istituzionali”. Dopo il parere favorevole della Commissione sulla Libertà Religiosa, il Coordinamento aveva auspicato “un effettivo rispetto del diritto fondamentale dei malati: quello dell’accompagnamento spirituale e religioso”. I vescovi hanno analizzato anche le ulteriori conseguenze dell’udienza concessa dal primo ministro portoghese José Socrates lo scorso 12 luglio, concernenti tematiche legate alla regolamentazione del Concordato, all’area educativa, alla solidarietà sociale, al settore della pubblica comunicazione, al sostegno della famiglia e della natalità. Inoltre, all’ordine del giorno sono state poste la programmazione della riunione del Consiglio delle Conferenze episcopali europee, che si svolgerà a Fatima dal 4 al 7 ottobre prossimo, e la visita dei vescovi portoghesi in Vaticano, dal 3 al 12 novembre, che includerà un’assemblea plenaria dell’organismo episcopale.