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Europa: gli aspetti positivi troppo spesso nascosti da quelli negativi
L’ordine del giorno della presidenza portoghese testimonia il progresso della costruzione europea. La presidenza portoghese e le presidenze francese e slovena che le succederanno lavoreranno su varie questioni importanti. Possiamo citare, per esempio, la conferenza intergovernativa, il trattato modificativo e la sua ratifica, la revisione della politica agricola comune, il futuro finanziamento dell’Unione Europea, il mercato unico, la sua identità e il principio della preferenza comunitaria, il consolidamento delle dimensioni politiche e istituzionali della zona euro, le frontiere dell’Europa, l’emigrazione e la possibilità di un sistema europeo comune in materia di diritto d’asilo, per non parlare dei summit bilaterali con il Brasile, l’Ucraina, la Russia, l’Asean, la Cina, l’India e l’Africa, che si terranno tra settembre e dicembre di quest’anno.L’ordine del giorno europeo è veramente molto fitto. Il suo obiettivo resta quello di facilitare la governance del mercato e della società per garantire pace, stabilità e condizioni di vita che promuovano la dignità della persona umana. Il metodo comunitario fondato sul principio di solidarietà resta l’elemento chiave per raggiungere tale obiettivo. Esso implica la condivisione della sovranità nazionale, secondo regole concordate per incoraggiare il bene comune degli Stati membri e dei loro cittadini e l’impiego delle risorse comunitarie per aiutare i membri più deboli a svilupparsi e promuovere lo sviluppo dei paesi terzi.Nonostante questo ambizioso programma di lavoro e malgrado il notevole successo dell’Unione Europea nel consolidamento della pace e della sicurezza del modo di vita delle sue popolazioni, la valutazione pubblica del progetto europeo è spesso ostacolata dai filtri di una percezione che colora l’esperienza della storia: un’esperienza che non deve essere negata, ma non deve neppure essere trasformata. In ogni caso, non bisogna permettere che i suoi aspetti negativi guastino lo sviluppo di ciò che di nuovo e promettente contiene il progetto europeo. Fattori come l’identità nazionale ancorata al passato, la percezione della politica attraverso il prisma della corruzione del sistema comunista, la rivendicazione eccessiva della neutralità nazionale in un mondo complesso e sempre più interdipendente o il sentimento di una superiorità nazionale e culturale sono alcuni degli elementi che richiedono un dibattito pubblico nei nostri Stati membri, se vogliamo che gli aspetti nuovi del progetto europeo, il suo metodo comunitario e le sua potenzialità possano essere pienamente messi in campo.A tale proposito, anche i responsabili delle Chiese cristiane devono farsi carico della sensibilizzazione dell’opinione pubblica cristiana in Europa. La ratifica del Trattato modificativo, che si terrà probabilmente nel corso del 2008, rappresenta un contesto in cui si può inscrivere l’esercizio di tale responsabilità. Non è perché l’Unione Europea e le sue istituzioni non raggiungono la perfezione in alcuni settori politici e non rispondono alle attese a breve termine o non sono in grado di farlo che si devono scalzarne le importanti realizzazioni sociali ed etiche o mettere in dubbio il suo potenziale futuro. L’esperienza escatologica, che fonda l’impegno cristiano di ricerca della giustizia e della pace nella società, ci permette di riconoscere ciò che è nuovo nel progetto europeo. Essa ci autorizza, inoltre, a sostenere con creatività e vigilanza il consolidamento dell’Europa come potenza etica, attiva in un mondo che ha sempre più bisogno di una grazia redentrice che operi tramite gli uomini e le istituzioni che essi creano.