COMMISSIONE UE
Il libro verde della mobilità urbana
“È indispensabile disegnare una nuova concezione della mobilità urbana in Europa”. Non si limita all’analisi dei fatti o a suggerire qualche proposta operativa: il Libro verde intitolato “Verso una nuova cultura della mobilità urbana”, presentato il 25 settembre dalla Commissione Ue, abbraccia tutti i temi legati ai trasporti cittadini. E chiarisce: “I cittadini e chi assume decisioni politiche devono cominciare a pensare in termini di modificazione dei comportamenti”.CITTÀ DIFFERENTI, PROBLEMI SIMILI. Oltre il 60% della popolazione europea vive in città più o meno grandi; l’85% del Prodotto interno lordo Ue si origina in contesti urbani. “Le città costituiscono ormai il quadro di riferimento della grande maggioranza dei nostri concittadini, ai quali occorre assicurare una migliore qualità della vita. Ecco perché una riflessione comune sulla questione della mobilità è oggi necessaria”. “Le città – si legge ancora nel Libro verde – devono far fronte a sfide simili e sono alla ricerca di soluzioni condivise”. Il testo redatto dall’Esecutivo è “destinato ad aprire un dibattito sui grandi temi della mobilità”: ovvero “traffico scorrevole, città più pulite, mobilità intelligente, trasporto pubblico accessibile e sicuro per tutti gli abitanti”. “Ogni città ha le proprie caratteristiche, ma insieme condividono le stesse problematiche: congestione, cambiamenti climatici, inquinamento, insicurezza – ha spiegato Jacques Barrot, commissario ai trasporti -. Il Libro verde vorrebbe attirare l’attenzione sulla dimensione urbana della politica dei trasporti e punta i riflettori sugli interventi innovativi intrapresi da alcune municipalità pioniere in varie parti” del continente. VERSO UN PIANO EUROPEO. Il documento (25 pagine, disponibile in inglese e francese all’indirizzo internet http://ec.europa.eu/transport/clean/index_en.htm) è stato preparato nel corso dell’anno con diversi seminari, conferenze e consultazioni on line. “I contributi che abbiamo ricevuto ci sono stati utili per capire la realtà delle città europee e le aspirazioni dei cittadini e degli attori” politici, spiega il commissario francese. Il testo viene ora sottoposto all’attenzione delle istituzioni comunitarie, degli Stati membri, delle autorità locali e regionali, dei centri di ricerca, dei singoli cittadini. “Gli interessati sono invitati a esprimere le loro opinioni fino al 15 marzo prossimo (tren-urbantransport@ec.europa.eu)”. Verrà quindi “messo a punto un piano d’azione sulla mobilità urbana nell’autunno successivo, assicurando il rispetto delle specifiche competenze e del principio di sussidiarietà”. MENO TRAFFICO, MENO SMOG. Il documento di lavoro presenta varie opzioni politiche, corredate da 25 domande per la loro realizzazione. Viene chiesto, ad esempio, come migliorare la qualità del trasporto collettivo, come incentivare l’uso di tecnologie pulite oppure in quale modo promuovere gli spostamenti a piedi e in bicicletta. I grandi capitoli del libro sono cinque: “Per delle città fluide”, “Città meno inquinate”, “Trasporti urbani puliti”, “Un trasporto accessibile”, “Per trasporti urbani sicuri e rassicuranti”. Gli esperti della Commissione che hanno steso il testo ricordano che lo sviluppo della circolazione nelle aree urbanizzate “conduce a una congestione permanente, le cui ripercussioni sono di ordine economico, sociale e ambientale”, con aggravi di costi per le autorità pubbliche calcolate nell’1% del Pil dell’Unione. Da qui l’urgenza di provvedere a “un sistema di trasporti fluido, tale da consentire ai viaggiatori e alle merci di giungere in tempo” a destinazione. Una specifica annotazione ribadisce che “non esistono soluzioni uguali per tutti” i casi; occorre infatti tener conto di elementi geografici, ambientali, meteorologici, ma anche dei comportamenti sociali, delle necessità economiche, delle infrastrutture (a partire dalle strade o dalle ferrovie) e delle abitudini delle persone. Una buona dotazione di parcheggi collocati nella immediata vicinanza dell’abitato o l’introduzione di pedaggi per l’accesso ai centri storici (che il libro più volte menziona) potrebbero costituire delle soluzioni efficaci.EDUCAZIONE E CAMBIO DI MENTALITÀ. Ma il documento dell’Esecutivo affronta anche temi quali la circolazione di mezzi e vetture meno inquinanti; le restrizioni alla circolazione stradale; gli investimenti da effettuare per migliorare servizi quali gli autobus e le metropolitane. Un capitolo a parte è dedicato infine ai cambiamenti di “cultura” relativi alla mobilità: “Noi dobbiamo cambiare mentalità – vi si legge – se vogliamo che le nostre città restino degli spazi gradevoli, per vivere o da visitare, e se vogliamo che esse continuino a essere motori dell’economia europea”. Qui si collegano i temi dell’educazione, della formazione e della sensibilizzazione cui nessuna persona Ue dovrebbe sottrarsi. Il commissario Barrot ha infine caldeggiato che molti cittadini, responsabili politici, esperti del settore leggano il testo e arricchiscano il dibattito dei prossimi mesi.