Le direttive alle diocesi tedesche sul Motu proprio, il sinodo dei vescovi di Roma e il Katholikentag di Osnabrück previsti per il 2008, il dibattito sugli abusi sessuali da parte di religiosi, la solidarietà alle vittime dei nubifragi in Africa, la posizione dei vescovi sulla Turchia: questi sono solo alcuni dei temi discussi dall’assemblea plenaria dei vescovi tedeschi, riunitisi a Fulda dal 24 al 27 settembre scorso. Nella dichiarazione finale il card. Karl Lehmann, presidente della conferenza episcopale, ha illustrato le conclusioni dei vescovi sugli argomenti. In particolare, sulla Turchia, in seguito ai recenti sviluppi (vittoria del partito al governo, nuove elezioni del presidente e annuncio dei lavori ad una nuova Costituzione) la conferenza episcopale ha dichiarato di attendersi una “ripresa del processo di riforma”, un processo in cui “anche le legittime aspirazioni delle minoranze religiose devono finalmente portate ad una soluzione che risponda agli standard di uno Stato di diritto democratico”. I vescovi esprimono altresì “sgomento e irritazione” per la sentenza della corte suprema della Turchia, che nel 13 giugno scorso ha contestato al Patriarca ecumenico di Costantinopoli il diritto all’utilizzo del titolo oramai in uso da secoli”, rifiutando inoltre il riconoscimento del patriarcato come persona giuridica. “Respingiamo decisamente” – si legge nella dichiarazione “la pretesa di un tribunale laico di intromettersi nelle questioni interne della Chiesa ortodossa e di disconoscere il diritto del patriarca di Costantinopoli a portare il titolo di ‘patriarca ecumenico’ dopo la lunga tradizione” consolidata. I vescovi esprimono “profonda preoccupazione per le possibili conseguenze della sentenza in considerazione delle grandi limitazioni che il patriarcato ecumenico si trova a dover affrontare quotidianamente”: al riguardo, i vescovi auspicano “la riapertura della facoltà teologica del patriarcato” di Chalki, chiusa dal 1971, e “la fine degli espropri sistematici di edifici e terreni ecclesiastici”.