Settimana Sociale
“Il bene comune”; sottotitolo: “Di tutti e di ciascuno”. È stato questo il tema che ha animato, nello scorso mese di febbraio, la quarta edizione della Settimana Sociale della diocesi di Vittorio Veneto. L’iniziativa – frutto della collaborazione di varie realtà della Chiesa locale: pastorale sociale, Azione Cattolica, Acli, settimanale diocesano, Centro culturale La Pira di Motta – ha anticipato la Settimana Sociale nazionale che, nell’anno del centenario, si terrà a Pistoia e Pisa dal 18 al 21 ottobre. Un legame, questo, ben visibile nel tema: la prossima Settimana Sociale nazionale, che sarà la 45ª, sarà dedicata a “Il bene comune oggi: un impegno che viene da lontano”. Non solo. C’è, infatti, un altro elemento che lega la Settimana Sociale diocesana a quella nazionale: Giuseppe Toniolo, promotore della 1ª Settimana sociale e protagonista del Movimento cattolico, è sepolto a Pieve di Soligo, paese della diocesi di Vittorio Veneto. A don Giampiero Moret, direttore del settimanale diocesano “L’Azione” e tra i promotori della Settimana Sociale diocesana, abbiamo chiesto una riflessione sugli aspetti che uniscono i due appuntamenti, “locale” e “nazionale”. Come è nata nella diocesi di Vittorio Veneto l’idea di organizzare la Settimana Sociale diocesana? “L’idea è stata suggerita dall’esperienza di altre diocesi, in particolare della diocesi di Treviso, nostra sorella maggiore, che da molti anni ha avviato questa iniziativa. L’abbiamo trovata utile anche per la nostra Chiesa come momento forte per risvegliare nei cristiani la coscienza dell’impegno sociale. Per quanto riguarda il tema dell’ultima Settimana: ci è stato offerto dall’appuntamento nazionale. La nostra Settimana, giunta alla quarta edizione, si tiene sempre ai primi di febbraio, quindi con un buon anticipo su quella nazione, per cui ci è sembrato opportuno assumere il tema del bene comune anche per sensibilizzare la nostra comunità al prossimo evento nazionale”. La diocesi di Vittorio Veneto ha un “legame speciale” con Giuseppe Toniolo, promotore della 1ª Settimana Sociale. “Il legame speciale con Toniolo è dato dal fatto che il suo corpo riposa nel duomo di Pieve di Soligo – nella nostra diocesi – per sua espressa volontà. Egli aveva sposato Maria Schiratti, che era di Pieve, e ogni anno trascorreva lì il periodo estivo. Per inciso: proprio in questi giorni, il Tribunale diocesano sta esaminando il caso di un presunto miracolo avvenuto nella parrocchia di Pieve. Toniolo resta sempre un grande testimone di quel cristianesimo sociale e democratico che ha inciso fortemente nella formazione della nostra società e dello Stato democratico. Il tema dell’apporto dei cattolici alla vita del Paese è quanto mai attuale e Toniolo può costituire un punto di riferimento. Per quanto riguarda il pensiero, egli ha soprattutto criticato l’impianto liberale dell’economia del suo tempo, in particolare sotto l’aspetto della mancanza di riferimenti etici: anche questo è tema di attualità”. Bene comune e territorio: cosa è emerso alla Settimana sociale diocesana? “Il tumultuoso sviluppo del territorio veneto di questi anni, se ha portato un grande benessere, ha però eroso la coscienza – tipica della nostra gente – del vivere insieme e di collaborare per il bene comune. Da qui la necessità di recuperare questa coscienza anche attraverso un’opera di educazione sociale da sviluppare nelle nostre comunità. La Settimana Sociale è stata istituita proprio in vista di questo obiettivo”. Cosa “porta” l’esperienza di Vittorio Veneto all’appuntamento nazionale? “A dire la verità la nostra partecipazione alla Settimana nazionale ha più la speranza di ricevere che la pretesa di dare. Tuttavia, possiamo segnalare che, nella nostra Settimana, si è insistito molto sulla nuova dimensione del bene comune che non è più circoscritto nell’ambito dei singoli Paesi, ma riguarda ormai il mondo intero. Questo aspetto è molto interessante per il nostro territorio che, per la sua posizione, è in diretto contatto con tutta l’Europa, in particolare con i Paesi dell’Est, e con il mondo intero. Infatti, la tipologia delle nostre industrie, molto sviluppate nel settore del mobile e dell’abbigliamento, le porta a misurarsi con la concorrenza internazionale, soprattutto dei Paesi emergenti”. Ci sarà una “ripresa” sul territorio delle riflessioni della Settimana nazionale? “Stiamo già programmando la prossima Settimana che si celebrerà nel febbraio del 2008. Abbiamo scelto il tema della salvaguardia dell’ambiente perché pensiamo che sia un’applicazione concreta dell’impegno per il bene comune. Infatti, la salvaguardia dell’ambiente esige di guardare oltre i propri interessi immediati e impegnarsi per preservare questo bene che riguarda la vita di tutte le persone”. Quale l’augurio per l’incontro nazionale? “Il tema scelto ha rappresentato da sempre uno dei punti fondamentali e caratteristici della dottrina sociale della Chiesa. Mi auguro che la Settimana Sociale nazionale non si perda in generiche ripetizioni, ma si impegni a mostrarne l’attualità declinandolo in stretto contatto con i gravi problemi del nostro Paese e del mondo intero”.
(05 ottobre 2007)