Analizzando le attuali tensioni tra Chiesa e governo portoghese, in un recente incontro con i giornalisti nel monastero di São Vicente de Fora, mons. José Policarpo ha sostenuto che “la disposizione al dialogo e l’analisi oggettiva delle situazioni sono per la Chiesa il miglior modo di mostrare la propria disponibilità a svolgere un importante servizio nella società”. “Mediante quest’atteggiamento è possibile evitare di fornire argomenti polemici e margine di manovra a quelle forze che non accettano e vorrebbero impedire il nostro impegno sociale”, ha aggiunto. Il cardinale-patriarca di Lisbona, ha voluto ricordare che “il Concordato consacra il principio della cooperazione tra Stato e Chiesa”, ed ha manifestato la propria fiducia nelle istituzioni del paese, nonostante i recenti attriti sorti intorno al progetto di legge sull’assistenza religiosa e spirituale negli ospedali. “Non è pensabile assistere i malati con strutture parrocchiali” – ha affermato a tal proposito -, denunciando che “l’attuale redazione del documento governativo rivela una totale mancanza di conoscenza di come sia effettuata l’assistenza ai malati”. Egli si è detto favorevole all’idea che “gli ospedali realizzino un servizio di cappellania ecumenico”, ma ha difeso “la dimensione ed il ruolo spettanti alla Chiesa Cattolica”. “Altro problema da risolvere è decidere se i cappellani debbano far parte della struttura dei funzionari pubblici” – ha concluso mons. Policarpo: “A tale prospettiva non sono favorevole, tuttavia è vero che va individuata una soluzione che retribuisca economicamente il cappellano per il tempo del servizio ospedaliero”.