Varsavia: accolte anche se disubbidienti

“Una triste vicenda”: così mons. Kazimierz Nycz, arcivescovo di Varsavia ha definito l’espulsione, effettuata il 10 ottobre, di un gruppo di donne, ex suore della Famiglia di Betania, dal convento di Kazimierz Dolny, una cittadina sulle rive del fiume Vistola nella Polonia centro meridionale. Mons. Nycz ha ricordato che la vicenda delle ex suore che non avevano accettato la nomina da parte della Santa Sede della nuova superiora generale e che come atto di disubbidienza avevano scelto l’isolamento in una delle case appartenenti alla congregazione, durata ben due anni, “è triste soprattutto per quelle persone che sono state spinte in quella situazione”. Mons. Nycz ha ribadito con rammarico che tutti i tentativi di riconciliazione effettuati sia a livello diocesano sia quello della congregazione, così come i tentativi di arrivare ad un compromesso promossi dal Vaticano non hanno portato gli effetti sperati. La congregazione, volendo rientrare nel possesso della casa che le ex suore hanno deciso di occupare illegalmente, ha dovuto promuovere una causa presso il tribunale distrettuale di Pulawy. Lo sfratto è stato eseguito da parte del ufficiale giudiziari e con l’aiuto della polizia dopo quasi un anno dalla decisione della Santa Sede di espellere le disubbidienti dalla congregazione. L’arcivescovo di Lublin mons. Jozef Zycinski ha provveduto affinché le donne potessero trovare accoglienza presso le famiglie e presso le case di preghiera nelle vicinanze. Tra le 65 persone sfrattate, numerose giovani novizie che non hanno ancora prestato i voti perpetui possono chiedere la riammissione in altre congregazioni religiose. Non hanno invece più tale possibilità alcune ex suore più anziane.